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“L’immoralità” delle donne sta provocando il prosciugamento dei fiumi in Iran, afferma un alto esponente religioso

CNRI – “L’aspetto immodesto delle donne sta provocando il prosciugamento dei fiumi in Iran”, secondo un alto esponente religioso del regime iraniano, il quale ha esortato venerdì le truppe d’assalto del regime fondamentalista a reprimere le donne perché “mal velate”.

Facendo riferimento alla questione delle donne “mal velate”, il mullah Seyyed Youssef Tabatabi-nejad, leader della preghiera del venerdì di Isfahan, nel suo sermone questa settimana ha detto: “Il mio ufficio ha ricevuto delle foto che ritraggono donne vicino al  letto asciutto del fiume Zayandeh-rud River, riprese come se fossero in Europa. È questo tipo di azioni che prosciugano ancora di più il fiume”. 

Le sue dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia di stampa ufficiale ISNA venerdì.

Il mullah ha anche criticato il social networks online che “incoraggiano le donne a mal velarsi”.

“Io dico al Ministero delle Comunicazioni di stringere la morsa sugli istigatori della rete che incoraggiano l’immodestia. Se non lo farete, allora non avrete compiuto il vostro dovere. Il Ministero delle Comunicazioni deve scoprire e soffocare questi individui”, ha aggiunto.

Tabatabi-nejad, che è anche rappresentante del leader supremo del regime Ali Khamenei ad Isfahan, ha affermato che il regime non è stato abbastanza energico nella sua applicazione della “rivoluzione culturale”.

“Negli ultimi anni non siamo neanche riusciti ad applicare la segregazione sessuale nelle università. Che razza di rivoluzione è questa, se nessuna importante azione è stata intrapresa?”.

Tabatabi-nejad ha esortato i sostenitori del regime ad assistere le truppe della cosiddetta “polizia per la moralità” nell’inseguire per le strade le donne che sono “mal velate”.

“Se vediamo un peccato è inutile discuterne solamente. Le forze di polizia possono usare le truppe (paramilitari) Hezbollahi per eseguire le loro operazioni per sradicare il vizio”, ha detto.

Tabatabi-nejad è anche membro dell’Assemblea degli Esperti, un organo religioso composto da 88 mullah anziani incaricati di nominare il leader supremo del regime.

Commentando quest’ultima posizione presa da un alto esponente del regime dei mullah,  Afchine Alavi del Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) sabato ha detto: “Tutto questo riflette la tipica mentalità del regime teocratico al potere in Iran, che non è diversa dalla cultura del Daesh (ISIS o ISIL). La misoginia è la pietra portante di questa mentalità. Il suo isolamento sempre più crescente, ogni giorno che passa porta il regime ad impiegare metodi sempre più brutali di repressione”.

L’estate scorsa un altro importante esponente religioso del regime ha affermato che non conformarsi al dress code della Repubblica Islamica, compreso indossare lo “chador”, o velo obbligatorio, provoca malattie alle donne in Iran che soffrono di disturbi intestinali e gastrici.