Occupazione militare camp Ashraf, N. 61
CNRI- I ritardi nella cura di Majid Mohammadi, 48 anni, uno dei residenti del Campo Ashraf che è rimasto ferito durante l’attacco criminale delle forze irachene contro il Campo Ashraf l’8 aprile, ha costretto i medici ad amputare una delle sue gambe. Majid è stato un prigioniero politico che è stato rinchiuso e torturato per 8 anni, nelle carceri del regime fascista religioso dell’Iran.
Insieme ad altri membri dei Mojahedin, è stato attaccato alle 5.20 della mattina dell’8 aprile da granate e colpi di pistola, lanciate e sparate a lui dalle forze irachene da una distanza di quasi 50 metri. In quello specifico episodio, Jafar Bariji e Mohammad-Reza Yazdandoust sono stati uccisi ed un gran numero di membri dei Mojahedin, incluso Majid, sono stati feriti gravemente.
Majid è stato prima colpito alla caviglia. I suoi amici lo hanno messo in un’ambulanza per essere portato in un ospedale, ma poi, le forze irachene hanno sparato contro l’ambulanza. L’altra sua gamba è stata colpita e l’ arteria principale della gamba è stata tagliata, emorragendo molto. Di conseguenza, i chirurghi hanno dovuto amputare la gamba destra.
Attaccare le ambulanze ed ostacolare i trattamemti verso i feriti sono entrambi gravissime violazioni delle convenzioni internazionali e vengono considerati crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
17 aprile 2011
