
Innanzitutto, vorrei ringraziare la presidente della commissione Pucciarelli e la presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana, la signora Rajavi, nonché i colleghi presenti, perché trovo questa audizione di oggi di straordinaria importanza. Non soltanto di straordinaria importanza perché l’Iran vive sempre più sprofondato nel baratro della violazione terribile dei diritti umani e delle atrocità che continua a commettere, in particolare contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo, ma anche per il fatto che da diversi mesi coinvolge l’intera comunità internazionale.
Ma la seconda importanza è perché oggi, in questa commissione, abbiamo modo di ascoltare la vera voce del popolo iraniano attraverso l’organizzazione e il vasto settore della società iraniana che si riconosce nel movimento della signora Rajavi; un movimento i cui membri, ricordo, fin dal loro insediamento a Camp Liberty e ancora a Camp Ashraf, sono stati riconosciuti dalle Nazioni Unite come individui soggetti a persecuzione politica, come in seguito tutti i gruppi che aderiscono alla resistenza in tutti i Paesi europei e in gran parte dei Paesi occidentali come gli Stati Uniti. Pertanto, questo è l’importanza e oserei dire la profondità storica delle questioni che ci ha illustrato oggi; e, conoscendo bene il movimento di resistenza iraniano che lei rappresenta, si deve prendere atto, per lo meno, che questo movimento è quello che più si incolla alle nozioni fondamentali di Stato di diritto e di difesa dei diritti umani che noi sosteniamo, e che la signora Rajavi ha ribadito oggi.
Pertanto, la mia domanda è: qual è la sua prospettiva? Qual è la sua valutazione e la sua visione sulla direzione che sta prendendo questo regime brutale? E cos’altro si può fare? In precedenza ha menzionato l’intensificarsi delle sanzioni contro il regime, ma quanto altro bisogna fare per garantire che la voce del popolo iraniano, attraverso i Mojahedin del Popolo, continui a essere aperta e libera in tutti le piazze del mondo libero, e non sia soggetta alle restrizioni chieste da un regime criminale?
