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Iran: triplica il numero di donne e ragazze tossicodipendenti; il fenomeno colpisce anche bambine di soli 11 anni

Di Mahmoud Hakamian
L’incidenza di tossicodipendenti in Iran ha raggiunto numeri così disastrosi che nonostante i tentativi di censura diversi media statali e diversi funzionari pubblici non hanno potuto che riconoscere la realtà.

Un parlamentare di nome Hasan Lotfi ha detto a riguardo: “L’età media di chi inizia ad abusare di stupefacenti si è abbassata a soli 11 anni.” (17 Agosto 2018)
Sebbene la tossicodipendenza fosse un tempo più diffusa nelle periferie più povere oggi, in certi casi, la si può riscontrare anche in alcune delle aree ricche della città, nelle palestre femminili e nei saloni.
La dipendenza da stupefacenti, in Iran, è oggi più diffusa tra le donne che tra gli uomini, e coinvolge ragazzini di soli 13 anni e purtroppo anche tanti bambini. (4 Settembre 2017; ISNA)

Diversi funzionari statali riconoscono questa realtà affermando che la tossicodipendenza è oggi una delle più grandi battaglie delle donne iraniane.
Secondo il Ministero dell’Organizzazione per la Lotta contro la Tossicomania della Provincia di Golestan diversi club sportivi e saloni di bellezza sarebbero diventati terreno fertile per gli spacciatori donne (28 Giugno 2018; Mehr News).
Anushirvan Mohseni Bandpey, l’ex Capo dell’Assistenza Sociale ed attuale supervisore del Ministero del Lavoro, ha anche lui dichiarato: “L’uso di droghe è più diffuso tra le donne che tra gli uomini” (10 Luglio 2018; Tabnak).
Il Ministro dell’Organizzazione per la Lotta contro la Tossicomania ha aggiunto: “Tra le donne l’inclinazione verso l’uso di droghe è raddoppiata rispetto al passato” (28 Giugno 2018; Mehr News).

Reza Mahboubi, Vicedirettore dell’Organizzazione per gli Affari Sociali del Ministero degli Interni ha annunciato: “Negli ultimi anni il numero di tossicodipendenti donne è triplicato; ad oggi ne sono state identificate la metà”; egli ha poi specificato che le principali cause di questo fenomeno sono “povertà, disoccupazione, sottosviluppo, ingiustizia ed inadeguata distribuzione delle risorse” (20 Agosto 2018; ISNA).
Le cause menzionate non sorprendono, data la pesante repressione, la tirannia e l’umiliazione a cui le donne iraniane sono continuamente sottoposte, sia a lavoro che nelle strade. Il regime mette consapevolmente sotto pressione le donne sottoponendole a restrizioni in tutti i modi.
Mahboubi ha detto a questo proposito: “Tra le 220 e le 230 mila persone che sono state arrestate ed accusate dalla Polizia Morale, quante di loro meritavano davvero quegli ammonimenti e quelle accuse? Non avremmo dovuto prestare più attenzione all’impatto delle nostre azioni sul loro futuro? Per esempio mettendo una guardia giurata di fronte al club Azadi e spaventandole con l’eventualità di un possibile attacco terroristico…” (20 Agosto 2018, ISNA).
Mettendo da parte queste confessioni degli ufficiali del regime, non dimentichiamo l’attuale sorgente della distribuzione della droga, ovvero le Guardie della Rivoluzione stesse!

Mostafa Pourmohammadi, ex Ministro della Giustizia, ammise nel 2013, relativamente al traffico di stupefacenti tramite alcune delle reti dello stesso governo: “Il traffico di droga, in qualsiasi forma, è un tradimento nei confronti dell’umanità. Non porta nulla di buono. Chiunque stia pensando di entrare o sia già coinvolto nel traffico di droga, deve considerare il serio danno che reca al nostro paese” (15 Gennaio 2014; Khabaronline).
Per concludere, è chiaro come le limitazioni socioeconomiche vigenti per le donne siano una deliberata azione del regime misogino dei mullah che spera, costringendole alla povertà, di impedire loro di contribuire alle lotte anti regime. Tuttavia, nonostante i loro sforzi, le nostre coraggiose donne continuano a partecipare alle proteste in corso e continuano ad opporsi con forza a Khamenei, Rouhani e agli altri mullah come loro.