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La dura protesta contro il governo svizzero per la chiusura del caso sugli assassini del Prof. Kazem Rajavi

Il caso sugli atti di terrorismo e i crimini contro l’umanità che proseguono incessanti in Iran deve restare aperto fino a che giustizia sia fatta
Devono essere emessi mandati di cattura internazionali contro i mandanti e gli esecutori, compresi Ali Khamenei, Ali Akbar Velayati e Hassan Rouhani
Lunedì 8 Giugno 2020, il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha ricevuto copia della lettera del procuratore della provincia di Vaud, in Svizzera, riguardante “la prossima chiusura per scadenza dei termini di prescrizione”, del dossier sull’assassinio del Prof. Kazem Rajavi, il rappresentante in Svizzera del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), e primo Ambasciatore iraniano presso la sede europea delle Nazioni Unite a Ginevra. Secondo questa lettera, il dossier sui 14 assassini sotto elencati, verrà chiuso il 17 Giugno 2020.
1. Samadi, Yadollah, nato nel 1957 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Assadollah Samadi;
2. Sajadian, Mahmoud, nato nel 1958 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Hardohnan (Haroun) Sajadian;
3. Rezvani, Mohammad Said, nato nel 1966 o nel 1956 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Taghi Rezvani;
4. Pourshafiee, Mohsen, nato nel 1947 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Abbas Pourshafiee;
5. Pourmirzai, Nasser, nato nel 1956 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Nouratollah (Nourollah) Pourmirzai;
6. Moslehiaraghi, Ali, nato nel 1947, cittadino iraniano;
7. Kamali, Ali, nato nel 1956 ad Isfahan, cittadino iraniano, figlio di Bahman Kamali;
8. Jazaeri, Mohammad Reza, nato nel 1958 a Qom, cittadino iraniano, figlio di Mohammad Kazem Jazaeri ;
9. Hemmati Said, nato nel 1948 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Mohammad Hemmati;
10. Haadavi Ali, nato nel 1957 a Gorgan, cittadino iraniano, figlio di Mirza Haadavi;
11. Fallahijan (Fallahian), Ali, nato nel 1949 a Najafabad, cittadino iraniano;
12. Danesh, Said, nato nel 1956 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Mohammad Reza Danesh;
13. Bayani Hamadani, Ali Reza, nato nel 1959 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Ebrahim Bayani;
14. Babaee, Sadegh, nato nel 1958 a Tehran, cittadino iraniano, figlio di Settollah (Sa’dollah) Babaee.
Il procuratore ha dichiarato che in base alla legge svizzera, questa decisione “non può essere oggetto di appello”, (Articolo 319 del paragrafo 3 del CPP). Naturalmente il procuratore si è astenuto dal menzionare il nome del leader supremo del regime iraniano Ali Khamenei, dell’allora Ministro degli Esteri Ali Akbar Velayat e di Hassan Rouhani, allora Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, che commissionarono ed ordinarono l’omicidio.
La Resistenza Iraniana protesta con decisione e condanna la chiusura del caso sull’omicidio del Prof. Kazem Rajavi. Considera questa decisione un abietto accordo politico simile a quello che ha consentito a due dei killers, arrestati in Francia il 21 Dicembre 1993, di sfuggire alla giustizia. Gli atti di terrorismo e i crimini contro l’umanità perpetrati incessantemente dal fascismo religioso al potere in Iran, non possono essere soggetti allo statuto della prescrizione. Sette stragi e massacri contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI / MEK) nei campi di Ashraf e Liberty (in Iraq), l’arresto del terrorista Assadollah Assadi che aveva pianificato un attentato al gran raduno degli iraniani in Francia, il 30 Giugno 2018 e l’espulsione del ambasciatore e diplomatico terrorista del regime in Albania, attestano tutti questa realtà.
Invocare lo statuto della prescrizione in riferimento al caso di omicidio del Prof. Kazem Rajavi, risultato di grossi ritardi e rinvii, equivale a nulla se non ad impedire che giustizia sia fatta e a compiacere i mullah e il loro terrorismo sfrenato.
Ma il popolo iraniano non perdonerà, né dimenticherà.
La Resistenza Iraniana chiede espressamente che il governo e la magistratura svizzera lascino aperto il caso del Prof. Rajavi e che vengano emessi mandati di arresto internazionali contro coloro che ordinarono e commisero questo omicidio. Giustizia deve essere fatta.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
8 Giugno 2020

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