
Discorso della Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana alla conferenza internazionale di Parigi
Ospiti illustri,
è un piacere incontrare tutti voi. Questa conferenza si tiene in un momento storico straordinario per il Medio Oriente e il Nord Africa. Dalla Tunisia, al Cairo, da Bengasi a Tehran, la popolazioen è insorta. Tripoli si sta avvicinando alla liberazione grazie al sacrifico di centinaia di giovani.
A Baghdad la popolazione è adirata per la rovina della guerra, per la slealtà e l’accondiscendenza.
E a Tehran l’audacia delle giovani generazioni ha dato scacco matto al demone della repressione.
Saluto tutti coloro che sono insorti per la libertà e la democrazia.
Perchè no, alziamoci tutti per rendere loro onore, soprattutto a quegli eroi che hanno perso la vita il 14 e 20 febbraio nelle rivolte in Iran: “Saneh Jaleh, Mohammad Mokhtari, Hamed Nour –Mohammadi” e facciamo un applauso lungo un minuto.
Cari Amici,
l’ondata di libertà ha invaso l’intera regione. Nessun paese si è salvato da questa ondata.
Dobbiamo chiederci perchè queste rivolte sono diventate così esplosive.
Quali fattori hanno fino ad ora ritardato lo scoppio?
Quale approccio ha avuto la politica occidentale verso questi eventi?
E quali sono le prospettive e la nostra responsabilità?
La realtà è che:
-La popolazione di questi paesi ha sempre sofferto sotto la dittatura, la povertà e la corruzione;
-I loro diritti fondamentali, le domande legittime e gli ideali democratici sono stati calpestati nel
modo peggiore;
-Per decadi, dittatori, atteggiandosi come Presidenti della Repubblica, e ovviamente senza il voto
della popolazione, hanno governato con il pugno di ferro;
-Hanno saccheggiato e distrutto la salute e le risorse di questi paesi.
Per offrire un quadro preciso di quello che sta accadendo nella regione, permettetemi di farvi un
riassunto.
Nel 1979 la rivoluzione iraniana si muove con profondi ideali democratici.
Perchè questa rivoluzione, invece di servire come ispirazione per la democrazia nella regione, è
diventata l’epicentro dell’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo?
Perchè Khomenei ha rubato il comando. Perchè uccidendo le forze genuine a favore della democrazia, ha creato una dittatura religiosa e in questo modo ha tenuto in ostaggio la democrazia nella regione. Inoltre con la guerra durata 8 anni contro l’Iraq e l’esportazione del terrorismo, il regime a Tehran è diventato la principale minaccia nella regione.
Come questa minaccia ha invaso la regione?
In tutti questi anni, il regime clericale ha atteso per sfruttare la tensione e il vuoto causato dalla
transizione dalla dittatura alla democrazia per installare il suo governo clientelare in questi paesi.
Fra tutto questo, gli USA e l’Europa hanno scelto l’accondiscendenza come politica nei confronti del regime iraniano e il fondamentalismo. Perchè?
Una ragione è stata il malinteso sulla natura del fondamentalismo.
Un’altra sono stati gli interessi economici e tattici e le motivazioni che ne stanno alla base.
Ad ogni modo, i paesi occidentali hanno praticamente dato aiuto al regime nell’espandere la sua sfera di influenza nella regione.
E allo stesso tempo hanno dato supporto ai dittatori.
In breve, sono stati due i fattori che hanno prolungato il regno della dittatura nella regione.
Prima di tutto, il regime iraniano come padrino del fondamentalismo e in secondo luogo il grave errore politico di Usa ed Unione Europea.
Senza questi due fattori, la dittatura nella regione sarebbe stata sconfitta molti anni fa e la democrazia avrebbe preso il suo corso naturale.
Proprio per questo, il sovvertimento del regime è stato così esplosivo.
Allo stesso tempo, con il diffondersi dell’ondata di libertà nell’intera regione, il regime clericale sta
ancora aspettando dietro le quinte.
Il Capo Supremo del regime sta cercando di realizzare i suoi piani diabolici sotto l’etichetta di “risveglio islamico”.
In questo caso, ci troviamo di fronte a un circolo vizioso? Non del tutto.
C’è una via di uscita possibile e necessaria: il rovesciamento del regime disumano dei mullah e l’insturazione della democrazia. Anzi, l’era del fondamentalismo e del buio deve finire. Ora, è l’era della democrazia e della libertà.
Cari Amici,
sappiamo che l’occidente invece di essere decisamente contraria al regime dei mullah, l’epicentro del fondamentalismo, si è inginocchiato davanti a lui.
Allo stesso tempo, ha trasformato i più importanti valori e successi del genere umano, cioè i diritti
umani, la democrazia, la resistenza, la giustizia e la legge con il sacrificio di molti sull’altare del’accondiscendenza.
