lunedì, Gennaio 30, 2023
HomeNotizieResistenza IranianaE si riapre la pagina sulle violenze nei campi dell'Iraq. Ciccioli e...

E si riapre la pagina sulle violenze nei campi dell’Iraq. Ciccioli e Zamparutti: anche qui c’è emergenza umanitaria

Articolo di (de.rag.) pubblicato su Secolo d’Italia, il 20/04/11
 
Non si muore solo in Libia e in Costa d’Avorio «ma anche nel campo di Ashraf». Carlo Ciccioli e Elisabetta Zamparutti, copresidenti del Comitato Iran libero, in una lettera aperta al ministro degli Esteri, Franco Frattini, sollevano la questione delle violenze contro gli esuli iraniani residenti a Camp Ashraf.

«All’alba dell’8 aprile – si legge nella missiva – militari iracheni hanno fatto irruzione nel campo di Ashraf dove vivono da oltre vent’anni 3.500 esponenti dei Mojahedin del popolo iraniano. Il bilancio provvisorio è di trentaquattro civili uccisi e almeno 340 feriti». Esuli che «dovevano essere tutelati dalla Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra e che invece sono stati abbandonati a se stessi, con un blocco medico imposto due anni fa dal governo iracheno in nome e per conto della teocrazia iraniana». Ciccioli e Zamparutti si dicono «sconcertati dal silenzio e dall’inerzia che avvolge questo grave fatto, ampiamente annunciato». Anche perché «governo americano, Unione europea e Nazioni unite erano stati informati, nei cinque giorni antecedenti la strage, dei movimenti militari in corso. Nonostante le richieste del Rappresentante speciale delle Nazioni unite in Iraq, Ad Melkert, e dell’Alto Rappresentante dell’Unione europea, Catherine Ashton, ad oggi nessun osservatore internazionale ha potuto accedere al campo dei rifugiati iraniani in Iraq».

I due parlamentari spiegano che della conferenza stampa tenuta a Roma, «drammatica occasione per vedere video e foto dell’attacco o ascoltare agghiaccianti testimonianze sulle crudeltà perpetrate ai danni di uomini e donne inermi, salvo qualche lancio di agenzia, non vi è stata traccia nei mezzi di informazione italiani. Se la prova di silenzio e indifferenza perdurasse, ci renderebbe complici di ulteriori, non improbabili, attacchi e violenze contro i residenti di Ashraf». Ciccioli e Zampa rutti, quindi, chiedono «di intervenire in sede bilaterale e multilaterale perché sia disposto dalle autorità irachene un immediato cessate il fuoco e una adeguata assistenza medica ai feriti e perché siano ripristinate tutte le misure di protezione umanitaria che erano state promesse e per un certo periodo dalle forze della coalizione assicurate ai residenti di Ashraf dopo l’intervento armato in Iraq».

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,914FollowersFollow