Appello all’ONU, agli USA e all’UE: impedite il furto e il saccheggio di oltre 500 milioni di dollari di beni e proprietà dei residenti di Ashraf da parte del regime teocratico iraniano e dei suoi collaborazionisti in Iraq
CNRI – – Mentre la metà dei residenti di Ashraf sono stati trasferiti a Camp Liberty e gli altri vengono costretti a trasferirsi, le loro proprieta mobili ed immobili sono ancora senza sistemazione e ci sono segnali crescenti che i collaborazionisti iracheni del regime teocratico intendano rubarli, saccheggiarli e impossessarsene. Maryam Rajavi, Presidente-eletto della Resistenza Iraniana, aveva dichiarato il 20 Dicembre 2011 che il trasferimento dei residenti di Ashraf a Camp Liberty implicava anche il trasferimento dei loro veicoli e proprietà mobili e la vendita dei loro beni immobili sotto la supervisione delle Nazioni Unite per coprire i costi della loro sicurezza, del soggiorno a Liberty e del loro trasferimento presso paesi terzi.Il 28 Dicembre 2011, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale (SRSG) aveva specificato nella sua lettera ai residenti: “Riguardo alle altre questioni, come beni e proprietà, continueremo la discussione fino al raggiungimento di una soluzione che rispetti i diritti di proprietà dei residenti in maniera organizzata”. Il 25 Gennaio, il 6 e il 12 Febbraio il rappresentante del governo iracheno aveva annunciato al rappresentante dei residenti di Ashraf, in presenza del SRSG e del suo vice, che erano d’accordo sulla vendita dei veicoli e dei beni. La lista delle proprietà fu conseguentemente presentata all’UNAMI.
Comunque, quattro mesi dopo, né le proprietà immobili sono state sistemate, né ai residenti è stato permetsso di trasferire le proprietà mobili a Camp Liberty o di venderle.
Comunque, quattro mesi dopo, né le proprietà immobili sono state sistemate, né ai residenti è stato permetsso di trasferire le proprietà mobili a Camp Liberty o di venderle.
La lista delle proprietà comprende le seguenti voci:
– 1200 Veicoli e macchinari vari
– 700 Generatori ed attrezzature per generatori di potenza
– 300 Macchine da stampa, stampanti e fotocopiatrici
– 300 Attrezzature mediche
– 400 Attrezzature e macchinari industriali e per la produzione
– 40.000 Attrezzature ed impianti domestici
– 600 Macchinari ed attrezzature da cucina
– 10.000 Attrezzature per riscaldamento e raffreddamento
– 3.000 Attrezzature audio-video
– 200 Telefoni ed apparati per le comunicazioni
– 500 Roulottes e containers
– 2.000 Tubature idrauliche e attrezzature per la canalizzazione
– 3.000 Attrezzature per la protezione civile
La suddetta lista non comprende una ampio numero di veicoli, macchinari ed attrezzature che sono state rubate dalle forze irachene durante i loro attacchi criminali nel Luglio 2009, Dicembre 2010 ed Aprile 2011, i dettagli dei quali sono già stati precedentemente resi pubblici.
I residenti di Ashraf hanno trasformato il campo da un pezzo di terra desolata ad una città moderna fornita di una centrale e una rete elettrica, due acquedotti, sistemi di trattamento e purificazione delle acque, strade, una università, una biblioteca, un museo, un ospedale, un cimitero, una moschea, parchi, un lago artificiale, aziende agricole, officine industriali, impianti per lo sport e il tempo libero e rifugi sotterranei di protezione contro i bombardamenti e i ripetuti attacchi del regime iraniano con missili scud B. Ci sono centinaia di costruzioni e saloni in questa città che conta una superficie di centinaia di migliaia di metri quadrati così come circa 100 kilometri di vie e strade asfaltate.
