• Sabotaggio delle condutture e delle riserve di carburante della centrale elettrica di Ashraf
• Asportazione delle barriere a sud del campo
• Ritorno del battaglione che prese parte ai massacri del 2009 e del 2011
CNRI – Gli agenti del Ministero di Intelligence e Sicurezza dei mullah (MOIS), la cellula terrorista Qods e le forze irachene del primo ministro Maliki, moltiplicano le pressioni sul campo di Ashraf, e continuano i preparativi per l’aggressione e il massacro dei suoi abitanti. Nelle prime ore del 13 dicembre, alcuni agenti del MOIS con sostegno delle forze militari del primo ministro iracheno, hanno sabotato le condotte di approvvigionamento delle riserve di carburante della centrale elettrica del campo Ashraf (la centrale Ahrar), provocandone la perdita di oltre 52.000 litri. (Vedi le immagini)
Questo sabotaggio avviene nel momento in cui il Comitato incaricato della repressione di Ashraf, negli uffici del primo ministro iracheno, blocca da più di 11 mesi l’ingresso della benzina, da oltre 7 mesi l’ingresso del gasolio nel campo. Il carburante disperso in questo sabotaggio costituiva la sola riserva rimanente della centrale elettrica.
La centrale Ahrar fu costruita nel 2007 per rifornire il campo delle occorrenze di energia vitali alla sua sopravvivenza, come l’ospedale, i magazzini alimentari, la centrale di rifornimento idrico, la panetteria ecc. Il costo della messa in opera di questa centrale e dell’acquisto dei suoi generatori, che si aggira attorno ai 5 milioni di dollari, fu interamente pagato dai residenti di Ashraf.
La centrale è il solo sistema di rifornimento di energia elettrica del campo nel corso dei numerosi tagli di corrente che si verificano durante la giornata. L’arresto della sua attività è estremamente pericoloso, segnatamente per i malati e i diversi feriti ancora degenti dalla feroce aggressione dell’8 aprile, i quali già si trovano in una condizione di salute allarmante nelle infermerie del campo.
Martedì stesso (13 dicembre – ndt), alle 3 del mattino, gli agenti del MOIS che torturarono psicologicamente i residenti di Ashraf da due anni, con 300 alto-parlanti, sostenuti dalle forze irachene, hanno divelto in diversi punti la barriera che circonda il campo, nell’ala meridionale, per aprire la strada ad una prossima aggressione. Questa operazione di sabotaggio è stata sventata grazie alla vigilanza dei residenti, e i sabotatori hanno rapidamente abbandonato la zona. (Vedi le immagini)
Inoltre, alcune informazioni pervenute dall’interno del corpo dei Pasdaran in Iran, indicano chiaramente che il primo ministro iracheno Maliki avrebbe tutta l’intenzione di far tornare ad Ashraf il 3° battaglione della 37a brigata della 9a divisione irachena. Questo battaglione fu il più attivo nelle due carneficine avvenute nel campo nel luglio 2009 e nell’aprile 2011. Il suo ritorno lascia pensare che l’ultimatum del 31 dicembre, per un nuovo massacro, verrà rispettato, e sopratutto, che diversi suoi ufficiali, legati alla cellula Qods dei mullah, che furono distaccati in altre unità, si preparano a raggiungere questo battaglione.
Questi eventi indicano chiaramente che il conto alla rovescia, per una grande carneficina ad Ashraf da parte del fascismo religioso al potere in Iran, e dei suoi sgherri iracheni, è iniziato. La Resistenza iraniana chiama le Nazioni Unite e l’amministrazione americana a delle misure urgenti per assicurare la protezione degli abitanti del campo, sia da parte dell’esercito degli Stati Uniti sia da parte dei caschi blu dell’ONU, in modo da evitare un altro bagno di sangue.
• Asportazione delle barriere a sud del campo
• Ritorno del battaglione che prese parte ai massacri del 2009 e del 2011
CNRI – Gli agenti del Ministero di Intelligence e Sicurezza dei mullah (MOIS), la cellula terrorista Qods e le forze irachene del primo ministro Maliki, moltiplicano le pressioni sul campo di Ashraf, e continuano i preparativi per l’aggressione e il massacro dei suoi abitanti. Nelle prime ore del 13 dicembre, alcuni agenti del MOIS con sostegno delle forze militari del primo ministro iracheno, hanno sabotato le condotte di approvvigionamento delle riserve di carburante della centrale elettrica del campo Ashraf (la centrale Ahrar), provocandone la perdita di oltre 52.000 litri. (Vedi le immagini)Questo sabotaggio avviene nel momento in cui il Comitato incaricato della repressione di Ashraf, negli uffici del primo ministro iracheno, blocca da più di 11 mesi l’ingresso della benzina, da oltre 7 mesi l’ingresso del gasolio nel campo. Il carburante disperso in questo sabotaggio costituiva la sola riserva rimanente della centrale elettrica.
La centrale Ahrar fu costruita nel 2007 per rifornire il campo delle occorrenze di energia vitali alla sua sopravvivenza, come l’ospedale, i magazzini alimentari, la centrale di rifornimento idrico, la panetteria ecc. Il costo della messa in opera di questa centrale e dell’acquisto dei suoi generatori, che si aggira attorno ai 5 milioni di dollari, fu interamente pagato dai residenti di Ashraf.
La centrale è il solo sistema di rifornimento di energia elettrica del campo nel corso dei numerosi tagli di corrente che si verificano durante la giornata. L’arresto della sua attività è estremamente pericoloso, segnatamente per i malati e i diversi feriti ancora degenti dalla feroce aggressione dell’8 aprile, i quali già si trovano in una condizione di salute allarmante nelle infermerie del campo.
Martedì stesso (13 dicembre – ndt), alle 3 del mattino, gli agenti del MOIS che torturarono psicologicamente i residenti di Ashraf da due anni, con 300 alto-parlanti, sostenuti dalle forze irachene, hanno divelto in diversi punti la barriera che circonda il campo, nell’ala meridionale, per aprire la strada ad una prossima aggressione. Questa operazione di sabotaggio è stata sventata grazie alla vigilanza dei residenti, e i sabotatori hanno rapidamente abbandonato la zona. (Vedi le immagini)
Inoltre, alcune informazioni pervenute dall’interno del corpo dei Pasdaran in Iran, indicano chiaramente che il primo ministro iracheno Maliki avrebbe tutta l’intenzione di far tornare ad Ashraf il 3° battaglione della 37a brigata della 9a divisione irachena. Questo battaglione fu il più attivo nelle due carneficine avvenute nel campo nel luglio 2009 e nell’aprile 2011. Il suo ritorno lascia pensare che l’ultimatum del 31 dicembre, per un nuovo massacro, verrà rispettato, e sopratutto, che diversi suoi ufficiali, legati alla cellula Qods dei mullah, che furono distaccati in altre unità, si preparano a raggiungere questo battaglione.
Questi eventi indicano chiaramente che il conto alla rovescia, per una grande carneficina ad Ashraf da parte del fascismo religioso al potere in Iran, e dei suoi sgherri iracheni, è iniziato. La Resistenza iraniana chiama le Nazioni Unite e l’amministrazione americana a delle misure urgenti per assicurare la protezione degli abitanti del campo, sia da parte dell’esercito degli Stati Uniti sia da parte dei caschi blu dell’ONU, in modo da evitare un altro bagno di sangue.
segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
14 dicembre 2011
