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Iran: Il Segretario del Consiglio dei Guardiani dei mullah esige più esecuzioni

ImageCNRI, 30 gennaio – Ahmad Jannati, Segretario del Consiglio dei Guardiani del regime clericale e una figura guida nella fazione affiliata a Khamenei,  ha reiterato nel suo sermone delle preghiere del venerdì il bisogno di difendere il “velayat e-faqih” (assoluto ruolo del clero).  Riferendosi alla rivolta nazionale ha detto, “I rivoltosi … propugnatori di corruzione sulla terra …  quelli che cercano di distruggere la struttura (del regime) … i nemici della rivoluzione che intendono far crollare (il regime) … non devono essere trattati con compassione. La tolleranza ha un limite, è tempo di durezza”.

Temendo la sommossa organizzata in occasione dell’anniversario della rivoluzione del 1979 in febbraio,  egli si è rivolto al capo della magistratura dicendo “Come lei ha velocemente giustiziato due mohareb (nemici di Dio”), deve agire fermamente con il resto di loro … se i rivoltosi non vengono trattati con la massima fermezza, un più nero futuro ci aspetta”. In un fuorviante tentativo di giustificare gli inumani crimini del regime, egli ha dichiarato, “Dio dice che dovete ferocemente attaccare e uccidere tre gruppi di persone se non smettono di comportarsi in questo modo. Essi sono:  i monafeqin (letteralmente significa ipocriti, un termine dispregiativo usato dal regime in riferimento ai Mojahedin del Popolo Iraniano), gente con cattive intenzioni, e quelli che seminano scandalo. Usando termini duri e fermi, Dio dice che questi tre gruppi devono essere uccisi senza pietà”.  E poi ha aggiunto, “Le ragioni di quello che è successo (nel  sacro giorno dell’ Ashura )  è dovuto al fatto che noi abbiamo agito fino a questo momento con debolezza.  Se noi continuiamo a dimostrare debolezza, andiamo incontro a problemi, quindi dobbiamo essere fermi” (le agenzie di stampa di Stato, 29 gennaio).

Nel frattempo, il mullah Hassani, rappresentante di Khamenei nella città occidentale di Orumieh, ha espresso la sua soddisfazione per l’esecuzione di prigionieri politici e ha detto “Per prevenire ulteriori ribellioni, i corpi dei giustiziati devo essere esibiti davanti  agli occhi del pubblico nelle vie di Teheran” . Ha aggiunto, “Le lingue di quelli che dicono Repubblica Iraniana anziché Repubblica Islamica devono essere tagliate”.
La Resistenza Iraniana  mette in guardia contro i continui barbari omicidi di prigionieri politici e quelli arrestati durante le rivolte e esorta il Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,  l’Alto Commissario per i Diritti Umani UN ad agire urgentemente per prevenire una catastrofe umana nelle prigioni iraniane sotto il vigente fascismo religioso.  Essa ha anche fatto pressioni per l’adozione di misure severe come porre fine alla tortura, alle esecuzioni e alle sistematiche e brutali violazioni dei diritti umani in Iran, come precondizione per il continuo lavoro e legami politici con il regime clericale.
I

l Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
30 gennaio 2010       

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