HomeNotizieIran NewsL'economia iraniana crolla dalla tavola alle tipografie

L’economia iraniana crolla dalla tavola alle tipografie

Over the past week, the price of bread increased by 52% and has turned into an expensive commodity

La presidenza di Masoud Pezeshkian non ha fatto nulla per fermare il declino economico sistemico che attanaglia l’Iran. Al contrario, la sua amministrazione sta presiedendo, e spesso giustificando, una crisi sempre più profonda che sta rendendo insostenibile la sopravvivenza di base per milioni di persone.
In tutto il Paese, il costo dei beni essenziali, da un filone di pane a un biglietto dell’autobus a una risma di carta, sta aumentando in modo incontrollato, rivelando che la cattiva gestione cronica e la corruzione del regime, non il volto nel palazzo presidenziale, sono la causa principale delle sofferenze della nazione.

Un filone di pane diventa un lusso
I beni di prima necessità sono ormai fuori dalla portata di molti. Nella capitale, Teheran, il prezzo ufficiale di una tipica focaccia “Barbari” è fissato a 3.500 toman, ma per strada può arrivare a 7.000 toman. Questo raddoppio di fatto dei prezzi nella capitale segue gli aumenti ufficiali già attuati in province come Qom, Khorasan Razavi, Hamedan e Gilan. Il regime non riesce nemmeno a controllare il prezzo del pane.
Nel frattempo, il ministro dell’Agricoltura di Pezeshkian, Gholamreza Nouri Qezeljeh, ha già annunciato la resa del governo sull’aumento dei costi alimentari. Riguardo al prezzo della carne rossa, ha dichiarato senza mezzi termini: “Dobbiamo accettare che la carne rossa non raggiungerà mai il prezzo del pollo. La carne rossa è carne rossa e, naturalmente, il suo prezzo è più alto… Non ci si può aspettare che il produttore offra sussidi di tasca propria”. Questa è una chiara dichiarazione che il popolo iraniano non dovrebbe aspettarsi alcun sollievo.

Il crollo del trasporto pubblico
Anche la possibilità di viaggiare, essenziale per il lavoro e la vita familiare, sta venendo smantellata. I biglietti degli autobus interurbani, una linfa vitale per gli iraniani della classe operaia e media, sono aumentati di un incredibile 80% in un solo anno, mentre i salari sono rimasti molto indietro, con un aumento massimo di circa il 30%. La disparità è chiaramente illustrata sulla tratta ad alto traffico tra Teheran e Isfahan. Un biglietto di sola andata che costava 260.000 toman nell’estate del 2024 costa circa 470.000 toman nel luglio 2025. Per una famiglia di quattro persone senza auto, un semplice viaggio di andata e ritorno costa ora quasi 4 milioni di toman solo per il biglietto dell’autobus.
Questa crisi è il risultato diretto della negligenza industriale del regime. In soli quattro anni, la flotta nazionale di autobus interurbani è crollata da 16.500 veicoli a soli 5.000. Contemporaneamente, il prezzo di un singolo autobus nuovo è esploso da 1,5 miliardi a 33 miliardi di toman.

La tassa sul pensiero: strangolamento della cultura e della conoscenza
Il fallimento economico del regime si estende ora a un attacco all’intelletto e alla cultura. Il prezzo della carta è aumentato di cinque volte negli ultimi cinque anni, con una singola risma che ha raggiunto 1,6 milioni di toman all’inizio di luglio 2025. Questa inflazione minaccia direttamente l’industria editoriale, rendendo i libri un lusso e riducendo l’accesso alla conoscenza. La crisi affonda le sue radici nelle politiche fallimentari del regime, poiché l’Iran continua a dipendere dai mercati esteri per il 70% del suo approvvigionamento di carta.

Le crisi nei panifici, nelle stazioni degli autobus e nelle case editrici iraniane non sono episodi isolati. Sono sintomi interconnessi di un’unica malattia terminale: un regime clericale corrotto e incompetente. Sotto questo sistema, agli iraniani viene detto di accettare il loro impoverimento, sono intrappolati nelle loro città e tagliati fuori dal mondo delle idee. I fatti dimostrano che, a prescindere da chi detenga il titolo di presidente, la traiettoria della nazione rimane in declino. La sofferenza del popolo iraniano è una conseguenza diretta e inevitabile di questo sistema, e solo un suo cambiamento radicale può aprire la strada alla ripresa e alla libertà.