A Dicembre 2011, il Primo Ministro iracheno Nouri Al-Maliki, definì Asjraf come “una città irachena e non un campo come veniva chiamato dai media”. Il 18 Marzo 2012 un sito web iracheno, Al Esteghame, ha citato dei funzionari della Provincia di Diyala che hanno detto “Campo Ashraf è adatto alla costruzione di un aeroporto internazionale, o alla realizzazione di molti progetti commerciali e agricoli a sostegno dell’economia di questa provincia. Questo campo è una città completa e può essere usata come polo amministrativo capace di fornire servizi alla municipalità di Al-Adim e di questa provincia. I suoi servizi pubblici sono adatti alla creazione di molti progetti strategici e al rafforzamento delle opportunità di investimento in tutti i settori della provincia”.
Tutto ciò che è stato costruito ad Ashraf è il risultato degli sforzi delle migliaia di residenti che hanno lavorato giorno e notte, e di 26 anni di enormi investimenti. All’inizio del 2009 e prima del crudele assedio imposto ad Ashraf dai governanti iracheni, c’era una media di 1500 lavoratori giornalieri e centinaia di tecnici che erano impiegati dai residenti di Ashraf per lavorare in questa città.
Le proprietà immobili ad Ashraf, comprese le infrastrutture, gli stabilimenti, i fabbricati, le strade e le reti idriche, elettriche e il sistema di smaltimento dei rifiuti, sono stati oggi stimati del valore di 500 milioni di dollari.
Più di 10 milioni di dollari sono stati spesi per la centrale elettrica di Asjraf, per le sue strutture e i generatori. Il costo di due acquedotti e la rete idrica da Zarganieh (30 Km ad ovest di Ashraf) a Marfo’i (6 Km ad est di Ashraf), è stato di più di 15 milioni di dollari.
Creare una via speciale per portare l’elettricità da Khalis ad Ashraf è costato 2 milioni di dollari
I fabbricati, le attrezzature e le strutture “donate” alle forze irachene nel 2009, valevano 10 milioni di dollari. Tutte le prove e i documenti relativi a queste proprietà sono disponibili e possono essere presentati a qualsiasi autorità competente.
Secondo le informazioni ricevute dall’interno del regime iraniano, il governo iracheno ha formato un comitato per dare una facciata legale al furto delle proprietà dei residenti di Ashraf, fingendo che appartengano al governo o al popolo iracheno. Questo comitato ha impedito il trasferimento dei generatori dei residenti di Ashraf a Camp Liberty con il pretesto che la centrale elettrica appartiene al governo iracheno.
Tutte le fatture di acquisto dei generatori e di tutte le attrezzature che sono state acquistate e trasferite ad Ashraf sotto la supervisione delle forze americane, sono disponibili e sono state presentate alle autorità dell’ONU e degli Stati Uniti.
Mohammad Hamdi, il direttore del Dipartimento per l’Elettricità di Diyala, ha chiesto alle forze irachene di aiutare a rubare e saccheggiare le proprietà dei residenti e i veicoli. In passato ha ripetutamente tagliato l’elettricità ad Ashraf allo scopo di mettere sotto pressione i residenti e fornire invece l’elettricità agli agenti del Ministero dell’Intelligence iraniano presenti attorno ad Ashraf. Per estorcere denaro all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), si è rifiutato di seguire le istruzioni del Ministro per l’Elettricità ed installare dei contatori nelle zone residenziali di Ashraf. Per questo, ha finora ricevuto almeno 2 miliardi di dinari iracheni in più dai residenti.
La Resistenza Iraniana vuole mettere in guardia contro il furto e il saccheggio delle proprietà dei residenti di Ashraf e si rivolge al Segretario Generale dell’ONU, al Consiglio di Sicurezza, al Governo degli Stati Uniti, all’Unione Europea e alle autorità nternazionali competenti per impedire il furto, il saccheggio e l’appropriazione delle proprietà mobili ed immobili dei residenti di Ashraf da parte dei collaborazionisti del regime iraniano in Iraq. I beni e le proprietà dei residenti di Ashraf devono essere posti in vendita con la supervisione delle Nazioni Unite e i proventi essere poi usati per le spese di residenti di Ashraf a Liberty e per il loro trasferimento presso paesi terzi.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
20 Aprile 2012
