HomeComunicati StampaDiritti UmaniIl regime iraniano giustizia Ghaem Hosseini, 21enne detenuto per la rivolta

Il regime iraniano giustizia Ghaem Hosseini, 21enne detenuto per la rivolta

NCRI

Iran: la macchina delle esecuzioni del dittatore religioso impicca il ventunenne Ghaem Hosseini, prigioniero dell’insurrezione, in un nuovo crimine contro l’umanità

Appello a un’azione urgente per salvare la vita dei prigionieri nel braccio della morte

La mattina di giovedì 20 agosto 2026, la macchina delle esecuzioni del fascismo religioso che governa l’Iran ha commesso un nuovo crimine disumano impiccando nel carcere di Isfahan il prigioniero dell’insurrezione Ghaem Hosseini, di origine afghana. La condanna a morte era stata emessa dal Tribunale Rivoluzionario del regime a Isfahan e confermata dai giudici repressivi Mohammad Barati Dorcheh e Mohammad-Reza Tavakoli.
Ghaem Hosseini era stato arrestato durante l’insurrezione di gennaio insieme ad altre undici persone nel procedimento noto come “caso di Piazza Alikhani” a Isfahan. Era stato condannato a morte con l’accusa di aver partecipato all’uccisione di quattro agenti delle Unità Speciali coinvolti nella repressione della rivolta. Quattro di questi manifestanti ribelli, Erfan Esfandiari, Gol-Mohammad Mohammadi, Amir-Hossein Safari e Abolfazl Sepahi, erano già stati impiccati in precedenza.
Altri sette detenuti coinvolti nello stesso procedimento, Alireza Sepahi (24 anni), Shervin Bagherian (18), Amir-Hossein Ebrahimi (19), Amir-Hossein Maleki (19), Ali Dashti (19), Abolfazl Ebrahimi (18) e Alireza Reisi (21), sono ora in imminente pericolo di esecuzione.
Durante i processi-farsa, a questi prigionieri è stato negato il diritto di scegliere liberamente i propri avvocati. Persino gli avvocati nominati d’ufficio non hanno avuto accesso ai fascicoli del procedimento. In precedenza, il 19 luglio 2026, il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) aveva già messo in guardia dal rischio di esecuzione per questi detenuti e aveva sollecitato le istituzioni internazionali ad adottare misure urgenti per salvarli.
Rendendo omaggio ai manifestanti ribelli giustiziati, la Resistenza Iraniana rinnova il proprio appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani affinché intraprendano un’azione immediata ed efficace per fermare l’ondata di esecuzioni dei prigionieri politici, in particolare dei sette giovani coinvolti nel caso di Piazza Alikhani a Isfahan.
Il regime al potere in Iran deve essere chiamato a rispondere di cinque decenni di crimini contro l’umanità e genocidio.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)
20 agosto 2026