
CNRI – Dopo il summit dei ministri degli esteri di Iran, Russia e Turchia a Mosca, è stato emesso un comunicato trilaterale in otto articoli. Sembra che il regime iraniano sia il primo perdente dei negoziati di Mosca sulla Siria, mentre le truppe stanno evacuando Aleppo e, secondo le notizie pubblicate dal primo ministro turco, più di 40.000 soldati hanno lasciato Aleppo nel pomeriggio del 22 Dicembre 2016.
Martedì 20 Dicembre 2016 i media ufficiali hanno riferito che Russia, Turchia e il regime iraniano, in un comunicato hanno sostenuto la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale della Siria quale Repubblica Araba, ed un governo multirazziale, multi religioso, non confessionale e democratico.
Tutti sono convinti che gli scontri in Siria non potranno essere risolti con misure militari. Si afferma inoltre il ruolo delle Nazioni Unite per la risoluzione della crisi in base alla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Inoltre sono preoccupati per le decisioni prese dai sostenitori internazionali della Siria. Il comunicato difende l’evacuazione dei civili e l’evacuazione dell’Opposizione Armata Siriana da Aleppo. Garantisce inoltre che questo processo si svolgerà in sicurezza e senza alcuna interruzione.
Un altro articolo del documento sancisce l’accordo per estendere il cessate il fuoco a tutta la Siria, insieme al trasferimento dei civili. Iran, Siria e Turchia hanno espresso la loro disponibilità a facilitare e a garantire sicurezza per l’accordo che verrà siglato dopo l’incontro tra il governo siriano e l’opposizione, in base alla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza.
Un altro punto imposto al regime iraniano è che i tre paesi riconoscano e ufficializzino i gruppi di opposizione e al-Nusra.
L’opposizione siriana ha espresso la sua preoccupazione, ed ha protestato con decisione durante l’incontro tenutosi a Mosca, per il fatto che altri determinino il destino di alcune nazioni sebbene i veri rappresentanti di quei paesi non siano presenti all’incontro.
Come riferisce Al-Arabya, il negoziatore dell’opposizione siriana, Riyadh Naasan Aqa, ha dichiarato che se la Turchia non fosse stata presente i nemici avrebbero tenuto un incontro, negoziato e deciso a nome del popolo siriano.
Ma notizie attendibili dall’Iran dimostrano che gli agenti di Khamenei hanno definito questo accordo imposto “il secondo accordo con l’Iran” formato da 8 articoli e che è come un veleno per il popolo siriano. Un elemento velenoso che è stato imposto al regime iraniano dalla resistenza dei combattenti e del popolo siriano. Oltre a questo la pressione internazionale e la paura del nuovo presidente degli Stati Uniti hanno avuto la loro influenza.
Secondo il comunicato:
– La Siria è una repubblica democratica, non-settaria e multi-religiosa.
– Un cessate il fuoco verrà stabilito in tutto il paese
– Nonostante l’intervento militare del regime iraniano, le misure militari non porranno fine alla crisi in Siria e la guerra dovrà giungere alla fine in base alla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza.
– Le forze militari, che il regime iraniano voleva massacrare, evacueranno Aleppo sana e salva e i gruppi dell’opposizione armata siriana dovranno essere riconosciuti.
Il suddetto comunicato dimostra che il regime iraniano è il primo perdente dei negoziati di Mosca sulla Siria e che deve smetterla con le sue misure criminali e infami in Siria.
Al-Jazeera ha riferito che il ministro degli esteri turco ha avuto l’audacia di chiedere, vista la presenza di Javad Zarif, la fine di ulteriori aiuti ad Hezbollah, l’elemento principale che interferisce direttamente in Siria.
