
CNRI – Durante il suo discorso per il Nowruz (il Nuovo Anno iraniano) a Tirana, in Albania, Maryam Rajavi ha detto che la fine del regime iraniano è inevitabile come il passaggio dall’inverno alla primavera.
Rivolgendosi ai membri dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), al Consiglio Nazionale della Resistenza e agli ospiti di Albania, Francia e Stati Uniti, ha riflettuto sugli “anni di assedio” dai quali la resistenza è emersa e alle molte crisi che il regime ha di fronte.
Maryam Rajavi ha ringraziato la “bellissima Albania” per il suo coraggio nell’offrire rifugio a quei membri del PMOI sfuggiti al calvario di Campo Ashraf in Iraq. L’organizzazione, nonostante i migliori sforzi fatti dal regime iraniano per annientarla, si è rafforzata e sta costruendo “migliaia di Ashraf in Iran”. “La resistenza vuole”, ha detto Maryam Rajavi “un Nowruz pieno di colori, che baluci, curdi, arabi, azeri e tutti i gruppi etnici possano condividere. È un Nowruz ricco, pieno di tolleranza, in cui sciiti e sunniti, cristiani ed ebrei e i seguaci di tutte le religioni possano coesistere in pace, in una società basata sulla separazione tra religione e stato”.
Parlando della crisi del regime di Teheran, Maryam Rajavi ha detto che questa è triplice. Primo: il popolo non vuole nessuna fazione. Gli stessi esponenti del regime hanno ammesso che, nell’anno passato, ci sono state quasi diecimila proteste, “un’esercitazione quotidiana per sradicare il potere oppressivo dei mullah”. Secondo: il regime teme una nuova politica americana nella regione. Terzo: questa teocrazia deve affrontare la questione della successione a Khamenei.

Maryam Rajavi ha ammesso che che “il rovesciamento della dittatura religiosa è una totale responsabilità del popolo iraniano”, ma ha avvertito i governi occidentali di non porre ostacoli sul cammino dei cittadini iraniani. Primo: ha chiesto all’Occidente di subordinare le sue relazioni diplomatiche e commerciali alla fine delle esecuzioni e delle torture in Iran. Secondo: Maryam Rajavi ha sollecitato l’espulsione delle forze del regime dai paesi del Medio Oriente, infiltratesi mentre l’Occidente compiaceva il governo iraniano. Terzo: ha chiesto un intervento internazionale contro il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC), quali principale responsabile della repressione e delle uccisioni in Iran e altrove. Maryam Rajavi ha anche avvertito l’Occidente di non farsi abbindolare dalla propaganda del regime sulle prossime elezioni: saranno una farsa, così come lo sono state tutte quelle che le hanno precedute.
Nel ricordare che il desiderio di libertà è “una profonda necessità personale” per ogni iraniano, ha citato Massoud Rajavi: “Nessuno può fermare l’arrivo della primavera”.
