
In un incontro significativo tenutosi a Berlino giovedì 14 dicembre, esponenti di primo piano del Parlamento Federale (Bundestag) e dei lander della Germania, personaggi politici, difensori dei diritti umani e membri della diaspora iraniana hanno affrontato questioni urgenti riguardanti l’Iran. La conferenza ha avuto partecipanti illustri, tra i quali l’ex presidente del Parlamento Federale tedesco, la professoressa Rita Süssmuth, e altre figure influenti.
Tra gli illustri relatori che hanno preso la parola alla conferenza figurano politici di spicco come il dottor Franz Josef Jung, ex Ministro della Difesa tedesco; l’ex deputato dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) Leo Dautzenberg, co-presidente del Comitato tedesco di solidarietà per un Iran libero; Carsten Müller, membro della Commissione Affari Legali del Bundestag, della CDU; Ingo Bodtke, membro del Bundestag, del Partito Democratico Libero (FDP); Erhard Grundl, membro del Bundestag, dell’Alleanza 90 / I Verdi; Christoph de Vries, membro della Commissione Affari Interni e Comunità e del Comitato di sorveglianza del Bundestag, della CDU; Katja Adler, membro del Bundestag per il Partito Democratico Libero (FDP); Diana Stöcker, membro della Commissione Sanità, membro supplente della Commissione Istruzione e Ricerca e segretaria del Bundestag, della CDU; Martin Patzelt, ex membro del Bundestag, ex sindaco di Francoforte sul Meno e copresidente del Comitato tedesco di solidarietà per un Iran libero; e Christian Zimmermann, segretario del Comitato.
Tra i relatori c’erano anche rappresentanti del Consiglio Nazionale della Desistenza dell’Iran (CNRI) e membri della diaspora iraniana. In particolare, la conferenza si è aperta con le osservazioni online della signora Maryam Rajavi, che hanno impostato le discussioni su questioni cruciali legate all’Iran.
La signora Rajavi ha detto: “40 anni di condiscendenza con questo regime sono stati il fattore significativo che ha contribuito alla guerra e all’instabilità nella regione. Per evitare di ripetere gli errori del passato, è fondamentale attuare una ferma politica contro il regime e sostenere gli sforzi del popolo iraniano e della Resistenza per porvi fine”.
“Nel corso degli anni di lotta contro il regime misogino dei mullah, siamo riusciti a realizzare l’uguaglianza delle donne nel nostro movimento. Il 56% dei membri del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran sono donne. Il Consiglio centrale dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo è composto da 1.000 donne. Provengono da tutte le parti della società e hanno più di 40 anni di esperienza nella lotta. Sono una fonte di speranza e ispirazione per le donne iraniane.”
“In soli due mesi dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, in Iran sono stati giustiziati 230 prigionieri. Le politiche occidentali non sono riuscite a fermare tali gravi violazioni dei diritti umani o a impedire l’ingerenza del regime nella regione. In pratica, per la maggior parte del tempo hanno addirittura aiutato il regime.”
“I servizi di intelligence europei, in particolare in Germania, hanno ripetutamente indicato che gli obiettivi primari del regime iraniano in Europa sono il Consiglio Nazionale della Resistenza (CNRI) e l’OMPI. Gli agenti del regime raccolgono informazioni e portano avanti campagne di disinformazione contro la Resistenza iraniana. La polizia tedesca ha trovato numerosi quaderni nell’auto del diplomatico terrorista del regime Assadollah Assadi. Uno di questi quaderni, noto come quaderno verde, conteneva 289 indirizzi di appuntamenti con agenti del regime in vari Paesi, metà dei quali in Germania. Assadi ne ha pagati molti. Sfortunatamente questi quaderni non sono mai stati resi pubblici. Recentemente è stata scoperta una rete di infiltrati del regime negli Stati Uniti e in Europa.”
La signora Rajavi ha chiesto un’azione internazionale urgente, con la designazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) come organizzazione terroristica, l’attivazione del meccanismo di riattivazione delle sanzioni nella risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza per garantire la piena attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite sui progetti nucleari del regime, la dichiarazione che il regime iraniano è una minaccia imminente alla pace e alla sicurezza globali ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite e il riconoscimento della lotta del popolo iraniano per rovesciare il regime, evidenziando la coraggiosa lotta dei giovani iraniani contro il terrorista IRGC.
