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La Forza Quds iraniana pone le basi per grave massacro ad Ashraf

Il WIP – Da Shahriar Kia 4 dicembre 2011

Confrontandosi con gli sforzi della comunità internazionale per trovare una soluzione pacifica e durevole per 3.400 dissidenti iraniani tra cui 1.000 donne residenti a Campo Ashraf, il governo iracheno aumenta le sue pressioni e cospirazioni contro i suoi residenti. Con tali misure repressive e su ordine del regime iraniano, Nouri al-Maliki sta progettando e preparando un massacro di più ampia scala, un termine inventato e illegale per la chiusura di Ashraf entro la fine del 2011. Sulla base delle informazioni ricevute dall’Iran il 23 novembre 2011, il Comitato iracheno, con il compito della repressione di Ashraf, ha inviato una serie di agenti dell’intelligence del regime dei mullah al quartier generale dell’operazione militare della provincia di Diyala per fornirgli un consulto per la progettazione di un attacco contro Ashraf.
 
Al fine di giustificare i crimini futuri delle forze irachene ad Ashraf, hanno ripetuto bugie già svelate dell’ intelligence dei mullah e hanno detto che i residenti di Ashraf detengono armi e prevedono di sparare alle forze irachene. Queste bugie vengono dette, nonostante il fatto che le forze Usa abbiano dichiarato esplicitamente e più volte che i residenti di Ashraf hanno consegnato tutte le loro armi. Le forze irachene hanno cercato in ogni centimetro di Ashraf il 18 aprile, il 19 e il 20 maggio 2009 con i cani della polizia e hanno annunciato che non ci sono armi di Ashraf.
 
Secondo un altro rapporto, l’intelligence dei mullah (MOIS) e la Forza Quds hanno chiesto al quartiere generale dell’Operazione Diyala, di avere un numero di agenti dei servizi segreti che sorvoli Ashraf in elicottero per identificare i’ punti sensibili ‘mirarli loro durante l’attacco successivo e anche per la diffusione di volantini su tali edifici.
Tutti i segnali indicano che il regime iraniano ed i suoi mercenari iracheni stanno pianificando un massacro senza precedenti di residenti indifesi in particolare donne e bambini. Attraverso l’ostruzionismo e ostacolando le misure, stanno impedendo l’inizio del processo dell’UNHCR per riconfermare lo status di rifugiati residenti di Ashraf nel tentativo di mettere da parte tutte le barriere nel percorso di questo massacro.
Mentre il primo ministro iracheno si appresta andare a visitare gli Stati Uniti il 12 dicembre, i residenti di Campo Ashraf stanno avvisando il Presidente degli Stati Uniti, il Segretario di Stato ed altri funzionari competenti americani, insieme al Consiglio di sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale e al Rappresentante Speciale per l’Iraq al Segretario Generale delle Nazioni Unite per quanto riguarda un prevedibile bagno di sangue. Stanno chiedendo loro di accelerare immediatamente l’inizio del processo di riconferma dello status di rifugiato degli abitanti di Ashraf e di evitare una nuova catastrofe umanitaria.

Shahriar Kia è un portavoce dei residenti di Campo Ashraf e un analista politico formatosi negli Stati Uniti, che attualmente risiede a Ashraf, in Iraq.