
Comunicato Stampa per pubblicazione immediata – Giovedì 8 Dicembre 2016 – Bruxelles, Parlamento Europeo
Alla vigilia della Giornata per i Diritti Umani, i parlamentari europei hanno tenuto una conferenza al Parlamento Europeo mercoledì 7 Dicembre. Tutti hanno condannato con fermezza le violazioni dei diritti umani in Iran, sollecitando l’Alto Rappresentante dell’UE Federica Mogherini e gli stati membri, a condizionare l’espansione delle relazioni con l’Iran alla fine delle esecuzioni.
La conferenza si è tenuta su iniziativa dell’Intergruppo Friends of a Free Iran al Parlamento Europeo, che gode del sostegno di circa 300 europarlamentari di diversi gruppi politici. Oratore principale è stata la leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi, che guida il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI). A lei si sono uniti l’ex-Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi e una giovane ex-prigioniera politica, Shabnam Madadzadeh, 29 anni, che ha passato 5 anni in carcere e recentemente è riuscita a lasciare l’Iran.
Inoltre hanno parlato circa una dozzina di europarlamentari, i quali hanno sottolineato:
“La situazione dei diritti umani in Iran non è migliorata con Hassan Rouhani, ma è ulteriormente peggiorata con un aumento delle esecuzioni. È un errore pericoloso paragonare il regime iraniano ad altre dittature. Intraprendere negoziati sui diritti umani con questo regime, non fa altro che incoraggiarlo a commettere altri crimini. Impegnarsi in commerci e in relazioni politiche con un regime che detiene il record mondiale delle esecuzioni pro-capite, viola tutti gli standards sui diritti umani. Tra Settembre, Ottobre e Novembre 2016, circa 200 persone sono state giustiziate in Iran”.
“Il massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988, soprattutto del PMOI/MEK, è uno dei peggiori crimini contro l’umanità commessi dalla II Guerra Mondiale. Questo massacro è stato definito un crimine contro l’umanità dalle autorità internazionali sui diritti umani e il silenzio del mondo su questo caso ha contribuito al suo perpetuarsi. I responsabili ricoprono ancora posizioni chiave in Iran. L’attuale ministro della giustizia del governo Rouhani era un membro della Commissione della Morte, personalmente responsabile di migliaia di esecuzioni. È una vergogna, nonché una cosa assolutamente inaccettabile per il mondo libero che su questo caso l’UE rimanga in silenzio e continui a fare affari con questo regime. Il primo passo da fare per l’UE sarebbe quello di inserire il ministro della giustizia di Rouhani nella lista dei violatori dei diritti umani e stabilire dure sanzioni nei suoi confronti”.
“Il silenzio della comunità internazionale e dell’UE incoraggia questo regime teocratico a commettere altre atrocità e a divenire più aggressivo ed arrogante. Finora si sono spinti talmente in là che persino il capo del cosiddetto ufficio dei diritti umani della magistratura iraniana, Javad Larijani, recentemente ha scritto una lettera aperta all’Alto Rappresentante Mogherini, chiedendo di porre limitazioni alla libertà di attività dell’opposizione iraniana, il PMOI, qui in Europa. Larijani ha detto esplicitamente all’Europa che la pena di morte è un limiti invalicabile per il regime, che non si può annullare. La lettera di Larijani rivela ulteriormente la vulnerabilità del regime e la sua tremenda paura della Resistenza Iraniana con la leadership di Maryam Rajavi”.
Rivolgendosi all’Alto Rappresentante dell’UE Federica Mogherini, i parlamentari europei hanno sottolineato che non si devono chiudere gli occhi di fronte alla violazioni dei diritti umani in Iran in nome degli affari. “Noi non abbiamo sentito la Mogherini condannare molte delle spaventose violazioni dei diritti umani avvenute in Iran. Uno stato che non rispetta la dignità umana difficilmente può essere un partner affidabile. L’UE deve condizionare ulteriormente le sue relazioni con l’Iran alla fine delle esecuzioni”.
L’Iran non è il solo luogo in cui i mullah calpestano i diritti umani. I massacri in Siria e Iraq sono alcune tra le più orrende violazioni dei diritti umani che si sono scontrate con il silenzio dell’Unione Europea. Fino a che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) e i suoi mercenari resteranno in Iraq e Siria ad ammazzare la gente di questi paesi, la regione non ritroverà mai la pace e la tranquillità. L’Unione Europea deve chiedere che il regime iraniano venga cacciato dall’intera regione.
I membri del Parlamento Europeo hanno anche espresso il loro compiacimento per la riuscita del trasferimento dei residenti di Camp Liberty in Europa, definendolo una grande vittoria. La terribile situazione dei membri dell’opposizione iraniana nei campi Ashraf e Liberty in Iraq è stata oggetto di numerose risoluzioni e comunicati del Parlamento Europeo negli ultimi anni.
Gérard Deprez, MPE
Presidente di Friends of a Free Iran (FOFI)
Parlamento Europeo
Bruxelles