Conference In Berlin: #HumanRights in #Iran and Peace in the Region, Flipsides of a Coin
The West’s policy of silence and inaction has enabled the clerical regime t0 create more disasters.
During the invasion of Iraq, the country opened its gates to the terrorist Quds Force.… pic.twitter.com/NMj0CTrcpr— Maryam Rajavi (@Maryam_Rajavi) December 14, 2023
Moderando la conferenza, Carsten Müller ha pronunciato un discorso esprimendo profonda preoccupazione per l’inadeguatezza delle politiche occidentali e tedesche nei confronti di Teheran. Indicando l’urgenza di un maggiore sostegno internazionale alla Resistenza iraniana, Müller ha citato un libro contenente le firme di oltre 500 rappresentanti di tutti i partiti nei lander tedeschi e nel Parlamento Federale. Nel suo intervento ha anche attirato l’attenzione sulle insidiose tattiche di infiltrazione impiegate dal regime iraniano, citando un rapporto sulla sua rete di influenza nella politica europea.
Riferendosi ai recenti dibattiti del Bundestag sulla soppressione della libertà in Iran, Müller ha evidenziato l’importanza di sforzi congiunti al di là dei confini dei partiti e delle fazioni per affrontare efficacemente le molteplici questioni che affliggono il popolo iraniano.
Leo Dautzenberg ha indicato le questioni cruciali relative ai diritti umani e alla libertà in Iran, e ha anche fatto luce sul ruolo distruttivo del regime dei mullah nel conflitto in Medio Oriente e sulle sue ripercussioni sui cittadini europei. Ha inoltre ricordato gli sforzi intensificati del regime per reprimere l’opposizione iraniana sul suolo europeo, impiegando la manipolazione della giustizia e la creazione di documenti falsi per istigare il terrore contro i dissidenti all’estero. Dautzenberg ha parlato del processo farsa in corso, orchestrato dal sistema giudiziario arbitrario in Iran, contro 104 importanti esponenti dell’opposizione iraniana in contumacia, membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK).
Esprimendo preoccupazione per i rinnovati tentativi di criminalizzazione dei membri del MEK, Dautzenberg ha notato le potenziali implicazioni per future persecuzioni e nuovi attacchi terroristici contro i rifugiati iraniani in Europa. Ha evidenziato il ruolo della Resistenza organizzata contro il regime iraniano, guidata dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, dall’OMPI e dalle sue Unità di Resistenza all’interno dell’Iran.
Dautzenberg ha ricordato al pubblico il desiderio di democrazia del popolo iraniano, un sentimento espresso con rivolte dal 2017 al 2022, che purtroppo non ha avuto un sostegno sufficiente da parte dell’Occidente a causa di fattori quali ignoranza, fissazione sull’accordo nucleare e interessi economici.
Indicando un problema fondamentale, Dautzenberg ha criticato i governi occidentali per essersi circondati di presunti “esperti iraniani” che diffondono narrazioni sulla stabilità del regime iraniano nonostante i suoi crimini e respingono alternative praticabili, citando il Piano in Dieci Punti della presidente-eletta del CNRI Maryam Rajavi.
Nel suo intervento alla conferenza di Berlino, Rita Süssmuth ha espresso la propria ammirazione per l’impegno della signora Rajavi a favore dell’uguaglianza e dei diritti umani in Iran.
L’ex presidente del Bundestag, riconoscendo il numeroso pubblico, ha ricordato ai presenti gli ostacoli iniziali incontrati da lei stessa e da un piccolo gruppo che sosteneva il cambiamento in opposizione alla posizione del governo nei confronti del regime iraniano. Ha indicato l’importanza di superare il silenzio con coraggio; ha espresso soddisfazione per il crescente sostegno parlamentare e ha elogiato la signora Rajavi per il suo coraggio e il suo approccio proattivo. Ha inoltre evidenziato l’impatto delle azioni della signora Rajavi in Germania e in tutta Europa.
