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Iran: Corte tedesca respinge le affermazioni di 2 agenti della polizia segreta contro il PMOI

ImageCNRI, 22 NOV – Una Corte di Colonia, in Germania, ha respinto le accuse sollevate contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano (PMOI) da 2 agenti della polizia segreta iraniana, il Ministero dell’Informazione e della Sicurezza (MOIS), Farhad Javaheriyar e Majid Mashouf, capi di una cellula del MOIS a Colonia denominata Roshana Association. I due uomini avevano denunciato la violenza perpetrata contro di loro dal PMOI.

Il caso, che è stato condotto contro il sig. Ehsan Rajai, un rifugiato con collegamenti con la Resistenza Iraniana, è stato rigettato in modo definitivo della corte.  Il giudizio della corte di Colonia è stato un serio colpo per i fraudolenti sforzi del Mullah Ali Younesi e del Mullah Mohsen Ejei, precedente ed attuale capo del MOIS, e dei loro agenti, di attribuire al PMOI il ruolo di "violento."
Il 28 settembre 2004, Javaheriyar e Mashouf furono assoldati per spiare, sorvegliare e raccogliere informazioni contro i sostenitori della Resistenza Iraniana a Colonia.  I due hanno dichiarato che il sig. Rajai "ha aggredito" Javaheriyar e progettato di "rapirlo", in uno scenario costruito per implicare il sig. Rajai.  Allo scopo di dimostrare le loro accuse, hanno fatto ricorso allo spergiuro ed alla frode durante l’indagine durata un anno.
La corte oggi ha sentito il sig. Rajai e i suoi avvocati di difesa hanno presentato precise e irrefutabili prove che hanno convinto la corte che l’avvenimento era una trappola con motivazioni politiche sinistre.

Dopo le dichiarazione del sig. Rajai, Javaheriyar è stato chiamato al banco dei testimoni.  Le sue dichiarazioni sono state cosi contraddittorie e false che il procuratore ha troncato la sua testimonianza e proposto di ritirare le accuse e chiudere il caso. Il collegio di difesa del sig. Rajai, tuttavia, si è opposto all’iniziativa ed ha chiesto che la parte avversa fosse condannata a pagare tutte le spese della corte e della difesa.  L’accusa ha accettato la richiesta ed il caso si è chiuso.

Con la corte che ha rigettato le accuse, Javaheriyar non potrà sostenere ulteriormente le false accuse.  La decisione della corte fornisce al sig. Rajai anche l’opportunità di avviare un procedimento civile per calunnia e false dichiarazioni contro gli agenti del MOIS.
C’erano molte indicazioni che gli agenti sopraccennati stavano perseguendo obiettivi politici subdoli dettati da Tehran.

Siti web associati al MOIS avevano annunciato il 24 e 27 settembre 2004 (prima degli eventi del 28 settembre) che "i Mojahedin hanno scelto la violenza contro i loro avversari sul terreno europeo."  Javaheriyar era uno dei firmatari delle due dichiarazioni che profetizzavano l’evento.
Javaheriyar ha inoltre fornito la testimonianza falsa sostenendo che era stato picchiato dal sig. Rajai il 28 settembre.  La testimonianza offerta da testimoni oculari tedeschi e dalla polizia ha mostrato un’altra realtà.  La testimonianza di un medico e una camicia macchiata di sangue di Ehsan Rajai inoltre ha dimostrato che lui era stato picchiato da Javaheriyar.

 Il giorno dopo la messinscena del 28 settembre 2004, un serie di siti web collegati al MOIS pubblicarono resoconti identici dell’avvenimento e un’immagine di Ehsan Rajaei di 20 anni fa.  La foto era stata confiscata dai Guardiani della Rivoluzione e dal MOIS a Tehran durante le incursioni nelle case di quel periodo.  Il fatto che Roshana e le altre organizzazioni pubbliche del MOIS hanno avuto accesso agli archivi del MOIS dimostra che i responsabili dell’ incidente organizzato facevano realmente parte del MOIS.
Ancora, Javaheriyar ha erroneamente sostenuto che Ehsan Rajai il 28 settembre era accompagnato dal sig. Mohsen Nadi Shabastari.  Tuttavia, i documenti presentati alla corte hanno chiaramente indicato che il sig. Shabastari aveva riseduto in Ashraf Camp in Iraq da prima della guerra dell’Iraq (marzo del 2003).  Le numerose testimonianze contraddittorie di Javaheriyar e di Mashouf hanno indicato che c’era una cospirazione per usare la magistratura tedesca per ottenere un giudizio che dimostrasse le accuse del MOIS e marchiasse i Mojahedin come "inclini alla violenza", imponendo loro limitazioni.

Documenti che mostrano collegamenti di Farhad Javaheriyar al MOIS sono stati per la prima volta pubblicati sul Mojahed journal, n. 592 del 12 luglio 2002, e maggiori dettagli circa i collegamenti di questo agente con il MOIS sono stati pubblicati sul Mojahed journal n. 597 dell’8 agosto 2002 ed anche sul n. 599 del 22 agosto 2002.  Javaheriyar era uno dei 12 testimoni intervistati da Human Rights Watch per il suo vergognoso rapporto contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano. Nel marzo scorso, lui e gli altri agenti del MOIS sono andati a Auver sur Oise, la residenza della sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, per calunniare, spiare e generare disordini contro la resistenza.
Saeed Mashouf inoltre è conosciuto agli Iraniani in Germania come agente del MOIS.  Era membro del gruppo che è stato spedito a Parigi nel mese di aprile del 2003 con Karim Haqi e Massoud Khodabandeh e parecchi altri agenti di MOIS per partecipare ad un seminario e per calunniare i Mojahedin e la Resistenza Iraniana e per facilitare la vergognosa ed infruttuosa incursione del 17 giugno.
Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) dà risalto al fatto che il giudizio della corte di Colonia dimostra ancora una volta che gli agenti del MOIS in Germania e in Europa, hanno ruoli di spionaggio e di intelligence e fungono da collegamento con i terroristi per il regime clericale. IL CNRI mette in guardia i Paesi Europei circa il permettere libertà di movimento agli agenti del MOIS del regime dei mullah che si fanno passare per "attivisti dell’opposizione" ed "ex membri dei Mojahedin" e richiede un controllo stretto di questi agenti e azioni giudiziarie ed espulsione dall’Europa.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

22 novembre 2005