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Nucleare Iran – Maryam Rajavi: “Spaventati e sotto pressione i mullah, riluttanti, fanno un altro passo indietro verso l’amaro calice del veleno nucleare che saranno costretti a bere”

Una dichiarazione generica, senza l’approvazione ufficiale né la firma di Khamenei, non blocca la via alla bomba atomica

Proseguire i colloqui con il fascismo religioso al potere in Iran in un atmosfera di accondiscendenza non metterà al sicuro la regione e il mondo dalla minaccia della proliferazione nucleare

Rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU è l’unica via per impedire ai mullah di ottenere armi nucleari

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, riguardo al comunicato congiunto del regime iraniano e dei P5+1, ha detto quanto segue:

L’operazione “Decisive Storm” e la coalizione regionale contro l’espansione e gli attacchi del fascismo religioso al potere in Iran nello Yemen, l’invalidante impatto delle sanzioni, la situazione esplosiva della società iraniana, i vari avvertimenti del Congresso degli Stati Uniti pronto ad affrontare questo regime e ad inasprire le sanzioni, alla fine hanno costretto il regime teocratico a fare, controvoglia, un passo indietro dopo 16 mesi di colloqui gunti ai tempi supplementari a Losanna. Un passo indietro verso l’amaro calice del veleno nucleare che saranno costretti a bere. Questo dietrofront è stato sollecitato dalla paura e dalle pressioni e contraddice palesemente i fondamenti e le linee guida che il leader supremo del regime, Ali Khamenei, aveva personalmente annunciato due settimane fa.

Ciononostante, una dichiarazione generica, senza l’approvazione ufficiale né la firma di Khamenei, non bloccherà mai la via al regime verso l’acquisizione di armi nucleari, né frenerà la sua innata propensione all’inganno.

Proseguire i negoziati con il fascismo religioso al potere in Iran in un’atmosfera di accondiscendenza non proteggerà la regione e il mondo dalla minaccia della proliferazione nucleare. Costringere il regime a rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è l’unica via per impedire ai mullah di ottenere armi nucleari.

Tutto il processo dei negoziati, dal 2002 ad oggi, ed in particolare la maratona di colloqui degli ultimi 18 mesi, dimostra concretamente il fatto che il regime teocratico comprende solo il linguaggio della fermezza e del potere.

L’indulgenza e le concessioni senza garanzie fatte dai P5+1 al regime meno degno di fiducia del mondo, gli concede altro tempo e aggrava ulteriormente il pericolo che questo rappresenta per il popolo iraniano, per la regione e per tutto il mondo.

E’ risaputo che il fascismo religioso al potere in Iran ha massicciamente investito nelle armi nucleari per garantire la sua sopravvivenza. La ricerca di un’alternativa al fondamentalismo e alla banca centrale del terrorismo all’interno di questo regime, non porterà a nulla. L’alternativa è un Iran democratico e non-nuclearizzato.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Aprile 2015