Conference In #Berlin: #HumanRights in Iran and Peace in the Region, Flipsides of a Coin pic.twitter.com/QWTjGzWPFE
— Maryam Rajavi (@Maryam_Rajavi) December 14, 2023
Facendo riferimento al libro di Maryam Rajavi sull’eguaglianza, la signora Süssmuth ha incoraggiato il pubblico a comprendere i progressi incrementali raggiunti e l’importanza di mantenere la visione per un futuro migliore.
Nel suo intervento, Ingo Bodtke, membro del Bundestag, ha indicato la necessità di parlare apertamente e di prendere posizione contro l’ingiustizia. Ha espresso il proprio orgoglio di far parte della causa, sottolineando che è fondamentale essere solidali e sostenere coloro che sono in prima linea nella lotta contro l’ingiustizia.
Citando il regime iraniano, Bodtke ha tratto spunto dalla sua esperienza personale nella Germania dell’Est, ha paragonato i regimi oppressivi e ha affermato l’importanza di non permettere a nessun regime che reprime coloro che hanno pensieri diversi di giustificare la propria esistenza. Tracciando parallelismi con le paure e le incertezze durante l’era del Muro di Berlino, ha espresso solidarietà al popolo iraniano e alla sua lotta per la giustizia.
In conclusione, il parlamentare ha ribadito la responsabilità della comunità internazionale, in particolare della Germania, di sostenere la causa della giustizia in Iran e di essere solidale con coloro che lottano per i propri diritti.
La deputata Katja Adler ha dichiarato il suo sostegno alla Resistenza iraniana, evidenziando la correlazione tra diritti umani e diritti delle donne. Riferendosi alla recente crescita di rilevanza della Resistenza iraniana, Adler ha indicato la necessità di concentrarsi sulle sue attività. Esprimendo un forte impegno a sostenere la Resistenza per la libertà e la democrazia, si è impegnata a portare avanti le discussioni volte a classificare il regime dei mullah come organizzazione terroristica. Ha ricordato il senso di questa designazione alla luce delle azioni del regime e del suo impatto sul conflitto in Medio Oriente.
Katja Adler ha concluso indicando l’importanza fondamentale dell’instaurazione della democrazia in Iran per raggiungere la pace in Medio Oriente. Si è impegnata a continuare a sostenere questi principi e ha ringraziato Maryam Rajavi per il suo coraggio e la sua leadership.
Intervenendo all’incontro di Berlino, Diana Stöcker ha espresso profonda preoccupazione per il recente rapporto di Amnesty International che descrive nei dettagli la violenza sessuale sui manifestanti durante le proteste del 2022 in Iran. Stöcker ha evidenziato la realtà allarmante che chiunque si opponga al regime potrebbe diventare vittima di gravi abusi, sottolineando il carattere indiscriminato di tale persecuzione.
La parlamentare tedesca ha espresso il suo impegno a dare voce ai prigionieri politici in Iran, esortando la comunità internazionale a denunciare il regime per le sue gravi violazioni dei diritti umani. Ha condannato l’invito che era stato rivolto dal Global Refugee Forum delle Nazioni Unite a Ebrahim Raisi, presidente del regime iraniano, citando il suo coinvolgimento nell’esecuzione di massa di prigionieri politici del 1988 e criticando il ruolo del regime nell’esacerbare la crisi dei rifugiati provenienti dall’Iran e dalla Siria a causa dei crimini di guerra. Stöcker ha plaudito all’annullamento della partecipazione di Raisi, attribuendola agli sforzi congiunti di attivisti per i diritti umani, figure di spicco e colleghi parlamentari di tutto il mondo.
La deputata Diana Stöcker ha concluso indicando il CNRI come alternativa democratica all’attuale regime, sostenendo il Piano in Dieci Punti delineato dalla sua presidente-eletta Maryam Rajavi. Ha affermato che il sostegno al CNRI dà speranza agli iraniani e rafforza l’impegno globale per un Iran libero e democratico.
Nel suo discorso, Franz-Josef Jung ha espresso profonda preoccupazione per il palese disprezzo dei diritti umani da parte del regime iraniano. Ricordando la Giornata internazionale dei diritti umani del 10 dicembre, Jung ha reso omaggio alle 120.000 vittime giustiziate dal regime sin dalla sua istituzione. Ha affermato che l’esecuzione di oltre 700 persone solo nell’ultimo anno è un chiaro esempio della spietata repressione da parte del regime.
