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Iran – L’imam della preghiera del venerdì di Hamedan: “Durante le rivolte sono stati attaccati gli uffici di 60 imam della preghiera del venerdì”

La paura del regime corrotto dei mullah e dei suoi esponenti della rabbia del popolo

Rivolte in Iran – No.47

Il fascismo religioso al potere in Iran e i suoi esponenti criminali di diverse fazioni, che hanno visto la prospettiva di un rovesciamento del regime durante le rivolte popolari, hanno espresso la loro profonda paura e grave preoccupazione per la rabbia e il disgusto del popolo verso Khamenei e gli altri mullah al potere.

Secondo le agenzie ufficiali, il criminale mullah Ghiasoddin Taha Mohammadi, riferendosi al disgusto del popolo per la repressione, la corruzione e i ladrocini, durante la preghiera del venerdì di questa settima ad Hamedan ha detto: “Durante le proteste circa 60 uffici degli imam della preghiera del venerdì sono stati attaccati”. Nella maggior parte delle città iraniane, molti crimini, ruberie, la corruzione morale ed economica provengono dagli uffici degli imam della preghiera del venerdì, che sono rappresentanti di Khamenei e vengono da lui nominati.

Terribilmente spaventato dal grido “A morte Khamenei!”, ha cercato di far credere che Khamenei non sia responsabile dei problemi del popolo. In maniera ridicola ha detto: “Perché date la colpa di tutti i problemi del paese al leader? L’autorità del leader è vincolata alla legge ed egli non può interferire negli altri organi e nelle responsabilità dei funzionari al di fuori della legge. La leadership è differente dalla gestione del paese ed essere il leader supremo non vuol dire potere fare tutto. E’ vincolato alla legge!”.

Dall’altro lato, terrorizzati dalle fiamme della rabbia popolare, 40 parlamentari oggi hanno espresso le loro preoccupazioni in una lettera indirizzata a Rouhani, a Larijani ed ad altri esponenti del regime, sul crescendo della rabbia e dall’insoddisfazione del popolo. Ed hanno scritto: “Allo scopo di impedire l’inasprirsi delle radici dell’insoddisfazione, considerato i numerosi arresti effettuati dalle forze di sicurezza, dall’intelligence e dalla polizia, e pur apprezzando i loro sforzi, sembra che prolungare la detenzione soprattutto degli studenti, ed in particolare delle studentesse arrestate, causerebbe molti problemi” e “se queste questioni non verranno analizzate accuratamente, gli interessi nazionali subiranno delle perdite”.

Queste parole assurde sembrano ricordare quelle dei rappresentati dello Scià nel Majlis negli ultimi mesi del suo governo.

Un altro membro del parlamento, Mohammad Azizi, si è rivolto al portavoce del parlamento il 16 Gennaio dicendo: “Il denaro del popolo è stato rubato e noi dobbiamo accettarlo. La gente ha problemi, la gente è povera. Abbiamo portato le persone al punto che sono venute a protestare contro il rincaro dei prezzi. Noi tutti veniamo qui per dire che abbiamo udito la vostra voce. Le autorità, i ministri e i parlamentari hanno detto di aver udito la voce del popolo. Noi tutti ammettiamo che i prezzi sono alti. Il governo ammette che i prezzi sono alti. Il Majlis ammette che i prezzi sono alti. Ma questa è solo una terapia delle chiacchiere. Chi è responsabile? Chi deve occuparsi di queste questioni?”.

Dall’altro lato, secondo un articolo dei media ufficiali, il 16 Gennaio un incontro del Consiglio per gli Affari Sociali è stato presieduto dal ministro dell’interno e vi ha partecipato anche il ministro per l’istruzione. Il ministro dell’interno ha detto che uno degli argomenti dell’incontro è stato “indagare sui recenti incidenti. C’era un rapporto sulla situazione degli incidenti e l’analisi dei fatti, delle condizioni e dei fattori aggravanti e alla fine è stata presa la decisione di imparare la lezione fornita da questi incidenti e di fare un piano appropriato”.

Secondo le statistiche del governo, il 90% degli arrestati hanno meno di 25 anni e il 35% è costituito da studenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

17 Gennaio 2018