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Iran:le dichiarazione di Almaleki contro i Mojahedin del popolo sono un appello ai crimine di guerra

La Resistenza Iraniana denuncia: dichiarazione di Almaleki contro i Mojahedin del popolo sono un appello ai crimine di guerra

ImageCNRI, 7 agosto – Fra l’onda crescente delle impiccagioni pubbliche nel regime fascista iraniano, Nuri Almaleki, il premier iracheno, alla vigilia del suo viaggio a Teheran ancora una volta per compiacere il regime iraniano ha ribadito il suo nefasto ritornello: “La presenza dei Mojahedin del popolo in Iraq è dannosa per la sicurezza dell’Iran. Questa organizzazione è nella lista dei gruppi terroristici e la sua presenza nel nostro territorio è illegale ed è contro la nostra costituzione”.

Queste dichiarazioni vengono esternate mentre non ci sono più dubbi sul fatto che lo stesso Almaleki e altri esecutori della perfida politica iraniana nel governo iracheno sono il problema più grave dell’Iraq. Proprio per questo  la maggioranza degli iracheni, per il miglioramento della situazione del loro paese, chiedono il cambiamento del governo di Almaleki. 17 ministri del governo di Almaleki hanno boicottato il suo governo e non partecipano alle riunioni.
È estremamente strano che il signor Almaleki valuti la presenza dei Mojahedin dannosa per la sicurezza dell’Iran, non si sa se l’impegno primario di Almaleki sia tutelare il regime dittatoriale del  velayat-e fagih al potere in Iran oppure la sicurezza degli iracheni che giornalmente vengono uccisi per mano dei mercenari del regime iraniano in Iraq.
24 ore prima delle dichiarazione di Almaleki,  Associeted Press ha riferito le parole del generale Odierno, vice comandante delle forze americane in Iraq, che diceva: “ Durante il mese scorso i paramilitari addestrati dall’Iran sono responsabili di tre quarti delle operazioni in cui i militari americani vengono uccisi e feriti”.
La presenza dei Mojahedin in Iraq è in base alle convenzioni internazionali e approvata dalla grande maggioranza degli iracheni e non riguarda il governo di Almaleki.

Tutti i membri dei Mojahedin del popolo sono residenti ad Ashraf e sono tutelati dalla IV Convezione di Ginevra. L’Alto commissariato per i rifugiati dell’ONU ha dichiarato, il 6 e 9 marzo 2007 che: “Tutte le leggi internazionali, in particolare quelle umanitarie, tutelano i residenti di Ashraf e per questo l’Alto commissariato più volte ha chiesto alle autorità  irachene competenti, e  alle forze di coalizione in Iraq di evitare tutte le azioni in cui viene messa in pericolo la vita dei residenti ad Ashraf, come la loro espulsione e  spostamenti contro la loro volontà”.
Il Comitato internazionale della Croce Rossa  per l’ennesima volta il 20 marzo 2007 ha ribadito la sua posizione  sul principio di estradizione e spostamento obbligatorio e ha dichiarato: “Non si devono estradare, né spostare in altri territori  iracheni i residenti di Ashraf perché questo viola la legge ed è contro le leggi umanitarie internazionali”.  La Croce Rossa ha ricordato alle parti competenti il rispetto della legge, in particolare dell’articolo 3, comune  in tutte le convenzioni di Ginevra e ha aggiunto: “Per quanto riguarda i redenti di Ashraf, si devono rispettare le leggi internazionali”.
Il Parlamento europeo, il 12 luglio 2007,  in una risoluzione approvata all’unanimità dichiara che: “condanna fortemente le autorità irachene che hanno interrotto l’acqua, la corrente elettrica e i generi alimentari; condanna  la minaccia di espulsione dei 4000 residenti di Ashraf che da vent’anni si trovano lì come rifugiati politici e sono tutelati dalla IV Convezione di Ginevra. E chiede al governo iracheno di rispettare il loro diritto secondo le leggi internazionali ”.

Gli iracheni, durante i quattro anni passati, più volte hanno sostenuto la presenza dei Mojahedin del popolo in Iraq; il comunicato firmato da 5,2 milioni di iracheni, il comunicato firmato da 3 mila  sceicchi di vari tribù, il comunicato firmato da 12 mila giuristi, il comunicato firmato da 450 mila  residenti della regione Diyala sono documenti chiari in cui gli iracheni testimoniano come la presenza dei Mojahedin del popolo iraniano in Iraq è una diga all’influenza dell’integralismo.  In questa situazione non c’è molto spazio per le dichiarazione dei fantocci del regime iraniano contro i Mojahedin del popolo iraniano.
Riferirsi all’ etichetta di terrorismo per calpestare la IV convenzione di Ginevra e violare i diritti dei rifugiati è un tentativo inutile e illegale, la stessa etichettatura più volte è stata bocciata dalle sedi giuridiche europee, ma riferirsi a ciò per quanto riguarda i residenti di Ashraf è assai ridicolo. I Mojahedin presenti ad Ashraf  sono stati esclusi dalla lista dei terroristi quando, il 2 luglio 2004,  il governo statunitense e le forze di coalizione hanno valutato e dichiarato per loro lo status di non militari e tutelati dalla IV Convenzione di Ginevra. Questa valutazione è stata data dopo sei mesi di indagini da parte delle autorità statunitensi che hanno dichiarato che nessun membro dei Mojahedin del popolo presenti in Iraq è implicato, direttamente o indirettamente, con il terrorismo. (New York Times, 27 luglio 2004, Washington Post 14 marzo 2007).

Visti gli impegni del governo iracheno verso le leggi internazionali, in particolare quelle umanitarie, il sacro principio dei rifugiati e le convenzioni di Ginevra, in particolare l’articolo 3 comune a tutte, considerata la violazione di questi impegni che Nuori Almaleki dichiara  apertamente di violare, il Consiglio Nazionale della resistenza Iraniana (CNRI)  denuncia Nuori Almaleki  alle competenza internazionali.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 agosto 2007

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