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Iran: 6 giovani sono stati impiccati in tre giorni

La Resistenza iraniana richiede la spedizione del dossier dei diritti dell’uomo del regime al Consiglio di sicurezza e che i suoi dirigenti appaiono dinanzi ad un tribunale internazionale

ImageCNRI, 21 dicembre – Secondo l’agenzia di stampa Flan Bretone, ieri tre giovani sono stati impiccati a Sabzevar (Nord-est dell’Iran). Due di loro avevano 25 anni ed un altro 21 anni. Una delle vittime era stata accusata di aver insultato un membro delle forze di sicurezza.

 Lo stesso 18 dicembre, ISNA ha riportato che due giovani di nome Mohsen ed Ali Babaipour sono stati impiccati nella prigione d’Evin a Teheran, mentre un altro uomo è stato impiccato in pubblico a Teheran. Queste esecuzioni  sono accadute due giorni dopo che l’assemblea generale dell’ONU abbia adottato una risoluzione il 16 dicembre che condanna Teheran per le sue violazioni brutali dei diritti dell’uomo, tra cui numerose esecuzioni di minori.

Ieri il presidente dell’Unione europea ha pubblicato una dichiarazione sulla sua preoccupazione di fronte al deterioramento della situazione dei diritti dell’uomo in Iran: "L’UE è seriamente preoccupata dal fatto che la situazione dei diritti dell’uomo in Iran non si sia migliorata significativamente in questi ultimi anni ed è peggiorata in molti settori.”. L’impiego della pena di morte è frequente, anche per offese secondarie, e le esecuzioni vengono spesso effettuate in pubblico. "la presidenza dell’UE ha aggiunto che" l’Iran ha giustiziato altri bambini di strada nel 2005 più che negli anni passati. La libertà d’espressione è sempre rigorosamente ristretta; la censura dell’Internet e della stampa è in gran parte diffusa.

 La resistenza iraniana sottolinea ancora una volta la necessità di inviare al Consiglio di sicurezza dell’ONU il dossier dei diritti dell’uomo del fascismo religioso al potere in Iran. La resistenza inoltre chiede che i dirigenti del regime dei mullah appaiano in giudizio dinnanzi ad un tribunale internazionale per i loro crimini contro l’umanità. I dirigenti del regime di Teheran sono responsabili del massacro di 120.000 prigionieri politici e della tortura di 500.000 altri, della repressione brutale delle donne, delle minoranze etniche e religiose e dell’assassinio di migliaia d’oppositori iraniani e di cittadini stranieri in diversi stati del mondo.

Devono rispondere dei loro crimini dinnanzi alla giustizia. Il regime religioso ha ignorato 52 condanne dell’assemblea generale dell’ONU, della commissione per i diritti dell’uomo e d’altre condanne d’istanze internazionali. Continua le sue esecuzioni e le sue punizioni medioevali. È dunque imperativo che il dossier di questo regime venga inviato al Consiglio di sicurezza.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
 21 dicembre 2005

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