I diritti umani sono stati eclissati dal realismo e sono stati sacrificati di fronte al commercio e alla
diplomazia.
È stato detto che la democrazia riguarda la cultura e la religione del popolo del Medi Oriente come se le nazioni di questa regione fossero condannate a stare sotto dittatura da tempo immemorabile fino all’eternità.
La resistenza per la libertà è stata denigrata includendo il più grande movimento anti terrorismo, il
Mojahedin del Popolo, nella lista del terrorismo.
La giustizia e il ruolo della legge all’interno dei paesi occidentali sono state calpestate perchè è stato
considerato più importante fare concessioni ai mullah.
Il terrorismo dei mullah e gli omicidi di massa, da Beirut e Khobar a Baghdad sono stati ignorati, perchè potrebbe gettare un’ombra negativa sul sacro rituale degli impegni ufficiali.
La moderazione è diventata molto distorta tanto che una fazione del fascismo religioso in Iran è stata lodata solo per la sua facciata moderata.
È così che la politica occidentale ha bloccato la via per il cambiamento in Iran. Ha invece aperto la via al perpetrarsi del regime nella regione.
Guardiamo al Libano, alla Palestina, e prima di tutto all’Iraq. L’accondiscendenza abilita i mullah a governare nel paese, un governo che è stato scosso proprio ieri dalla rabbia della popolazione.
La politica, la più sbagliata dell’occidente dalla seconda guerra mondiale, non si può prolungare.
Perchè il regime iraniano, il beneficiari della pacificazione, è sul punto di collassare.
L’Occidente ha anche sbagliato nel propagandare che la situazione iraniana sarebbe ritornata alla
situazione precendente alla rivolta del 2009.
Vediamo che è successo il contrario e che le rivolte sono proseguite.
Il 14 e 20 Febbraio i dimostranti coraggiosamente hanno invaso le strade e il loro coraggio ha impressionato il mondo. Ognuno ha visto che le proprie richieste non hanno prodotto cambiamenti
nelle politiche del regime.
Infatti, la sopravvivenza di un regime che sopprime la libertà non è più possibile.
Come ha detto recentemente il Capo della Resistenza iraniana, Massoud Rajavi: “il regime del velayat-e fiqih ha cercato di riempire negli ultimi 32 anni il vasto vuoto tra il 20° e 21° secolo e il regime medievale è intervenuto con le sue pattuglie armate, con la guerra e l’esportazione del terrorismo. Nonostante ciò, questo regime non può ottenere stabilità.”
Infatti, l’era dei mullah deve finire. E ora è l’era della popolazione iraniana e della libertà.
Cari amici,
viste le politiche adottate dall’occidente, non stupisce che il Mojahedin del Popolo sia stato messo nella lista del terrore.
È attraverso questa etichetta che la popolazione iraniana e del Medio Oriente vedono la vera politica di USA ed Europa, e capiscono se l’occidente sta con la popolazione o con il regime.
Dopo una campagna implacabile della Resistenza, l’Europa è stata obbligata a rimuovere il PMOI dalla lista. Ora tocca all’America.
Prendendo vantaggio da questa etichetta, i mullah hanno serrato l’assedio di Ashraf per tre anni.
Temendo il ruolo di Ashar nell’ispirare la lotta di giovani e donne in questi mesi, hanno attaccato più volte Ashaf e dall’anno scorso il regime ha installato degli altoparlanti come parte di una sporca
campagna psicologica contro i residenti.
Senza un’effettiva reazione mondiale, gli altoparlanti sono arrivati a 210 allo stato attuale.
I mullah stanno anche impedendo l’ingresso di medicinali ad Ashraf .
La loro politica è quella di uccidere i pazienti tormentandoli.
Nei giorni recenti, hanno cercato di aumentare il numero di forze repressive ad Ashraf.
Il Parlamento europeo, l’Assemblea del Consiglio europeo, come pure i parlamentari e i senatori di 30 paesi, compresa la Camera dei Rappresentanti Usa, hanno varato alcune dichiarazioni e documenti nei quali hanno sottolineato lo status dei residenti di Camp Ashaf come persone protette secondo la 4° Convenzione di Ginevra e hanno sollecitato gli Usa a riprendere la protezione sui residenti, monitorando costantemente la situazione tramite UNAMI.
Asharf è un test fondamentale per gli Usa e le NU chiamano tutti di rispettare gli obblighi assunti.
Infatti, il tempo del silenzio e della pacificazione è finito.
Ora è tempo di democrazia e libertà.
Cari amici,
quest’anno ci stiamo avvicinando ala Giornata Internazionale della Donna, in un tempo in cui le donne nel Medio Oriente hanno sacrificato lo loro doti nella lotta contro la dittatura per ottenere libertà ed uguaglianza.
