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Il Senato italiano ascolta Maryam Rajavi sull’aumento delle esecuzioni in Iran e sollecita la responsabilità internazionale per i crimini del regime

On Thursday, July 31, Maryam Rajavi was heard by the Italian Senate’s Human Rights Committee

Giovedì 31 luglio Maryam Rajavi è stata ascoltata dalla Commissione per i Diritti Umani del Senato italiano
La Commissione per i Diritti Umani del Senato italiano ha tenuto un’udienza speciale il 31 luglio 2025, ospitando la signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI). Nella sessione, presieduta dalla senatrice Stefania Pucciarelli, la signora Rajavi ha testimoniato sulla crescente crisi dei diritti umani in Iran, segnata da un’ondata di esecuzioni e da una brutale repressione, e ha chiesto un’azione internazionale decisa per portare il regime dei mullah a rispondere alla giustizia. All’udienza hanno partecipato eminenti parlamentari italiani che hanno espresso la loro solidarietà alla lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia.
Nella sua esaustiva testimonianza, la signora Rajavi ha dipinto un quadro fosco della situazione attuale in Iran, dove il regime ricorre sempre più alla violenza per rimanere aggrappato al potere. Ha iniziato rendendo omaggio a Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani, due membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK), che pochi giorni prima erano stati giustiziati dopo tre anni di torture, evidenziando il loro fermo rifiuto di abbandonare i propri ideali. Indicando la portata della crisi, ha rivelato che nell’anno trascorso dall’assunzione della presidenza da parte di Masoud Pezeshkian il regime ha eseguito circa 1.500 condanne a morte. Questa intensificazione della repressione, ha sostenuto, è un segno della disperazione del regime, che si avvicina alla caduta.
La signora Rajavi ha affermato che la strategia di sopravvivenza del regime si basa sia sull’oppressione interna che sulla belligeranza, collegando le violazioni dei diritti umani all’esportazione del terrorismo e al progetto di acquisire armi nucleari. Ha rivolto un appello diretto ai governi europei affinché prendano una posizione ferma, affermando: “I governi europei devono subordinare le loro relazioni con questo regime alla cessazione delle esecuzioni”. Ha inoltre chiesto che la comunità internazionale chiami a rispondere i mandanti di decenni di atrocità, tra le quali il massacro dei prigionieri politici del 1988 e la violenta repressione delle recenti rivolte. “La prima persona che deve essere chiamata a rispondere delle proprie azioni è Ali Khamenei, la ‘Guida Suprema’ del regime. Deve affrontare la giustizia”, ha dichiarato la signora Rajavi, esortando l’Italia, pioniera nell’abolizione della pena di morte, a guidare questo impegno.

L’udienza è stata caratterizzata da dichiarazioni incisive da parte dei senatori italiani, che hanno condannato le azioni del regime iraniano e hanno ribadito il loro incrollabile sostegno alla causa dei diritti umani e della democrazia in Iran.

Senatrice Stefania Pucciarelli, Presidente della Commissione per i Diritti Umani

Nel suo discorso di apertura, la senatrice Stefania Pucciarelli ha dato il benvenuto alla signora Rajavi e alla sua delegazione, sottolineando l’attenzione che da tempo la Commissione dedica alla situazione dei diritti umani in Iran.
La senatrice Pucciarelli ha ribadito che “il rispetto dei diritti umani in Iran è tra le priorità della Commissione” e ha espresso la sua solidarietà al popolo iraniano e in particolare alle donne iraniane, “che soffrono a causa del regime e da troppo tempo”. Ha assicurato alla delegazione l’impegno attivo dell’Italia, affermando: “Anche attraverso il lavoro di questa Commissione, cerchiamo di far progredire la tutela dei diritti umani ovunque vengano violati. Come avete giustamente osservato, in questo caso è la vita stessa ad essere violata, pertanto [esprimo] massimo sostegno a tutti voi”.

