HomeNotizieResistenza IranianaIntervento di Giulio Terzi durante l’audizione alla Commissione Diritti Umani del Senato

Intervento di Giulio Terzi durante l’audizione alla Commissione Diritti Umani del Senato

Innanzitutto, vorrei ringraziare la presidente della commissione Pucciarelli e la presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana, la signora Rajavi, nonché i colleghi presenti, perché trovo questa audizione di oggi di straordinaria importanza. Non soltanto di straordinaria importanza perché l’Iran vive sempre più sprofondato nel baratro della violazione terribile dei diritti umani e delle atrocità che continua a commettere, in particolare contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo, ma anche per il fatto che da diversi mesi coinvolge l’intera comunità internazionale.

Ma la seconda importanza è perché oggi, in questa commissione, abbiamo modo di ascoltare la vera voce del popolo iraniano attraverso l’organizzazione e il vasto settore della società iraniana che si riconosce nel movimento della signora Rajavi; un movimento i cui membri, ricordo, fin dal loro insediamento a Camp Liberty e ancora a Camp Ashraf, sono stati riconosciuti dalle Nazioni Unite come individui soggetti a persecuzione politica, come in seguito tutti i gruppi che aderiscono alla resistenza in tutti i Paesi europei e in gran parte dei Paesi occidentali come gli Stati Uniti. Pertanto, questo è l’importanza e oserei dire la profondità storica delle questioni che ci ha illustrato oggi; e, conoscendo bene il movimento di resistenza iraniano che lei rappresenta, si deve prendere atto, per lo meno, che questo movimento è quello che più si incolla alle nozioni fondamentali di Stato di diritto e di difesa dei diritti umani che noi sosteniamo, e che la signora Rajavi ha ribadito oggi.

Pertanto, la mia domanda è: qual è la sua prospettiva? Qual è la sua valutazione e la sua visione sulla direzione che sta prendendo questo regime brutale? E cos’altro si può fare? In precedenza ha menzionato l’intensificarsi delle sanzioni contro il regime, ma quanto altro bisogna fare per garantire che la voce del popolo iraniano, attraverso i Mojahedin del Popolo, continui a essere aperta e libera in tutti le piazze del mondo libero, e non sia soggetta alle restrizioni chieste da un regime criminale?