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Iran: I detenuti politici nella prigione di Gohardasht gridano “A morte il dittatore” e “A morte il principio del velayat-e faqih”

Mashallah Haeri riportato in prigione dall’ospedale nonostante la paralisi e un ictus

Lunedì 26 Ottobre i detenuti politici della cella 12 della sezione 4 della prigione di Gohardasht, hanno protestato contro l’attacco delle guardie anti-sommossa e le ispezioni brutali avvenute in questa sezione gridando “A morte il dittatore” e “A morte il principio del velayat-e faqih”.

L’attacco è stato compiuto da 100 guardie mercenarie guidate da un boia di nome Moradi, con la scusa di ispezionare la cella. Dopo aver perquisito tutti i prigionieri, gli agenti li hanno buttati fuori e per tormentarli e perseguitarli hanno gettato fuori anche gli effetti personali dei prigionieri distruggendone molti.

Inoltre la sera di lunedì 26 Ottobre gli aguzzini hanno riportato in prigione Mashallah (Hamid) Haeri, 64 anni, detenuto politico e simpatizzante del PMOI, nonostante le sue gravi condizioni. Il giorno prima, dopo una settimana di forti dolori e privato delle cure dai suoi aguzzini, ha perso conoscenza ed è caduto a terra.

I suoi aguzzini lo hanno portato in ospedale con le mani e i piedi in catene. Sembra abbia avuto un ictus e che sia paralizzato dalla vita in giù a causa del ritardo nelle cure. I suoi torturatori hanno impedito ad Haeri di vedere i suoi familiari.

La Resistenza Iraniana chiede agli organismi internazionali in difesa dei diritti umani, in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani e agli inviati competenti, in particolare all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, di intervenire immediatamente per fermare questi atti di repressione contro i detenuti e garantire il pieno accesso ai servizi sanitari necessari a tutti i detenuti ed in particolare a Mashallah Haeri.

Negare sistematicamente ai detenuti l’accesso ai servizi sanitari, qualunque ne sia il pretesto, è un esempio lampante di crimine contro l’umanità ed una violazione di molte leggi e trattati internazionali e i responsabili devono essere processati e condannati per crimini contro l’umanità.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

26 Ottobre 2015