Senatrice Gisella Naturale

La senatrice Gisella Naturale del Movimento 5 Stelle ha fatto eco all’espressione di sostegno, ringraziando la signora Rajavi per la sua incisiva presentazione, che a suo parere ha fatto percepire le atrocità del regime “quasi fisicamente”. Ha ribadito l’impegno del suo partito e della Commissione nella lotta del popolo iraniano per i diritti umani universali, che ha descritto come una “battaglia difficile”.
La senatrice Naturale si è impegnata a contribuire ad amplificare la voce della Resistenza iraniana sulla scena mondiale. “Continuiamo a offrirvi il nostro sostegno, il nostro desiderio di darvi voce, perché è necessario ampliare il vostro impegno e la vostra azione in Iran, che è fondamentale lì, sul territorio iraniano”, ha dichiarato. Accogliendo l’appello della signora Rajavi a un’azione globale, ha aggiunto: “Come avete giustamente richiesto, [è necessaria] un’iniziativa internazionale contro ogni forma di dittatura, compresa quella in Iran. E noi, come Commissione per i Diritti Umani e non solo, ma anche come senatori, e io come rappresentante del Movimento 5 Stelle, [riaffermiamo] tutta la nostra costante vicinanza e il nostro sostegno, e continueremo su questa strada”.

Senatore Giulio Terzi, ex ministro degli Esteri italiano

Il senatore Giulio Terzi ha fornito un’analisi approfondita del panorama geopolitico, inquadrando la lotta della Resistenza iraniana come centrale nella lotta globale per la libertà. Ha ringraziato la signora Rajavi per l’evento che ha definito “importantissimo” e ha indicato la necessità di un “sostegno internazionale crescente e sempre più forte” da parte delle nazioni libere e democratiche.
Il senatore Terzi ha elogiato il CNRI per la sua chiara visione democratica, descrivendolo come “una resistenza molto ampia, vasta e radicata; una resistenza che non vuole restaurare una monarchia oppressiva, ma realizzare un nuovo Iran di democrazia e certezza, non solo di speranza”. Ha affermato che questo movimento “sta guadagnando, su un’onda crescente, consenso e successo”.

Tracciando un parallelo storico, il senatore Terzi ha ricordato il massacro del 1988, osservando che, mentre l’instabilità del regime portò allora a violenze estreme, le condizioni attuali sono “completamente diverse”. Ha sostenuto che, a differenza del 1988, oggi il regime è fondamentalmente più debole e “non più in grado di difendersi”. Ha evidenziato il potere sempre minore dei suoi rappresentanti terroristici, descrivendoli come “in perdita di armi, in perdita di tentacoli e quasi completamente tagliati fuori da quell’orrenda piovra genocida che si trova a Teheran”.
Inoltre, il senatore Terzi ha riconosciuto alla Resistenza iraniana il ruolo cruciale svolto negli ultimi due decenni nello smascherare il programma nucleare clandestino del regime. “Una buona parte del mondo, direi il mondo libero, si è resa conto negli ultimi 20 anni di quanto debba alla Resistenza iraniana per la scoperta, la denuncia, le prove che sono state portate dal 2002 a oggi su un folle, illegale e del tutto inaccettabile programma nucleare militare dell’Iran”, ha affermato.
Nelle sue osservazioni conclusive, il senatore Terzi ha offerto un messaggio di deciso ottimismo. Ha sostenuto che, nonostante le ardue sfide, la strada da percorrere è più chiara e sicura che in passato. “Siamo su una strada più sicura”, ha affermato. “Siamo in vista di un Iran diverso, in una situazione che credo sia molto più avanzata di quella che abbiamo vissuto negli ultimi anni”. Ha concluso indicando la necessità di “una grande determinazione politica da parte dell’Europa e dei popoli liberi” per sostenere la causa di un Iran libero, affermando che tale sostegno è in ultima analisi “a beneficio di tutti, nel nostro interesse”.