
a cura dello staff del CNRI
CNRI – La disumana condanna a 80 frustate emessa contro una richiedente asilo iraniana, deportata in Iran dal Governo della Norvegia a Marzo, è stata eseguita a Teheran.
Secondo alcune notizie, nel pomeriggio del 19 Settembre la pena di 80 frustate per Leila Bayat è stata eseguita nella Sezione 3 dell’Ufficio del Procuratore della Guida Islamica di Teheran. La donna era stata condannata a 80 frustate, insieme a tre amici, con l’accusa di aver bevuto bevande alcoliche.
Leila Bayat e i suoi amici, che erano stati rilasciati su cauzione, avevano cercato di far commutare la condanna a due anni e mezzo di reclusione, ma non essendoci riusciti, Leila e il figlio di 5 anni erano emigrati in Norvegia, dove avevano richiesto lo status di rifugiati politici. Ma la sua richiesta di asilo è stata più volte respinta dalle autorità norvegesi per l’immigrazione.
Così, l’11 Marzo 2016, Leila Bayat è stata separata da suo figlio, che ora ha 13 anni, ed è ritornata in Iran, cercando da quel momento in poi di fermare l’ordine per la fustigazione, ma i suoi sforzi sono stati vani e alla fine questa disumana sentenza è stata applicata.
“Ho parlato alle autorità norvegesi del mio caso, ma loro hanno votato contro la mia richiesta sette volte e non hanno accettato i documenti che ho presentato”, ha detto a proposito della sua richiesta dello status di rifugiata.
“Mi hanno detto che l’ordinanza del tribunale, il mandato di arresto, le prove del pubblico ministero e tutto ciò che avevo portato dall’Iran, era falso e che il mio caso era tutta una bugia”.
“Hanno detto che i loro esperti all’ambasciata norvegese in Iran avevano esaminato le mie prove, dicendo poi che una tale condanna non viene eseguita in Iran. Alla fine mi hanno separata da mio figlio di 13 anni e mi hanno deportata in Iran”.
