CNRI – La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana rendendo noto la disponibilità dei residenti del Campo Ashraf per trasferirsi al campo Liberty ha chiesto al presidente Barack Obama e al segretario generale Ban Ki-moon di intervenire e contribuire affinché la minima garanzia per impedire violenza e spargimento di sangue fino al loro trasferimento ai paesi terzi sia affermato e sostenuto dagli USA, l’UE, l’ONU e dal governo iracheno. Maryam Rajavi rammentando che l’UNHCR ha già proclamato che i residenti di Ashraf sono “ufficialmente richiedenti asilo politico sotto l’egida delle leggi internazionali” e “devono avere la fondamentale tutela per la loro sicurezza e l’incolumità” ha aggiunto che: siccome il governo iracheno non ha accettato che la sicurezza dei residenti di Ashraf a Liberty sia garantito dalle forze statunitensi, o da quelle delle Unione europea o dai caschi blu e neanche dagli agenti privati statunitensi, le “minime garanzie” che sono una linea rossa tra uno spostamento obbligatorio e illegale con pacifico e volontario trasferimento sono:• monitorare permanente e indipendente da parte degli USA e l’ONU a Liberty considerato come un campo di rifugiati battente bandiera delle Nazioni Unite e garantire l’incolumità di ogni singolo residente, senza eccezione, da Ashraf a Liberty e da Liberty ai paesi terzi;
• abolire di accerchiamento e ogni sorte di maltrattamenti effettuati finora e garantire la possibilità ai residenti di accedere ai servizi sanitari e di vistare loro famigliari e avvocati difensori nel campo;
• evitare la presenza delle forze irachene all’interno della recinzione del campo, per assicurare in particolare la sicurezza e serenità di 1000 donne musulmane e per impedire le ingerenze nelle loro vita quotidiana;
• trasferire i residenti di Ashraf al campo Liberty con i loro mezzi e patrimoni mobili sotto l’osservazione degli USA, l’ONU e L’UE e vendersi i loro patrimoni immobili e restituirgli il ricavato.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
20 dicembre 2011