Identificando i tentativi del regime iraniano di esportare il terrorismo e il fondamentalismo come segni di debolezza, Jung ha evidenziato la paura del regime per l’opposizione sia interna che internazionale e ha ricordato che il regime, in un processo orchestrato, sta attualmente perseguendo 104 membri della Resistenza iraniana, tutti residenti in Paesi europei.
Inoltre, l’ex ministro della Difesa tedesco ha espresso allarme per la massiccia campagna di disinformazione del regime contro il CNRI. Ha indicato la necessità che le istituzioni e i media europei respingano la propaganda del regime e ha auspicato una riconsiderazione della politica dell’Unione Europea nei confronti dell’Iran. Jung ha chiesto una posizione ferma, compresa l’imposizione di sanzioni, per contrastare le violazioni dei diritti umani e la disinformazione da parte del regime.
Sostenendo l’alternativa democratica presentata dal CNRI, Jung ha approvato il Piano in Dieci Punti delineato da Maryam Rajavi, considerandolo una solida base per un Iran democratico. Ha sollecitato una rivalutazione della politica dell’UE, affermando che un Iran democratico è fondamentale per la pace, la sicurezza e la stabilità regionali e globali.
Martin Patzelt ha tenuto un discorso accorato, testimoniando le lotte affrontate dal popolo iraniano sotto il regime oppressivo. Evidenziando il parallelismo tra le strutture totalitarie della Germania dell’Est e il regime iraniano, l’ex sindaco di Francoforte ha espresso preoccupazione per l’impatto duraturo della disinformazione e degli attacchi mirati contro la Resistenza iraniana all’interno di nazioni democratiche come la Germania. Riflettendo sui suoi otto anni come membro del Bundestag, ha ricordato le sfide affrontate nel contrastare le false narrazioni circolate contro il CNRI.
Avendo visitato Ashraf e partecipato a riunioni a Parigi, ha attestato la sua valutazione critica delle accuse mosse contro la Resistenza iraniana. Ha respinto le affermazioni secondo cui il movimento sarebbe una setta con intenzioni comuniste e ha affermato il suo sostegno a un’organizzazione che ha a cuore la democrazia come alternativa al governo autoritario.
Esprimendo la profonda speranza di poter assistere ad un Iran libero nel corso della propria vita, Patzelt ha reso omaggio al coraggio degli iraniani che continuano a opporsi alle misure oppressive, in particolare delle donne che rischiano il carcere sfidando codici di abbigliamento arcaici. Riconoscendo i sacrifici compiuti da coloro che difendono la libertà, ha esortato la Germania e l’Europa a riconoscere la verità e a resistere dal cadere preda delle campagne di disinformazione.
L’ex sindaco ha raccomandato un libro del quale è coautore, volto a sfatare miti e pregiudizi prevalenti contro la Resistenza iraniana. Incoraggiando tutti a impegnarsi direttamente con i membri del movimento, Patzelt ha concluso descrivendo un’immagine di iraniani che, motivati dall’amore per la loro cultura e il loro popolo, lottano per un futuro in cui possano avere le libertà che si hanno in Germania.
Il deputato Erhard Grundl ha indicato nella conferenza l’importanza di un’ampia base politica. In qualità di portavoce della politica culturale e mediatica del suo gruppo parlamentare, ha condannato il regime oppressivo dei mullah, attribuendogli le sofferenze non solo all’interno dell’Iran ma anche oltre i suoi confini. Riflettendo sulla propria esperienza durante la dittatura dello scià, ha notato come le successive speranze di miglioramento siano state deluse.
Riferendosi al recente conflitto in Medio Oriente, Grundl ha collegato i fili del terrorismo, indicando la necessità di discutere su questioni come l’inclusione dell’IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche. Impegnandosi ad affrontare le sfide poste da queste, ha promesso solidarietà alle persone colpite, sia in Iran che nel resto del mondo. Ha concluso affermando il proprio impegno nel favorire il dialogo e nella ricerca di soluzioni alle pressanti preoccupazioni internazionali.
