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Due prigionieri muoiono alla vigilia del Nowruz, il nuovo anno iraniano, a causa della mancanza di cure mediche

Abdul Rauf Pahang, un prigioniero di 30 anni detenuto nel carcere di Saravan e malato di tubercolosi, è morto la mattina di mercoledì 14 Marzo alla vigilia del Nowruz, il nuovo anno iraniano, perché i suoi aguzzini gli hanno negato le cure mediche. I compagni di cella di Abdul Rauf, avevano ripetutamente avvisato le guardie carcerarie delle condizioni di questo prigioniero, chiedendo il suo ricovero in ospedale. Ma non avevano ricevuto nessuna risposta. Di recente la tubercolosi si è diffusa nel carcere di Saravan e altri prigionieri hanno contratto questa malattia.

Tre giorni prima, la notte dell’11 Marzo, Mohsen Ali Madadi, 50 anni, detenuto nel carcere della Grande Teheran (Fashafouyeh), ha avuto un attacco di cuore ma le guardie carcerarie si sono rifiutate di portarlo in ospedale per essere curato e così è morto. Prima di lui Hossein Aflatouni, un prigioniero di 43 anni, aveva perso la vista a causa del diabete e delle mancanza di cure ed era morto poco dopo.

Negare le cure mediche è un metodo comune e ben noto con cui vengono torturati i prigionieri in Iran.

La Resistenza Iraniana chiede a tutti gli organi internazionali competenti, come l’Inviato sul Diritto alla Vita, di formare una missione investigativa per indagare sulla situazione delle carceri e dei prigionieri in Iran, compresa la condizione di quelli malati.

I barbari che governano l’Iran sono una vergogna per l’umanità contemporanea e devono essere espulsi dalla famiglia delle nazioni. Qualunque rapporto con questo regime ormai alla fine, deve essere interrotto o condizionato alla sospensione delle esecuzioni e delle torture e ad un miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

15 Marzo 2018