Lo sbocciare di questo movimento risveglia il desiderio primario della nostra società: “uguaglianza delle donne, diritti umani, libertà e democrazia.”
L’esperienza dell’Iran sotto il regime fondamentalisti ha mostrato che le donne sono le principali vittime della repressione.
Le donne hanno quindi sviluppato un’enorme energia per lottare rendendo loro la forza per ottenere il cambiamento.
Di conseguenza, stiamo dicendo che tra i molti fattori che hanno dato vita alla libertà in Iran, il fattore determinante è stata la penetrante capacità delle donne di cambiare.
Lo si può capire da un semplice sguardo alla storia della lotta delle donne iraniane contro le due dittature.
Nelle scorse tre decadi, la società iraniana si è basata sulla continua lotta delle donne contro il fascismo religioso.
Decine di migliaia di donne coraggiose sono state torturate o uccise nella lotta conto il regime.
Homeira Eshraq, e molte come lei, sono state uccise sotto tortura. A Tahereh Tolou è stato bucato il
cuore con uno stiletto e le Guardie Rivoluzionaria l’hanno impiccata su un dirupo.
Shirin Alamhoui e Zahra Bahrami sono state recentemente impiccate a Tehran.
E Neda, simbolo delle proteste dello scorso anno, che morì per le strade di Tehran con gli occhi aperti.
Allo stesso tempo, migliaia di donne coraggiose hanno portato avanti gli affari a Camp Ashraf, il centro delle speranze per una nazione incatenato, tra le più tortuoso di circostanze.
Basato sull’esperienza della Resistenza Iraniana, l’attiva partecipazione delle donne alla guida è
indispensabile per una battaglia reale e totale contro il fascismo religioso, il fondamentalismo e la
dittatura. Sconfiggere definitivamente fondamentalismo è possibile ma attraverso queste donne. Saranno loro a cambiare il mondo.
Chiamo tutte le mie sorelle nel mondo a schierarsi in difesa del fuoco della resistenza che brucia ad
Ashraf e ai quattro angoli dell’Iran.
Cari amici,
eco un breve sommario:
1. la via per un Medio Oriente pacifico e democratico, dove le donne e i giovani possano svolgere il loro legittimo ruolo, passa inevitabilmente attraverso un cambiamento del regime in Iran.
Senza questo cambiamento la democrazia e la stabilità sarebbe impossibile inquesta regione. Nella circostanza attuale, il cambiamento del regime in Iran è centovolte più necessaria. In caso contrario, gli sviluppi nella regione saranno deviate.
2. la soluzione alla crisi iraniana non è ne l’accondiscendenza ne la guerra. La nostra soluzione è valida per l’intera regione: “il cambiamento democratico della popolazione iraniana e della Resistenza.
3. Il nostro messaggio alle nostre sorelle e i nostri fratelli in tunisia, in Egitto, in Libia e ai nostri fratelli in Afganistan e Iraq è il seguente: “state in guardia dai mullah fondamentalisti, e dagli omicidi delle donne ed i giovani in Iran”.
La vostra lotta si imporrà in virtù del vostro sacrificio e del vostro sangue a condizione che vi salvaguardiate la vostra lotta contro questa sinistra minaccia
4. Se i paesi occidentali sono interessati a svolgere un ruolo positivo nella nuova storia del medi oriente, come il primo ed inevitabile passaggio, devono cambiare la loro politica dialogando con la popolazione iraniana;
5. il passo più importante che deve compiere l’occidente è quello di abbandonare una politica che va a tutto svantaggio della popolazione e dell’intera regione e di riconoscere il movimento di resistenza.
6. Le sanzioni internazionali contro il regime non sono sufficienti. Proponiamo quindi altre misure: un embargo sulla vendita di petrolio; l’invio di dossier sui diritti umani al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; uno stop ai rapporti tra i servizi di intelligence occidentali e il ministero di intelligence dei mullah; infine vietare la partecipazione dell’ICRG con le compagnie Europei, Canadesi e Americane;
7. Riconoscendo l’alternativa che la Resistenza Iraniana rappresenta. Quest’alternativa ha sfidato i mullah presentando una piattaforma democratica:
una repubblica basata sulla separazione di chiesa e stato, su una democrazia pluralista, una società basata sull’uguaglianza di genere ed il rispetto dei diritti umani, dove la pena di morte la shar’ia dei mullah saranno abolite, un’economia fiorente basata su un’uguale opportunità per tutti ed un Iran denuclearizzato che è in pace con tutti i suoi vicini.
Infatti l’era delle sconfitte rivoluzioni è giunta alla fine.
Adesso è l’era della democrazia e della libertà per il popolo iraniano e della regione.
Un grazie a tutti voi
26 febbraio 2011
