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Ulteriori dettagli sull’attacco all’ambasciata britannica da parte dei Pasdaran e di agenti in borghese su ordine di Khamenei

CNRI – Sulla base delle relazioni ottenute dall’interno del regime dei mullah, Khamenei stesso aveva deciso e supervisionato l’attacco all’ambasciata britannica a Teheran.
 
1. Khamenei stesso ha dato l’ordine di attacco all’ambasciata britannica in un incontro con la presenza di un certo numero di comandanti di IRGC e comandanti in borghese. Attraverso tale intimidazione, Khamenei e le sue coorti avevano valutato che avrebbero potuto costringere occidentali e in particolare, i paesi europei a retrocedere dalle loro politiche aspre e dall’ l’imposizione di sanzioni contro il regime. 2. Il piano è stato realizzato presso il coordinamento tra l’IRGC ( pasdaran ), la Forza di Sicurezza di Stato, e la magistratura del regime dei mullah. E’ stato finalizzato nei due giorni precedenti all’attacco in una riunione di funzionari del regime in cui i ministri degli esteri e degli interni erano presenti.

3. Ahmad Reza Radan, Capo di Stato Maggiore delle Forze di sicurezza di Teheran, era presente sulla scena ed era in contatto radio costante con l’ufficio di Khamenei. Khamenei ha anche informato di tutti gli eventi dell’attacco momentaneamente.
 
4. Secondo il piano iniziale, l’ambasciata avrebbe dovuto essere occupata per alcuni giorni, tuttavia, a causa della rapida reazione della comunità internazionale contro questa selvaggia operazione, Khamenei ha ordinato che l’operazione fosse fermata due ore dopo che era cominciata. Questa istruzione è stata trasmessa a Radan da Vahid Haqqani dall’ ufficio speciale di Khamenei. Vahid Haqqani è la stessa persona che ha trasmesso un messaggio speciale di Khamenei ad Ahmadinejad per far tornare al lavoro Moslehi, Ministro dell’Intelligence dei mullah che è stato spodestato da Ahmadinejad il 17 aprile 2011.
 
5. Il Gen. di brigata Mohammad Reza Naghdi, comandante dell’Organizzazione Bassij Mostazafan e dell’Organizzazione degli Studenti Bassij (due entità dell’IRGC Bassij Mostazafan) ha ordinato l’attacco. Gli aggressori erano membri dell’IRGC e agenti in borghese che lavorano per il regime sotto le spoglie di studenti universitari.
 
6 – Il comandante sulla scena era Hossein Qadyani, un vice comandante dell’IRGC a Naqdie e capo della sezione studenti dell’organizzazione Bassij, che personalmente è entrato nell’ambasciata e ha partecipato alla distruzione della proprietà dell’ambasciata. Samadi, un funzionario della forza Bassij presso l’Università di Payam-e Nour; Amirian, Segreteria della Foster University, e Jamshidi, un altro capo della sezione studenti della forz Bassij hanno partecipato a questo assalto.

7 – L’ ultimo coordinamento è stato fatto il 26-27 novembre nella sede dell’”Unione delle Società islamiche delle università” e dalle “Società per il Coordinamento delle Assemblee” con la partecipazione dei capi delle forze Bassij. Pishva e Kashef, capi dei Bassij al Politecnico e delle università nazionali sono stati tra i partecipanti.

8 – Il numero di forze Bassij e dell’IRGC che è entrato nell’ambasciata è pari a circa 400 a 500. Hanno rotto tutto nell’ambasciata,distruggendo completamente l’ufficio dell’ ambasciatore.Hanno anche distrutto i veicoli all’interno dell’ambasciata o li hanno dati alle fiamme.

9 – L’attacco da parte dell’IRGC e dei Bassij a Bagh-e Qolhak, la residenza dell’Ambasciatore e il personale dell’ambasciata, è stato approvato dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. In questo attacco, oltre alla distruzione di proprietà pubblica, gli aggressori hanno saccheggiato alcuni dei beni come oro e gioielli.

Come la Resistenza Iraniana ha già dichiarato, la Guida Suprema del regime dei mullah intende contrastare una politica di fermezza contro il suo regime, compresa l’imposizione di sanzioni internazionali per il suo progetto di armi nucleari, attraverso minacce e terrore. Terrorizzare, prendere ostaggi e fare aggressioni contro centri diplomatici sono ben note tattiche del regime dei mullah per influenzare le politiche internazionali e raggiungere le sue illegittime esigenze a livello internazionale.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 dicembre 2011