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Iran: La terza sentenza della liberazione e l’insistenza del governo iracheno di eseguirle

Sciopero della fame secco dei 36 residenti di Ashraf per non essere trasferiti nei luoghi ignoti

ImageCNRI, 29 settembre – La magistratura di Khalis ha affermato, il 27 settembre e per la terza volta, la sentenza della liberazione dei 36 residenti di Ashraf e li ha scagionati da ogni imputazione. L’ordine della liberazione è stato consegnato il 28 settembre agli ostaggi, ma il governo iracheno impedisce tuttora di obbedire. Questo servigio verso la volontà del regime iraniano ha suscitato molte proteste in tutto il mondo.

Il Comitato internazionale dei giuristi della difesa di Ashraf, il Comitato internazionale in cerca di giustizia, il Comitato arabo islamico per difesa di Ashraf, molte personalità e organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani, unitamente ai comitati parlamentari di Gran Bretagna, Canada, Belgio, Norvegia, Germania, Svezia, Olanda e Italia scrivendo alle autorità, al primo ministro iracheno, al presidente della Repubblica iracheno, al ministro degli Esteri iracheno hanno espresso la loro ferma protesta ed hanno chiesto l’esecuzione immediata della sentenza della magistratura e la liberazione dei 36 ostaggi nel loro 65° giorno di sciopero della fame.
Secondo le nostre informazioni il governo iracheno con una iniziativa illegale e un vile complotto intende trasferire i 36 in luoghi ignoti a Baghdad, e l’operazione è diretta dall’ambasciatore iraniano in Iraq, uno dei capi della Forza terroristica Qods Kazemi Qomi. I 36 Mojahedin del popolo hanno dichiarato che accada ciò che accada, faranno lo sciopero secco della fame.

La magistratura di Khalis aveva emesso, per la prima volta il 23 agosto, la sentenza della liberazione dei 36 residenti di Ashraf. Con l’alibi del loro ingresso illegale in Iraq, 23 anni prima, non sono stati liberati. La sentenza è stata confermata, il 16 settembre, ma è rimasta senza alcun esito positivo. Il giudice, infine, per la terza volta e in maniera ferma ha confermato la stessa sentenza di liberazione il 28 settembre, è palese che i capi d’imputazione sono infondati e servono come copertura ai crimini contro l’umanità compiuti ad Ashraf.
La Resistenza Iraniana, ricordando il rapimento e le eliminazioni dei Mojahedin del popolo Mohammad Ali Zahedi e Hossein Puyan a Baghdad nell’agosto 2005, avvenuto per mano della Forza terroristica Qods, lancia questo ammonimento: il regime iraniano è procinto di ripetere questo vile atto.

La Resistenza Iraniana s’appella alle forza americane in Iraq per farsi consegnare, secondo gli impegni accordati,  i 36 ostaggi che l’Iraq trattenuti senza alcuna giustificazione e chiede al Segretario generale dell’ONU, all’Alto commissariato dei diritti umani e alla delegazione di soccorso dell’ONU in Iraq di intervenire con urgenza.
I 36 residenti di Ashraf sono in sciopero della fame da sessantacinque giorni, sono feriti e sette di loro nel momento del sequestro erano gravemente feriti e svenuti. Secondo i medici alcuni dei 36 a causa delle loro condizioni fisiche e dello sciopero prolungato della fame riversano in uno stato assai grave e irreversibile.

29 settembre 2009
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

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