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Iran-Italia: Manifestazione dei simpatizzanti della resistenza iraniana a Roma

ImageIn seguito alla scoperta di un grande centro di tortura all’interno del palazzo del ministero degli interni iracheno a Baghdad, usato precedentemente per il rapimento di due componenti dei Mojahedin del popolo e smascherato dalla resistenza, gli iraniani residenti a Roma hanno organizzato una manifestazione di protesta.

Durante la manifestazione di Roma, svolta il 22 novembre in piazza della Repubblica, i simpatizzanti della resistenza hanno lanciato un appello per la liberazione dei signori Hossein Pouyan e Mohammad Ali Zahedi, due membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano rapiti più di 100 giorni fa dagli agenti del regime dei mullah.
Tra gli oratori alla manifestazione si vedono: Sig.Mahmoud Hakamian, rappresentante dell’ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a Roma, Ing. Esmail Mohades, rappresentante dell’Associazione degli specialisti iraniani residenti in Italia e infine Sig.Karimi Davood, rappresentante dell’Associazione dei rifugiati politici iraniani in Italia.

Sig.Mahmoud Hakamian rivolgendosi agli organismi internazionali e i governi europei ha detto” è arrivato il tempo in cui adottare una ferma politica nei confronti di questo regime e consegnare i rapitori e i responsabili della tortura e della violenza a cui sono sottoposti i cittadini innocenti alla giustizia. Voi avete la responsabilità di spiegarci con quali autorizzazioni e permessi sono stati arrestati e rapiti questi due membri dei Mojahedin e che fine hanno fatto. Noi chiediamo aiuto a tutti gli organismi internazionali  affinché i responsabili di questi atti delittuosi vengano affidati alle mani della giustizia.”

Subito dopo ha preso la parola signor Karimi Davood che ha espresso la  solidarietà della comunità iraniana  denunciando la politica di interferenza del regime dei mullah in Iraq ribadendo che tali interferenze sono mille volte  più pericolose dalla bomba atomica. Sig Karimi nel suo intervento appoggiando  pienamente la politica della signora Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana secondo cui l’unica via percorribile è quella di sostenere il cambio democratico in Iran attraverso  il popolo e la resistenza iraniana, ha chiesto la rimozione del nome dei Mojahedin dalla lista dei gruppi terroristi.
La manifestazione di Roma faceva parte di una campagna mondiale di protesta organizzata dagli iraniani residenti in America, in Europa, in Canada e in Australia.