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Iran: La merce di contrabbando ha un grosso impatto sul commercio con l’estero

CNRI – L’eccessiva importazione di merci da parte delle istituzioni governative in Iran ha distrutto la produzione nazionale e molti lavoratori di diversi settori hanno perso il loro impiego. Secondo gli esperti di economia in Iran, le merci importate, per un totale di un miliardo di dollari, hanno distrutto più di 100.000 posti di lavoro. Il contrabbando istituzionalizzato di merci in Iran ha portato alla chiusura delle fabbriche e alla crescita del tasso di disoccupazione tra i lavoratori.

Ofogh TV affiliata al regime dei mullah, ha intervistato alcune autorità e tutti hanno ammesso l’impatto devastante del contrabbando. Intanto, anche il capo della Task Force dell’Iran Centrale per la Lotta al Contrabbando di merci e di valuta ha ammesso un aumento delle merci di contrabbando negli ultimi anni. Perciò le merci di contrabbando rappresentano un grosso dato nel commercio con l’estero.

Il vice-presidente della Camera di Commercio Iran-Cina, ammette che il contrabbando ha distrutto la produzione interna in un modo tale che, sia i produttori che i consumatori ne sono stati danneggiati.

Riguardo alla causa di questo traffico su larga scala ha detto: “Questo traffico è il risultato della nostra economia opaca. Finché non ci sarà trasparenza e competizione nella nostra economia, avremo problemi come il contrabbando di merci, le tangenti o altre forme di corruzione finanziaria”.

Un altro partecipante a questa intervista è stato Mohammad Hossein Barkhordar. Egli ha ammesso che gli agenti del regime sono coinvolti nella corruzione finanziaria, nel contrabbando e nel sistema delle tangenti. Ha anche dichiarato che ci sono alcuni che vivono di rendita in questo regime e che sono legati ad entrambe le fazioni, sia di destra che di sinistra. Questi a volte, ricevono anche dei riconoscimenti economici. Ciò significa che sono degli esperti, che hanno nelle loro mani tutta l’influenza della legge e, allo stesso tempo ricevono riconoscimenti per il contrabbando.

Già in passato il capo della Food and Drug Administration del Ministero della Salute e dell’Educazione Medica aveva detto che le dogane in Iran sono di per sé la via d’ingresso per il contrabbando.

Anche il vice-capo del quartier generale per la lotta al contrabbando di merci e di valuta estera, Zarei ha detto che il 60% degli attracchi, compresi quelli militari, della polizia, del petrolio, del commercio e della pesca, sono illegali (Agenzia di stampa Fars – 23 Novembre 2016).

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale IRNA, il presidente del regime iraniano Hassan Rouhani, il 13 Febbraio 2016 avrebbe avuto uno scontro con l’IRGC accusando implicitamente quest’organo di corruzione e contrabbando in Iran, ma senza farne il nome. Ed ha dichiarato: “Quando la produzione aumenta, un elemento di corruzione e il  contrabbando non permettono che questo processo avvenga in Iran. In pratica impediscono il miglioramento e la prosperità del paese”.

Rouhani, con un riferimento implicito all’IRGC, ha accusato questa organizzazione di essere responsabile della corruzione del paese.

In una tale situazione, le merci vengono contrabbandate nel paese fino ad un ammontare di 25 miliardi di dollari ogni anno. È sorprendente come alcune autorità del regime iraniano abbiano annunciato che questo dato arriva persino a 30 miliardi di dollari in un anno. Più del 90% dei telefoni cellulari vengono contrabbandati nel paese, vale a dire 1.300.000 di cellulari.

Quasi tutti i capi di abbigliamento vengono importati e, contemporaneamente, vengono contrabbandati nel paese anche 500 milioni di metri quadrati di tessuti. Nel settore Salute e Bellezza, più di 2 miliardi e 600 milioni di prodotti vengono contrabbandati nel paese, la maggior parte dei quali sono dei falsi.

Il volume netto di questo traffico dimostra che il contrabbando è stato totalmente creato