La temperatura al suolo supera i 50°
CNRI -Come richiesto dal regime iraniano, il comitato di repressione del Campo di Achraf degli uffici del Primo ministro iracheno e le forze irachene pressano il blocco di Achraf e usano le loro misure repressive. Nella più recente illustrazione, queste forze impediscono dal 12 giugno l'entrata di tre camion cisterne di carburante e di apparecchi di aria condizionata e di raffreddamento, che i residenti di Achraf hanno pagato e si sono procurati con molte difficoltà. I residenti ne hanno bisogno perchè la temperatura è estremamente elevata arriva a più di 50° in questi giorni.
Sono 18 mesi che il comitato di repressione di Achraf, in linea con le pressioni inflitte ai residenti, impedisce l'entrata dei bisogni di prima necessità.
Martedì 15 giugno, il ministero dell'informazione dei mullah (Vevak), ha portato sotto le sembianze di parenti dei residenti, dei nuovi agenti davanti alla porta principale del campo per accentuare la campagna repressiva che conduce da 130 giorni. Portando il loro pieno sostegno dall' 8 febbraio al comitato di repressione ed alle forze irachene, gli agenti del Vevak sono installati all'entrata con 30 altoparlanti molto potenti che vociferano a grandi grida stridenti delle minacce di massacri e di incendio. I giuristi più eminenti qualificano questo come una condotta barbarica di tortura psicologica.
La Resistenza iraniana sottolinea che il blocco di Achraf è una violazione flagrante del diritto umanitario internazionale e delle leggi internazionali che governano i diritti dell'uomo. Si appella al l Segretario generale dell'ONU, al suo rappresentante speciale in Iraq, al Consiglio di Sicurezza, all'Alto commissariato ai diritti dell'uomo, al MANUI e alle forze americane,cosicchè si possa intervenire urgentemente per fare sollevare questo blocco, per eliminare ogni ostacolo all'entrata del carburante e fare cessare la tortura psicologica dei residenti di Achraf
Segreteria del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana
17 giugno 2010
