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Il regime iraniano giustizia il manifestante Shahram Sadeghi a Karaj

NCRI

Iran: esecuzione del manifestante della rivolta Shahram Sadeghi da parte dei carnefici del regime dei mullah a Karaj

Magistratura del regime: Shahram Sadeghi ha guidato ad alta velocità contro gli agenti e, dopo averne feriti sette, ha proseguito la sua corsa; successivamente, con la collaborazione dei rivoltosi, ha dato fuoco al proprio veicolo

La mattina di domenica 16 agosto 2026, la magistratura del regime clericale ha compiuto un nuovo crimine efferato impiccando il coraggioso manifestante Shahram Sadeghi.

Il Tribunale Rivoluzionario di Karaj aveva condannato Shahram, arrestato il 5 febbraio 2026, alla pena di morte e alla confisca di tutti i suoi beni il 30 maggio 2026.

Secondo la versione fornita dalla magistratura del regime, nella notte dell’8 gennaio 2026, nei pressi dell’incrocio di Golzar a Karaj, Shahram Sadeghi avrebbe «guidato ad alta velocità contro gli agenti, ferendone sette, per poi proseguire la sua fuga e, successivamente, incendiare la propria auto con la collaborazione dei rivoltosi». Sempre secondo la magistratura, egli sarebbe stato «identificato e arrestato mentre si nascondeva in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti sotto falsa identità, pur non essendo dipendente».

Le accuse mosse contro Shahram sono state formulate in modo assurdo come «azione operativa a favore del regime sionista, degli Stati Uniti e di gruppi ostili» contro la sicurezza del regime.

La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI/NCRI), ha condannato con forza l’esecuzione criminale di Shahram Sadeghi. Richiamando la crescente condanna internazionale dell’ondata di esecuzioni in Iran, ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare misure urgenti e concrete per costringere il regime iraniano a porre fine alle sue esecuzioni disumane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran

16 Agosto 2026