
La maggioranza sia del Senato che della camera dei deputati italiano ha espresso il proprio sostegno al piano di transizione del CNRI verso un Iran democratico – luglio 2026
La maggioranza dei membri della Camera dei Deputati e del Senato italiani ha firmato una dichiarazione congiunta in cui condanna il crescente ricorso alle esecuzioni politiche da parte delle autorità iraniane ed esprime sostegno alla proposta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) per un governo provvisorio.
I firmatari hanno espresso profonda preoccupazione per le recenti esecuzioni di prigionieri politici collegati dalle autorità iraniane all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) o alla partecipazione a proteste a livello nazionale. Hanno rilevato che il capo della magistratura del regime ha chiesto un’accelerazione dell’esecuzione delle condanne a morte, descrivendo questo come una conferma dell’uso della pena capitale come strumento di repressione politica. I parlamentari hanno definito ingiustificabile il silenzio della comunità internazionale e hanno esortato le Nazioni Unite e gli Stati membri ad agire immediatamente per fermare le esecuzioni e proteggere i prigionieri politici.
La dichiarazione ha riconosciuto le proteste del popolo iraniano come prova della richiesta di una repubblica democratica che respinga sia l’attuale dittatura religiosa sia un ritorno alla monarchia. Ha accolto con favore l’iniziativa del CNRI di formare un governo provvisorio incaricato di organizzare elezioni libere entro sei mesi, sulla base del programma in dieci punti proposto da Maryam Rajavi. I parlamentari italiani hanno descritto il sostegno a questo programma e alla leadership della signora Rajavi come un passo necessario verso la democrazia, la stabilità e la pace regionale.
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Secondo il testo, il piano si concentra su elezioni libere ed eque, separazione tra religione e Stato, parità di genere, abolizione della pena di morte, tutela dei diritti delle minoranze e un Iran non nucleare impegnato in relazioni pacifiche. Le firme raccolte sono state consegnate in forma di libro alla signora Rajavi da parlamentari italiani, tra cui il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, il senatore Marco Scurria e il senatore Giulio Terzi.
La dichiarazione si inserisce in un più ampio contesto di attività del Parlamento europeo in merito alla situazione dei diritti umani in Iran e all’uso delle esecuzioni capitali contro gli oppositori politici. I parlamentari hanno affermato che il cambiamento politico in Iran dovrebbe essere guidato dal popolo iraniano attraverso mezzi democratici, piuttosto che mediante interventi militari stranieri, sostenendo che una transizione fondata su elezioni, diritti umani e Stato di diritto contribuirebbe a una maggiore stabilità in Iran e in tutto il Medio Oriente.
