Christopher Booker
Sunday Telegraph, 17 Marzo- Lintransigenza con la quale il nostro governo applica la legge dellEU contro i suoi cittadini contrasta sorprendentemente con il suo atteggiamento a volte molto scrupoloso nel farsi beffe della stessa legge europea. Uno dei capitoli più oscuri della nostra politica estera in anni recenti è stata la prontezza del ministero degli esteri a soddisfare il regime dittatoriale iraniano, per delle ragioni connesse ad enormi transazioni commerciali.
Nel marzo del 2001 Jack Straw, in seguito ministro dellinterno, ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, grazie allAtto antiterrorismo, la primaria organizzazione dissidente iraniana, i Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), anche se il PMOI dichiara di essere contrario in ogni modo al terrorismo e che il suo unico desiderio è quello di portare avanti la sua campagna per la libertà e la democrazia in Iran in un modo pacifico. Il signor Straw lanno scorso ha ammesso alla BBC di aver fatto questa cosa su incarico del regime di Teheran.
Più tardi, lo stesso anno, dopo l11 settembre lUE ha redatto la sua lista di individui e organizzazioni indicati come aventi legami con il terrorismo, e nel maggio del 2002 su ordine della Gran Bretagna, il PMOI è stato aggiunto alla lista. Quindi essendo stati i suoi beni congelati e le sue attività fortemente circoscritte, il PMOI si è appellato alla Corte Europea di Giustizia sostenendo che il Consiglio dei Ministri dellUE abbia agito in maniera impropria, per molte ragioni.
Nel febbraio del 2003 il governo britannico è stato lunico stato europeo a unirsi alla causa come terza parte. Lo scorso dicembre, l ECJ ha deciso in favore del PMOI, emanando una sentenza nella quale si afferma che il PMOI non ha mai avuto un giusto processo e che il suo nome non sarebbe dovuto comparire, fin dallinizio, sulla lista delle organizzazioni terroristiche.
Ciò nonostante, a gennaio di nuovo su insistenza inglese il Consiglio dei Ministri ha annunciato al PMOI che, nonostante la sentenza della Corte, il suo nome sarebbe rimasto sulla lista.
Il termine per appellarsi alla sentenza della Corte è ormai scaduto. Nel suo zelo nel lusingare uno dei regimi più pericolosi e spietati nel mondo , il governo inglese ha quindi persuaso i suoi partner semplicemente ad aggirare la legge Europea. Questa stessa risposta potrebbe essere data da chiunque si trovi a scontrarsi con la legge europea qui in Inghilterra.
