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Il regime iraniano giustizia il prigioniero politico sunnita Anwar Khezri dopo 15 anni di prigione

NCRI

59 esecuzioni negli ultimi 12 giorni

La mattina di mercoledì 1º maggio, gli scagnozzi di Ali Khamenei hanno giustiziato Anwar Khezri, un prigioniero politico sunnita, recluso da 15 anni nella prigione di Qezelhessar. Contrariamente alla pratica abituale, gli scagnozi non hanno permesso alla famiglia di Anwar di visitarlo prima dell’esecuzione.
Anwar Khezri e altri sei compatrioti sunniti erano stati arrestati nel dicembre 2009 e gravemente torturati nel centro di detenzione di Orumiyeh per estorcere loro delle confessioni. Nel marzo 2016 sono stati condannati a morte dal chierico criminale Mohammad Moghiseh (noto anche come Nasirian) e di nuovo nel giugno 2018 dal famigerato giudice Salavati, con l’accusa di “attività contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro il regime” e “diffusione della corruzione sulla Terra”. La Corte Suprema dei mullah ha confermato queste sentenze nel 2019.
Anwar Khezri e i suoi sei co-imputati sono stati accusati di aver causato la morte del capo della preghiera del venerdì nominato da Khamenei alla moschea Kholafayeh Rashedin a Mahabad, durante le rivolte del dicembre 2009. Farhad Salimi, Davoud Abdollahi, Ayoub Karimi e Ghasem Abesteh, quattro dei co-imputati di Anwar, sono stati giustiziati a Qezelhessar rispettivamente il 23 e il 2 gennaio 2024 e il 29 e il 5 novembre 2023. Gli altri due, Khosrow Besharat e Kamran Sheikheh rimangono nel braccio della morte a Qezelhessar. Khosrow Besharat è stato trasferito in isolamento ed è a rischio imminente di esecuzione.
La mattina del 2 maggio anche Majid Barati e Farzad Garavand, altri due prigionieri di Qezelhessar, sono stati giustiziati. Martedì 30 aprile, oltre ai cinque prigionieri le cui esecuzioni sono già state comunicate in una nostra dichiarazione, sono stati impiccati Faramarz Moradi ad Ardabil, Mousa Fazeli a Qom e Saeed Imani nella prigione di Parsilon a Khorramabad. Il 28 e il 29 aprile, insieme ai 13 prigionieri le cui esecuzioni sono state annunciate nella stessa dichiarazione, altri quattro prigionieri sono stati impiccati nella prigione di Dastgerd. Questo porta il numero totale di esecuzioni negli ultimi 12 giorni ad almeno 59.
La Resistenza iraniana invita nuovamente le Nazioni Unite e l’Unione Europea ad agire immediatamente per fermare la macchina per uccidere del regime e salvare i prigionieri nel braccio della morte, in particolare i prigionieri politici e i due coimputati di Anwar Khezri. Il silenzio e l’inazione di fronte ai mandanti del terrorismo, delle esecuzioni e degli omicidi di massa incoraggiano solo il regime a continuare e intensificare i suoi crimini all’interno e all’esterno dell’Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran – National Council of Resistance of Iran (NCRI)

1 Maggio 2024

 

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