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Iran – Norme di legge e lascito di condiscendenza

Commento della Lega americana per un Iran democratico

In un altro colpo alla politica di condiscendenza nei confronti del regime degli ayatollah, che promuovono il terrore, la Commissione di Appello delle Organizzazioni Proscritte (Proscribed Organisations Appeals Commission-POAC) ha confermato oggi la sua ordinanza del 30 Novembre, con la quale richiedeva la rimozione, dall’elenco delle organizzazioni terroristiche, del principale gruppo di opposizione iraniano, il “Mojahedin del Popolo ”. La POAC è riuscita così ad annullare il ricorso da parte del governo del Regno Unito che sta cercando insensatamente di proteggere un deplorevole lascito dell’ex ministro degli Esteri britannico Jack Straw.

L’ordinanza della POAC segue una simile sentenza, dell’anno scorso, della seconda più alta corte dell’Unione Europea, che ha contestato la decisione dell’Unione Europea di mettere il PMOI sulla lista nera europea del terrore. L’ordinanza ha annullato la decisione dell’ Unione Europea di congelare le attività europee del gruppo.

Nel mese di ottobre 1997, il Dipartimento di Stato americano aveva incluso il PMOI nella lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere (Foreign Terrorist Organization-FTO) nel tentativo di effettuare una politica di riavvicinamento con il regime iraniano "quale gesto di buona volontà"; una mossa che è stata ritenuta "Un buon affare "dal governo di Khatami . “Vecchi diplomatici dell’amministrazione Clinton hanno ammesso che il PMOI "figurava perlopiù come un  moneta di scambio nello sforzo di costruire di un ponte con Teheran".

L’ordinanza del Regno Unito è stata presentata quando stava calando il frettoloso e precipitoso esultare da parte dei conciliatori di Teheran a seguito del rilascio, della scorsa settimana a Washington,  della relazione  del Dipartimento Nazionale delle Informazioni Segrete(National Intelligence Estimate-NIE) sul programma nucleare iraniano e sta gradualmente emergendo una più sobria valutazione del NIE e delle sue implicazioni politiche.

Ora che la montatura della NIE su un imminente attacco militare sui siti nucleari iraniani è ‘evaporata’ ed è ormai universalmente accertato che tale versione non è più plausibile – e che in realtà non lo è mai stata – e considerato il totale fallimento del tentativo “lasciateci-parlare-con-gli- ayatollah-al-fine-di-chiarire-ogni-cosa”, è venuto il momento per pensare e fare politica in modo serio, realistico, e fuori dai canoni (es. quelli di opzioni militari contro la conciliazione).

Il fatto che, l’irriformabile, teocratica natura del regime iraniano in auge, è alla radice del comportamento di Teheran, dovrebbe essere il punto di partenza per qualsiasi nuovo modo di pensare. Il desiderio del popolo iraniano per un cambiamento democratico deve essere ascoltato e sostenuto. Si sono visti di nuovo questa settimana migliaia di studenti che gridavano "morte alla dittatore", e "abbasso il governo corrotto e senza legge".

Ed è in questo contesto che la rimozione di tutti i divieti e le restrizioni nei confronti delle forze di opposizione democratica iraniane diventa il presupposto per la realizzazione del cambiamento democratico in Iran. Una migliore programmazione su “Voice of America” e “Radio Farda” è senz’altro positiva, ma non è il principale problema del movimento democratico. Né lo è la mancanza di cellulari e di computer portatili. Ma lo è, aver messo i  freni al più potente ed efficace movimento di opposizione, il PMOI, inserendolo nella lista nera. Ed alla luce di ampie motivazioni giuridiche, politiche ed etiche per cancellare l’iscrizione nella lista nera dei Mojahedin del Popolo Iraniano, l’amministrazione dovrebbe riesaminare la propria valutazione del gruppo e togliere loro l’etichetta di terrorista. Consentendo così l’avanzata del cambiamento democratico in Iran. (USADI)