giovedì, Gennaio 26, 2023
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Dopo l’accordo sul nucleare iraniano, gli Stati Uniti devono rispettare i loro impegni

“Con l’accordo sul nucleare iraniano ormai concluso il mondo rivolgerà, come è logico, la sua attenzione ai potenziali inganni e alla condotta scorretta di Tehran. Ma i paesi occidentali, ed in particolare gli Stati Uniti, devono anche rompere il loro silenzio sulle spaventose violazioni dei diritti umani commesse dal regime sia in Iran che nel resto della regione”, ha scritto l’attivista iraniana per i diritti umani Nasrin Kafi lunedì su The Hill.

Nasrin Kafi, Operatore Sanitario dell’Utilization Management al Nashville General Hospital di Nashville, Tennessee, ha scritto:

L’Amministrazione americana è stata ampiamente criticata per non essere riuscita a negoziare il rilascio degli ostaggi americani detenuti in Iran. Tra questi: un pastore americano, un ex-marine ed un giornalista. Washington ha affermato che questa è una questione a parte rispetto all’accordo sul nucleare. Ma ora qual’è la scusa?

E per me, che sono stata colpita direttamente dalla natura repressiva e misogina del regime iraniano, la questione è molto personale.

Per mesi quasi 2500 rifugiati politici iraniani che abitano a Camp Liberty, in Iraq, tra i quali c’è anche mia madre che non vedo da anni, sono stati oggetto di frequenti assedi. Il governo iracheno, che agisce per conto di Tehran incoraggiata dal post-accordo sul nucleare, ha in molte occasioni impedito l’arrivo del cibo, del carburante e di altri beni essenziali.

Nel 2004 i residenti di Camp Liberty, membri del principale movimento di opposizione iraniano, i Mujahedin-e Khalq (MEK), sono stati ufficialmente riconosciuti “Persone Protette” secondo la Quarta Convenzione di Ginevra. Sono anche stati riconosciuti “richiedenti asilo” dall’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati nel 2011.

Da anni vivo temendo costantemente per l’incolumità di mia madre. Dal 2009, da quando le forze statunitensi hanno trasferito la responsabilità della protezione dei residenti al governo iracheno, diversi attacchi mortali sono stati sferrati contro i residenti per conto di Tehran, nei quali 116 residenti indifesi sono stati barbaramente assassinati dalle forze di sicurezza irachene e dai gruppi di miliziani iracheni filo-iraniani.

Nel 2011 almeno 36 residenti sono stati uccisi e centinaia feriti in un attacco mortale che l’allora Presidente del Comitato Relazioni Estere del Senato, John Kerry, definì “un massacro”. A Settembre 2013 le forze di sicurezza irachene hanno ucciso, in stile esecuzione, altri cinquantadue residenti.

Ecco perché il Comitato Servizi Armati del Senato ha convocato un’udienza per affrontare questa questione all’inizio di di questo mese. “Il Governo e l’Esercito degli Stati Uniti si sono assunti l’impegno di proteggere migliaia di persone che hanno consegnato le loro armi e in cambio sono ricaduti sotto la nostra protezione. Ovviamente questo impegno non è stato rispettato”, ha sottolineato il presidente John McCain (Rep.-Ariz.).

I residenti di Camp Liberty combattono per la libertà e la democrazia in Iran da 36 anni. Da  decenni i mullah di Tehran li considerano una minaccia esistenziale. I residenti, un terzo dei quali sono donne, sono fonte di ispirazione per i giovani e per le donne iraniane che desiderano un Iran democratico, laico e non-nuclearizzato.

Durante l’udienza al Senato, l’ex-Consigliere per la Sicurezza Nazionale dell’amministrazione Obama ha definito “un dovere primario” per l’America “trovare i mezzi legali ed avere il coraggio morale di aiutare pienamente un gruppo di persone che ha collaborato con noi, che ci ha aiutato e protetto, che noi abbiamo promesso di proteggere e che si trova in un mortale pericolo”.

L’ex-Senatore Joe Lieberman ha aggiunto: “Queste persone sono nostri amici. Hanno letteralmente fornito informazioni di importanza straordinaria alle forze americane in Iraq nel periodo seguente alla caduta di Saddam. Sono stati la fonte di alcune delle più incredibili informazioni che non avevamo ottenuto dal nostro stesso intelligence, sul programma nucleare iraniano. E credono nella libertà”.

Sono grata al mio senatore, il Presidente del Comitato Relazioni Estere Bob Corker (Rep.-Tenn.), che ha parlato in favore dei dissidenti iraniani che si trovano a Camp Liberty, sottolineando che: “Quando non rispettiamo i nostri impegni… questo danneggia le persone con le quali abbiamo preso questi impegni”. Il suo Comitato poi ha adottato una risoluzione che chiede all’amministrazione di rispettare gli impegni presi con questi rifugiati.

Ma dato che il recente accordo sul nucleare può aver incoraggiato il regime iraniano a muoversi più velocemente e in modo più deciso per annientare i suoi oppositori, sia quelli in Iran che quelli esiliati nel vicino Iraq, molto di più deve essere fatto da parte dell’amministrazione e deve essere fatto velocemente.

Gli Stati Uniti hanno un particolare obbligo morale e legale verso i residenti, di proteggere le loro vite. Il Segretario di Stato deve intervenire immediatamente per costringere Baghdad a porre fine a questo assedio, ispirato da Tehran, contro Camp Liberty.

Il Segretario deve intervenire specificatamente per costringere Baghdad a garantire che i residenti vengano adeguatamente protetti e che non subiscano assedi simili in futuro, altrimenti il governo iracheno non dovrà aspettarsi di ricevere l’aiuto americano che ha ricevuto a spese dei contribuenti.

 

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