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Iran: “Il regime clericale deve essere abbattuto”

Al grande raduno degli iraniani nell'anniversario della rivoluzione del 1979
La Sig.ra Rajavi: Oggi, il popolo iraniano ha dichiarato che il regime clericale deve essere rovesciato

ImageNella notte di giovedi, 11 febbraio un gran numero di iraniani residenti in Francia, riuniti presso la residenza della signora Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, a Auvers-sur-Oise per commemorare l'anniversario della rivoluzione anti-monarchica iraniana nel 1979.

La Sig.ra Rajavi ha detto nel suo intervento all'evento: oggi, il popolo iraniano ha reso una dichiarazione forte che il regime clericale deve essere rovesciato. Il presidente dei mullah Mahmoud Ahmadinejad aveva affermato che l’ 11 febbraio avrebbe visto il funerale del "cadavere del sistema capitalista", il comandante delle Forze di Sicurezza dello Stato (SSF) aveva minacciato che qualsiasi slogan deviante sarebbero represso, mentre il Leader Supremo dei mullah', Ali Khamenei, ha giurato che l’11 febbraio il suo regime "si unirà con una sola voce per dare un pugno in bocca ai poteri arroganti."

Oggi, perٍ, tutti hanno assistito alla sconfitta di Khamenei e al fatto che ha una fazione fragile. La lotta non è tra i "poteri arroganti" e il mullah al potere. La vera lotta è tra il popolo insorto dell'Iran e del velayat-e faqih (Il potere assoluto del clero), e il corteo funebre necessitava di una sepoltura del corpo in decomposizione di questo regime.
La Sig.ra Rajavi ha aggiunto: Il regime dei mullah ha oggi sfruttato tutta la potenza del suo apparato repressivo, nonché tutta la sua struttura politica per frenare l'insurrezione. Esso ha tagliato o interrotto le connessioni Internet; ha organizzato una serie di processi show per i detenuti della rivolta del 27 dicembre (giorno di Ashura); ancora una volta ha dichiarato che la Resistenza Iraniana e i suoi sostenitori sono "mohareb" (nemico di Dio), imprigionato le famiglie dei residenti di Camp Ashraf, giustiziato due giovani, e messo 9 persone in più nel braccio della morte.

Tuttavia, l'insurrezione di oggi ha dimostrato la volontà comune del popolo iraniano di sradicare l'intero regime. Lo slogan della gente ", basta col principio del velayat-e faqih”, è stato coniugato con il coro "questa costituzione è la legge della tirannia", rifiutando in tal modo qualunque cosa portasse alla minimo sintomo di fascismo religioso.

Nell’approssimarsi dell’ 11 febbraio, le fazioni sconfitte del regime hanno chiesto "l'attuazione inflessibile della costituzione" del sistema del velayat-e faqih. Ma, la rivolta di oggi ha dato loro risposta che la gente non accetterà neppure un singolo aspetto di questa Costituzione, che si fonda sulla violazione della sovranità del popolo, sulla discriminazione, sulla misoginia, e l'inganno. Il loro unico scopo è quello di cambiare radicalmente questo regime corrotto e reazionario.

La Sig.ra Rajavi ha aggiunto: la grande sconfitta di oggi peserà pesantemente sul regime dei mullah. Non c'è altra alternativa, se non di fare a meno del sistema di velayat-e faqih in Iran. “Quindi, metto in guardia l’SSF che riceve i ordini da questo regime, e chi ha accettato di servire il regime come un modo per guadagnarsi da vivere, a prendere le distanze da esso e unirsi invece al popolo”.

La Sig.ra Rajavi ha definito la dichiarazione congiunta da parte degli USA e dell'UE governi sulla rivolta del popolo e le violazioni dei diritti umani in Iran come un passo positivo, ma insufficiente e ha aggiunto: “Questa misura deve evolversi in un cambiamento globale della politica guardando al popolo iraniano, o almeno interrompere i legami politici ed economici con il vigente regime fino momento della cessazione della repressione da parte sua”.

La Sig.ra Rajavi ha chiesto a tutti gli Iraniani, agli esponenti politici e le forze armate di unirsi insieme in solidarietà più ampia che mai, al fine di abbattere il sistema del velayat-e faqih e stabilire una repubblica pluralistica, fondata sulla separazione tra Stato e Chiesa.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 febbraio 2010

 

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