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Il messaggio di Maryam Rajavi alla conferenza parlamentare britannica

Maryam Rajavi: “La sconfitta dell’aggressione dei mullah nella regione è essenziale per garantire la libertà del popolo iraniano”

30 Giugno 2016

Messaggio al Parlamento britannico sulla dichiarazione della maggioranza dei rappresentanti eletti del Regno Unito a sostegno della Resistenza Iraniana.

Onorevoli membri della Camera del Parlamento britannico, Cari amici della Resistenza Iraniana, 

Saluto la vostra assemblea!

Sono grata per l’iniziativa della maggioranza dei rappresentanti eletti del Regno Unito a sostegno della Resistenza Iraniana per la libertà e la democrazia. Questo è un passo encomiabile verso l’adozione di una politica responsabile nei confronti del regime iraniano e di tutto il Medio Oriente. Alla luce del ruolo nefasto del regime iraniano nella crisi della regione, questa iniziativa si è occupata anche degli interessi dei popoli della regione, del popolo dell’Europa e del mondo in generale.

Lasciate che mi congratuli anche con voi per la registrazione ufficiale del Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran al Parlamento britannico.

Non c’è alcun dubbio che questa sia stata una grande conquista, il risultato di tutti i vostri incessanti sforzi e del continuo sostegno degli onorevoli membri eletti del parlamento britannico per il movimento di resistenza iraniano nel corso di tutti questi anni.

Cari amici,

Un anno dopo l’accordo sul nucleare, contrariamente ad alcune aspettative dell’Occidente, non c’è stata nessuna apertura in Iran. La situazione è drammaticamente peggiorata.

Ci sono state più esecuzioni e più arresti, la fustigazione dei lavoratori che avevano chiesto i loro salari arretrati, l’arresto e la fustigazione dei giovani per avere preso parte a feste miste. I concerti sono vietati e i prigionieri politici subiscono pressioni sempre maggiori.

Dall’altro lato l’economia iraniana si trova in una profonda recessione, con banche prossime alla bancarotta, il tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 50% e con la maggioranza della popolazione che vive in povertà.

La lotta di potere interna si è inasprita. Le elezioni-farsa di Marzo hanno ulteriormente rafforzato la posizione dei mullah più repressivi al potere. Ancora una volta è stato dimostrato che non ci può essere nessuna moderazione all’interno della dittatura religiosa al potere in Iran. Il regime teocratico non ha la capacità di cambiare il suo comportamento. Nessuna soluzione è concepibile all’interno di questo regime.

I mullah hanno aumentato la loro ingerenza in Siria. In Iraq la forza Quds ha ripetutamente massacrato i sunniti. Il fatto importante a questo proposito sono le continue sconfitte e le pesanti perdite subite dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e dalle sue milizie in Siria. Il fatto indiscutibile è che il conflitto siriano si è trasformato in una palude per il regime.

Il regime ha aumentato la repressione e le sue attività guerrafondaie perché deve affrontare il malcontento crescente in patria. È intenzionato ad impedire qualunque espressione di questo malcontento o il ripetersi delle proteste del 2009. Ma il comportamento aggressivo del regime nella regione deve essere visto come un segno della sua debolezza e non della sua potenza: esso deve esportare la sua crisi all’estero.

Khamenei e gli altri leaders del regime hanno ammesso che se non combattessero in Siria, Iraq e Yemen, la loro base di potere a Teheran sarebbe minacciata. Ciò spiega perché il regime al potere in Iran si è trasformato nella principale fonte di instabilità della regione. Da un lato viola continuamente la sovranità delle altre nazioni del Medio Oriente, dall’altro reprime i sunniti, gli altri dissidenti e le forze democratiche. Questo fornisce terreno fertile al Daesh. Molti attestano il fatto che il Daesh e l’IRGC hanno una relazione simbiotica. In pratica, entrambi traggono beneficio l’uno dall’altro.

Dato che le attività guerrafondaie dei mullah nella regione sono contrarie ai più alti interessi del popolo iraniano, impediscono alla Resistenza Iraniana di ristabilire la libertà e la democrazia in Iran ed hanno anche distrutto l’economia iraniana, la Resistenza Iraniana sta presentando un piano per contrastare le belligeranza dei mullah e i loro tentativi di occupare la regione.

Il piano chiede agli Stati Uniti, all’Europa e alle potenze regionali di adottare alcuni provvedimenti pratici delineati come segue:

1. Costringere il regime iraniano a rimuovere le sue truppe e le milizie affiliate dalla Siria. Adottare misure punitive, comprese le sanzioni, contro il regime iraniano se si rifiutasse di farlo. Bloccare la partecipazione del regime iraniano ai colloqui sul passaggio di poteri al popolo della Siria

2. Astenersi dal collaborare o di coordinarsi con l’IRGC e con le milizie al suo comando, nonché con altre forze militari e di sicurezza del regime iraniano, con la scusa di combattere il Daesh in Iraq o in Siria.

3. Applicare rigidamente la Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU prendendo provvedimenti pratici ed efficaci per impedire al regime iraniano di inviare armi ai gruppi terroristici e ai paesi della regione, in particolare in Iraq e in Siria. Perseguirlo per qualunque violazione.

4. Interrompere i rapporti tra il regime iraniano e i paesi arabi e musulmani ed espellere il regime dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica fino a che non porrà fine alla sua ingerenza nella regione.

5. Fornire totale supporto politico, finanziario e militare all’opposizione moderata siriana, già riconosciuta da molti paesi.

6. Subordinare tutte le relazioni politiche ed economiche con il regime iraniano alla fine della sua ingerenza nella regione, vietare qualunque rapporto economico con aziende legate all’IRGC e gli investimenti nei loro progetti, nonché gli scambi con le banche del regime iraniano, che praticano il riciclaggio di denaro e finanziano i gruppi terroristici.

Cari amici,

A nome del popolo e della Resistenza Iraniana, vorrei ringraziarvi per i vostri sforzi a sostegno della libertà e dei diritti umani del popolo iraniano e per il vostro supporto alla sicurezza e all’incolumità dei combattenti per la libertà a Camp Liberty.