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Iran: esecuzione di almeno 18 prigionieri il 31 maggio e il 1° giugno

NCRI

Esecuzione pubblica di un prigioniero a Rasht

La macchina delle esecuzioni e delle uccisioni del dittatore religioso al potere in Iran continua senza sosta; soltanto il 31 maggio e il 1° giugno, almeno 18 prigionieri sono stati mandati alla forca.

Domenica 31 maggio, 12 prigionieri sono stati impiccati. Tra questi figurano Parviz Valizadeh, 27 anni, a Zanjan; Aslan Amiri, 33 anni, ad Arak; e 10 prigionieri a Shiraz. Tra le vittime a Shiraz vi erano Saeed Dehghanzadeh, Borzou Mousavizadeh, 30 anni, Abbas Bayat, 30 anni, Ali Akbar Sarabi-Moghadam, Salar Sheikhi, 29 anni, tre compatrioti baluchi di nome Mohammad Osman Daneh-chin, Mohammad Sediq Baluchi e Qader Khodamoradi, nonché due cittadini afghani.

Lunedì 1° giugno sono stati giustiziati sei prigionieri. Oltre ai due giovani ribelli già segnalati in precedenza, le altre vittime sono Morteza Sadeghzadeh a Damghan, Hassan Tahmasebi e Kouhyar Abbasi a Qorveh, e Behnam Nemati, 38 anni, che è stato impiccato pubblicamente con estrema brutalità a Rasht.

La Resistenza iraniana invita l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il Consiglio dei Diritti Umani e tutti gli altri organismi competenti delle Nazioni Unite, nonché tutte le organizzazioni per i diritti umani, a condannare con decisione queste esecuzioni criminali.
Chiede inoltre che la continuazione e l’espansione delle relazioni con questo regime medievale siano subordinate alla cessazione delle esecuzioni e delle torture.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana

4 giugno 2026