In reazione alle affermazioni rilasciate giovedi dal Segretario di Stato americano John Kerry, sul fatto che l’opzione militare sia ancora sul tavolo nel caso in cui il regime iraniano non rispetti gli impegni presi con l’accordo sul nucleare di Ginevra, il Ministro degli Esteri del regime ha illustrato con i suoi commenti la decisa reazione del regime iraniano.
Il Segretario Kerry ha precisato che, se il regime iraniano non darà attuazione agli impegni presi con le potenze occidentali come parte dell’accordo “…l’opzione militare degli Stati Uniti è pronta e noi siamo preparati a fare ciò che ci sarà da fare”.
“Non sarebbe una scelta saggia per l’Iran. Noi siamo convinti di essere sul cammino giusto perché il mondo vorrebbe, ovviamente, vederci sistemare la questione in maniera pacifica, piuttosto che arrivare allo scontro militare”, ha detto.
Il Ministro degli Esteri del regime iraniano ha detto che le affermazioni del Segretario di Stato americano John Kerry, sono una chiara violazione alle leggi internazionali.
Il rappresentante di Ali Khamenei nell’IRGC, Yadollah Javani, ha fatto domenica a FNA delle minacce terroristiche dicendo che in caso di attacco il regime iraniano “…distruggerà tutte le basi americane nella regione”.
Gholam-Ali Haddad Adel, stretto collaboratore di Khamenei, ha detto che: “Washington sta solo cercando di salvare il suo potere in declino e il suo prestigio ormai compromesso attraverso queste vuote minacce”.
“Presentando rapporti unilaterali e contraddittori sui negoziati di Ginevra, gli americani vogliono dimostrare che i colloqui di Ginevra sono stati una vittoria nel quadro della loro politica (estera)”, ha detto domenica.
Nell’accordo con Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Cina e Russia, il regime iraniano ha accettato di sospendere la sua attività nucleare più sensibile in cambio di un limitato alleggerimento delle sanzioni che stanno martellando la sua economia petrolio-dipendente.
