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I media di stato iraniani hanno messo una nuova taglia sulla testa di un autore inglese

L’agenzia di stampa Fars è uno dei principali finanziatori di questo piano terroristico

CNRI – I media di stato del regime iraniano hanno riferito che 40 organi di stampa statali si sono uniti per mettere una nuova taglia di 600.000 dollari sulla testa dello scrittore britannico Salman Rushdie. L’annuncio è stato dato in concomitanza con l’anniversario della fatwa emessa da Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica. 

Mansour Amini, capo dell’Organizzazione Saraj Cyberspace e segretario della Terza Mostra sui Media Digitali della Rivoluzione Islamica, ha annunciato il 17 Febbraio i nomi dei giornali che hanno versato i loro soldi in questo fondo. L’agenzia di stampa di stato Fars, strettamente legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) è uno dei più grossi contribuenti. Amini ha detto che la Fars ha devoluto un miliardo di rial, circa 30.000 dollari.

Anche Cyberban ha devoluto un miliardo di rial, mentre Tehran Press News ne ha devoluti  300 milioni, circa 10.000 dollari, l’Organizzazione Saraj Cyberspace e la Sede per la difesa della Virtù hanno devoluto ciascuno 500 milioni di rial per l’eventuale omicidio.

Shahin Gobadi, del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha detto: “Questo dimostra chiaramente, ancora una volta, che il terrorismo è interconnesso all’esistenza stessa del regime come uno dei pilastri della sua sopravvivenza. Il semplice fatto che persino i cosiddetti media di questo regime abbiano previsto un budget per il terrorismo, dimostra che tutte le istituzioni del regime sono pensate per questi infami obbiettivi. E’ assolutamente ridicolo pensare che si possa contare su qualunque componente di questa teocrazia al potere per portare moderazione”.

Khomeini emise la fatwa contro Rushdie, accusandolo di blasfemia, il 15 Febbraio 1989, per nascondere la sconfitta dei suoi obbiettivi nella guerra Iran-Iraq e per creare una crisi che distogliesse l’attenzione dai problemi del regime e dalle richieste della popolazione all’indomani della guerra Iran-Iraq.

Il leader supremo Ali Khamenei ed altri esponenti del regime hanno confermato questa fatwa in molte occasioni negli ultimi 27 anni. Khamenei ha sottolineato la sua validità il 20 Ottobre 2015.