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Un parlamentare europeo esorta la rappresentante dell’UE Mogherini a concentrarsi sui diritti umani in Iran

CNRI – Quelli che seguono sono i testi di un comunicato stampa del 12 Aprile e di una lettera scritta da Gérard Deprez, parlamentare europeo e Presidente di Friends of a Free Iran al Parlamento Europeo, all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherini, con cui la esorta a parlare pubblicamente dei diritti umani in Iran durante la sua visita a Tehran in programma per la fine di questa settimana. Comunicato Stampa Strasburgo – 12 Aprile 2016 I diritti umani devono essere in cima all’agenda del viaggio dell’Alto Rappresentante dell’UE in Iran CNRI – Quelli che seguono sono i testi di un comunicato stampa del 12 Aprile e di una lettera scritta da Gérard Deprez, parlamentare europeo e Presidente di Friends of a Free Iran al Parlamento Europeo, all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherini, con cui la esorta a parlare pubblicamente dei diritti umani in Iran durante la sua visita a Tehran in programma per la fine di questa settimana. Comunicato Stampa Strasburgo – 12 Aprile 2016 I diritti umani devono essere in cima all’agenda del viaggio dell’Alto Rappresentante dell’UE in Iran Gérard Deprez, Presidente dell’intergruppo Friends of a Free Iran, che gode del sostegno di oltre 200 membri del Parlamento Europeo di diversi gruppi politici, oggi ha scritto una lettera all’Alto Rappresentante dell’UE Federica Mogherini che visiterà l’Iran alla fine di questa settimana. La lettera è allegata. Deprez ha detto che “dopo l’accordo sul nucleare, qualunque ulteriore relazione con l’Iran dovrà essere condizionata alla fine delle esecuzioni e ad un reale progresso nella situazione dei diritti umani e delle donne” ed ha espresso la sua sorpresa per il fatto che una visita di così alto livello stia avvenendo prima di aver avuto prova di qualunque segnale di miglioramento nella situazione dei diritti umani da parte iraniana. Con oltre 2300 esecuzioni, da quando il presidente “moderato” Rouhani ha assunto la sua carica, l’Iran è il primo stato-carnefice del mondo per tasso di esecuzioni pro-capite e Rouhani ha apertamente difeso queste esecuzioni come “una buona legge” e “una legge di Dio”. Deprez ha esortato la Mogherini “a parlare pubblicamente a Tehran” della necessità che le autorità iraniane mostrino rispetto per i diritti fondamentali dei loro cittadini” e ad incontrare diversi prigionieri politici. Ufficio di Gérard Deprez MPE Strasburgo Parlamento Europeo —– TESTO DELLA LETTERA DI GERARD DEPREZ: Strasburgo, 12 Aprile 2016 On. Federica Mogherini Alto Rappresentante e Vice-Presidente della Commissione dell’UE Gentile Alto Rappresentante, Le scrivo riguardo alla sua prossima visita in Iran del 16 Aprile. Come le ho già scritto in passato, insieme a molti miei colleghi del Parlamento Europeo, siamo molto preoccupati per le continue violazioni dei diritti umani in Iran. Abbiamo sempre insistito sul fatto che dopo l’accordo sul nucleare qualunque ulteriore relazione con l’Iran debba essere condizionata alla fine delle esecuzioni, ad un reale progresso nell’ambito del rispetto dei diritti umani e ad un miglioramento della situazione delle donne. Per questo ci ha sorpresi che una visita di così alto livello, con la presenza sua e di altri sette Commissari dell’UE, avvenga prima di aver assistito a qualunque segnale di miglioramento dei diritti umani da parte iraniana. Il rapporto annuale sulla pena di morte, pubblicato la scorsa settimana da Amnesty International, afferma che almeno 977 persone sono state impiccate in Iran lo scorso anno, il che rappresenta il 60% del totale delle esecuzioni registrate nel mondo nel 2015. Secondo l’Inviato Speciale dell’ONU sulla situazione dei diritti umani in Iran, il numero di esecuzioni avvenute con il presidente Rouhani, è il più alto dal 1989. Siamo estremamente preoccupati per la repressione contro le donne. Nuove leggi, approvate dopo che il presidente Rouhani è entrato in carica, hanno limitato i loro diritti più di prima. Molte attiviste per i diritti delle donne si trovano in carcere per aver manifestato pacificamente. Bambine di soli 9 anni possono essere date in sposa persino al loro patrigno. Contrariamente al grande ottimismo di chi pensava che i negoziati sul nucleare avrebbero portato ad una società più aperta, le cose sembra stiano andando nella direzione opposta. Lo stesso presidente Rouhani ha confermato in un discorso televisivo lo scorso anno, di ritenere quella sulle esecuzioni “una buona legge” e “una legge di Dio”. Se al miglioramento delle nostre relazioni con l’Iran non si combineranno alcune condizioni per il miglioramento dei diritti della popolazione, non faremo altro che rafforzare questo regime divenendo anche noi complici di questa repressione. Come ha affermato il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, che lei dirige: “L’Unione Europea si fonda sul forte impegno a promuovere e a proteggere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto in tutto il mondo. Una pace sostenibile, sviluppo e prosperità non possono esistere senza il rispetto dei diritti umani. Questo impegno sostiene tutte le politiche interne ed esterne dell’Unione Europea”. Perciò noi contiamo, giustamente, su di lei perché parli pubblicamente a Tehran della necessità che le autorità iraniane mostrino rispetto per i diritti fondamentali dei loro cittadini. La esortiamo inoltre a visitare i seguenti prigionieri di coscienza iraniani: Narges Mohammadi, 43 anni, giornalista e attivista per i diritti delle donne, madre di due gemelli, che ha già incontrato Lady Ashton, ma che si trova ora in carcere per le sue attività pacifiche. Atena Farghadani, 29 anni, artista e attivista politica, che sta scontando una condanna a 12 anni di carcere per aver disegnato vignette satiriche. Ali Moezi, 64 anni, da lungo tempo prigioniero politico, arrestato per essere andato a trovare le sue due figlie a Campo Ashraf in Iraq. L’Ayatollah Broujerdi, 57 anni, un religioso dissidente che difende la separazione tra religione e stato e che pare sia stato avvelenato in carcere dagli agenti dell’intelligence iraniano la scorsa settimana. Mohammad Ali Taheri, 60 anni, un ricercatore condannato per aver promosso metodi di cura alternativi. Alireza Golipour, malato di cancro ai polmoni, che si trova in carcere da più di tre anni senza aver neanche subito un processo, per aver denunciato la corruzione all’interno del governo. Viene costantemente torturato per estorcergli una confessione di fronte alle telecamere. Noi crediamo che lei farà del suo meglio per non deludere chi ha fiducia in lei e attraverso di lei, nella vocazione umanista dell’Europa. Cordialmente, Gérard Deprez, MPE Presidente di Friends of a Free Iran, Parlamento Europeo