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La rivolta a Teheran: Morte a Khamenei! Morte al principio di velayat-e faghih!, L’estensione della rivolta a diverse città iraniane

Comunicato della rivolta, n° 177

Lo sciopero e la manifestazione dei bazarì e commercianti di Teheran ha riscontrato il sostegno della popolazione, in particolare dei giovani e si sono estesi in diverse città del Paese. A Teheran a bazar di Mirdamad, a quattro cantoni e al bazar Gheisarieh, il centro dell’ingrosso di orologi e gioielli e al bazar di Shush e Moulawi hanno aderito allo sciopero contro la crisi economici del bazar e la caduta libera della valuta nazionale e il carovita.

I commercianti e giovani della via Amir Kabir, Nazem altebba in via Rey, centro di spaccio di pezzi di ricambio di automobile hanno dato luogo alle manifestazioni di protesta.
I manifestanti presenti in molte vie centrali della Capitale lanciavano slogan: “Morte a Khamenei! Morte al principio di velayat-e faghih! Guai a voi quando ci armeremo! Riformista, oltranzista, è finita la storia! Cannoni, carrarmati, proiettili, Khamenei deve essere ucciso! Morte al carovita! Il nostro nemico è qui, è menzogna ch’è l’America! Chiudiamo il bazar, liberiamo l’Iran! gli iraniani moriranno, ma non accetterà l’abiezione! Moriremo, moriremo, riprenderemo l’Iran! oh popolo perché siete fermi, qui è diventato Palestina! Non abbiate paura, non abbiate paura, noi tutti siamo insieme!…”

Le forze oppressori del regime hanno caricato i manifestanti in diverse città, lanciando i lacrimogeni e sparando in aria, hanno cercato di disperderli. I coraggiosi giovani rispondendo con pietre e rigetto dei lacrimogeni hanno cercato di difendersi. I manifestanti per ostacolare le forze del regime hanno incendiato i bidoni in piazza Baharestan, all’incrocio Istanbul e in via Ferdowsi. Un giovane colpito dagli assassini anti-sommossa ha riportato gravi ferite al cranio. Alcuni tra le forze aggressive sono state picchiate dalla popolazione e alcuni chiosco e moto delle forze anti-sommossa sono stati incendiati.
Lo sciopero e la manifestazione si sono estensi in diverse città iraniane, come Bandar Abbas, Shahryar, Karaj, Kashan, Bandar Gheshm, Shiraz, Kermanshah,

Mashhad. Nella manifestazione di Bandar Abbas è finita in scontri e manifestanti per difendersi dalle lacrimogeni incendiano gli pneumatici.
La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, salutando la rivolta dei bazarì e dei giovani di Teheran e in altre città iraniane, ha lanciato appello affinché tutti sostengano i bazarì e i manifestanti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

25 maggio 2018