
Il 12 agosto i sostenitori del CNRI di Copenaghen, in Danimarca, hanno organizzato una manifestazione e una mostra fotografica per commemorare l’anniversario del massacro di prigionieri politici avvenuto in Iran nel 1988
Nelle principali capitali occidentali e in altri centri urbani europei, la diaspora iraniana e i sostenitori del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran hanno lanciato un’ondata coordinata di manifestazioni, simposi politici e mostre fotografiche pubbliche durante la settimana dal 9 al 15 agosto 2026. Per commemorare il 38° anniversario del massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici e in segno di solidarietà con gli scioperi nazionali contro le esecuzioni, queste iniziative internazionali hanno coinvolto importanti legislatori occidentali, difensori dei diritti umani e dissidenti di diverse fazioni. La campagna globale coordinata ha evidenziato un crescente consenso internazionale nel rifiuto sia della teocrazia clericale al potere sia di un ritorno alla monarchia, mobilitando al contempo sostegno materiale e politico per il movimento di resistenza interno.
13 agosto 2026
A Parigi i sostenitori iraniani dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) hanno ampliato la loro campagna di sensibilizzazione pubblica allestendo un’ampia mostra di libri e fotografie in spazi pubblici centrali. L’evento si è concentrato direttamente sull’accelerazione del tasso di esecuzioni capitali da parte del regime iraniano e sulla continua detenzione di giovani arrestati durante le rivolte nazionali. Gli organizzatori hanno coinvolto il pubblico francese e i visitatori internazionali, utilizzando prove fotografiche e testimonianze personali per illustrare le sistematiche violazioni dei diritti umani. I manifestanti hanno esortato la comunità internazionale a sostenere il diritto del popolo iraniano a istituire una repubblica democratica laica, respingendo esplicitamente sia l’attuale dittatura religiosa sia qualsiasi tentativo di restaurare una monarchia autoritaria.
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12 agosto 2026
Le commemorazioni in onore delle vittime del massacro politico del 1988 hanno mobilitato una partecipazione significativa in Scandinavia e in altri Paesi dell’Europa occidentale. A Copenaghen i sostenitori del CNRI hanno organizzato un’importante manifestazione e una mostra fotografica che documentava le esecuzioni del 1988 e la repressione delle recenti proteste interne. L’ex parlamentare danese Karin Liltorp è intervenuta all’incontro, affermando che l’esecuzione extragiudiziale di prigionieri politici rimane un crimine contro l’umanità impunito che richiede una costante vigilanza internazionale e un’azione giudiziaria. Anche rappresentanti di gruppi di opposizione curdi, tra cui Kak Omid del Partito Democratico del Kurdistan iraniano (PDKI), sono intervenuti alla manifestazione, dimostrando solidarietà interetnica contro la repressione statale. Contemporaneamente a Stoccolma gli attivisti hanno allestito un’ampia mostra commemorativa con i ritratti dei martiri del 1988 accanto a quelli dei manifestanti caduti nelle recenti proteste nazionali, ribadendo l’appello per l’istituzione di tribunali internazionali. Nel frattempo, gli attivisti a Parigi hanno mantenuto attivi i loro centri informativi, distribuendo materiale che illustrava la tabella di marcia politica della Resistenza iraniana per il cambiamento democratico.
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11 agosto 2026
La solidarietà internazionale con gli scioperi nelle carceri dell’Iran ha raggiunto un punto culminante quando i gruppi della diaspora hanno allineato le loro manifestazioni alla 133ª settimana consecutiva della campagna “I martedì del No alle esecuzioni”. A Göteborg i manifestanti si sono riuniti in spazi pubblici centrali, scandendo slogan che condannavano la macchina di morte dello Stato e chiedendo l’immediata liberazione di tutti i detenuti politici. I dimostranti hanno espresso esplicitamente il loro sostegno alla campagna globale della presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi, per l’abolizione della pena di morte in Iran, avvertendo che i prigionieri politici rischiano l’esecuzione imminente mentre le autorità tentano di reprimere il dissenso interno. Mostre commemorative e manifestazioni pubbliche parallele sono proseguite a Stoccolma e Parigi, dove gli attivisti hanno evidenziato il legame storico diretto tra le impiccagioni del 1988 e la violenza giudiziaria attuale perpetrata dalle autorità clericali.
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10 agosto 2026
A Queen’s Park a Toronto si è svolta un’importante manifestazione diplomatica e politica che ha riunito parlamentari canadesi, giuristi e difensori dei diritti umani. La dimostrazione ha visto interventi incisivi e dichiarazioni di solidarietà da parte dell’ex ministro dell’Immigrazione canadese Judy Sgro, dei membri del Parlamento Dan Muys e James Bezan, dell’ex procuratore generale Irwin Cotler e dell’avvocato internazionale per i diritti umani David Matas. Gli oratori hanno condannato con forza l’impunità di cui godono tuttora gli autori del massacro del 1988, ricordando che il Parlamento canadese lo ha formalmente riconosciuto come crimine contro l’umanità. Personalità di spicco della comunità, tra cui Ema Velibiygi, Ali Ziai e Kak Luqman della sezione del Canada orientale del PDKI, hanno affermato che il terrore di Stato non è riuscito a estinguere il desiderio di libertà. L’assemblea ha esortato Ottawa e le Nazioni Unite a guidare i meccanismi legali internazionali contro gli alti funzionari iraniani, appoggiando al contempo il Piano in dieci punti del CNRI per una repubblica democratica laica e non nucleare. Contemporaneamente, a Parigi i sostenitori hanno organizzato mostre di libri per informare i cittadini europei sulla crisi politica in corso.
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9 agosto 2026
La diaspora globale ha concluso un’importante campagna di raccolta fondi e di sensibilizzazione mediatica durata tre giorni, in occasione della 30ª edizione del “Free Iran Telethon” a sostegno dell’emittente satellitare indipendente Simay-e Azadi (INTV). Operando interamente grazie a donazioni pubbliche per aggirare la censura di Stato, l’emittente ha ricevuto promesse di ingenti finanziamenti da incontri di solidarietà tenutisi a Göteborg, Toronto e Parigi. A Effretikon, cittadini svizzeri si sono uniti ai sostenitori iraniani presso una mostra fotografica e un banchetto di libri, denunciando le esecuzioni capitali e chiedendo la liberazione incondizionata dei prigionieri politici. Inoltre, i membri dell’Associazione degli Accademici in Esilio di Winchester hanno organizzato mostre informative pubbliche che illustravano la repressione transfrontaliera del regime e le violazioni dei diritti umani in Iran, raccogliendo firme di cittadini su petizioni indirizzate alle Nazioni Unite.
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La costante e ampia mobilitazione della diaspora internazionale durante tutta la settimana riflette una maturazione cruciale del movimento di opposizione sulla scena globale. Assicurandosi la partecipazione attiva di legislatori occidentali, giuristi per i diritti umani e diversi blocchi etnici di opposizione, il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran è riuscito a trasformare la disobbedienza civile in pressione politica internazionale. Queste manifestazioni globali evidenziano come la campagna di esecuzioni di massa condotta dal regime clericale non sia riuscita a spezzare la continuità del movimento di resistenza, contribuendo invece ad allontanare ulteriormente Teheran dalla comunità internazionale. Inoltre, il rifiuto esplicito e unanime sia della restaurazione monarchica che dell’autocrazia clericale in ogni forum internazionale dimostra un chiaro consenso politico all’interno della diaspora. Questo allineamento rafforza la fattibilità di un’alternativa democratica in grado di guidare l’Iran verso una repubblica laica e rappresentativa.
