Discorso di Maryam Rajavi , La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Villepinte – 30 giugno 2007 – Prima parte
CNRI – la scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia. È per loro che Satarkhan, il nostro eroe nazionale, si è battuto nel 1908. È stata la grande speranza di Mossadeq negli anni 50. Ed è lobiettivo finale della resistenza creata da Massoud Rajavi. Non abbasseremo le braccia finchè non lavremo ottenuta. ha dichiarato Maryam Rajavi davanti a 50.000 iraniani venuti ad ascoltarla al Parco delle Esposizioni di Villepinte nella parte nord di Parigi domenica 30 giugno. La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha puntato il dito contro
i partigiani dellaccondiscendenza che ostacolano il cambiamento democratico in Iran. Ha anche reso omaggio al sostegno degli iracheni e alla solidarietà dei francesi, prima di cominciare a descrivere lIran libero di domani.
Discorso di Maryam Rajavi , La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Villepinte – 30 giugno 2007 – Prima parte
CNRI – la scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia. È per loro che Satarkhan, il nostro eroe nazionale, si è battuto nel 1908. È stata la grande speranza di Mossadeq negli anni 50. Ed è lobiettivo finale della resistenza creata da Massoud Rajavi. Non abbasseremo le braccia finchè non lavremo ottenuta. ha dichiarato Maryam Rajavi davanti a 50.000 iraniani venuti ad ascoltarla al Parco delle Esposizioni di Villepinte nella parte nord di Parigi domenica 30 giugno. La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha puntato il dito contro
i partigiani dellaccondiscendenza che ostacolano il cambiamento democratico in Iran. Ha anche reso omaggio al sostegno degli iracheni e alla solidarietà dei francesi, prima di cominciare a descrivere lIran libero di domani.
Verso la vittoria
Saluto il popolo iraniano e il suo ammirevole sommosse popolari di questi ultimi giorni. Saluto la gioventù esasperata che, a causa del razionamento della benzina, ha innescato uninsurrezione generale. Porgo i miei saluti a Téhéran, Yassoudj, Ahwaz, Tabriz, Chiraz, Ilam, Gorgan e a tutto lIran. Saluto e rendo omaggio a tutti quelli che hanno preso parte alle sommosse.
In nome di Dio
In nome dellIran
In nome della Libertà
Saluto la grande nazione iraniana che si è alzata in piedi per rovesciare la dittatura religiosa.
Saluto Ashraf, la città della perseveranza, simbolo della volontà di liberazione.
Saluto ogni iraniano innamorato della libertà e della sovranità popolare dell Iran.
E saluto tutti voi che siete venuti dai quattro angoli del mondo per mostrare la determinazione del popolo iraniano a rovesciare il regime dei mullah.
Siamo riuniti qui per far ascoltare al mondo la voce di 70 milioni di iraniani che gridano che che il tempo dei mullah è terminato. Un Iran libero e democratico si sta sollevando.
In nome dei miei compatrioti ringrazio i parlamentari, le personalità politiche, i difensori della pace e dei diritti delluomo venuti da diversi paesi del mondo per sostenere la popolazione iraniana.
La situazione in Iran
Miei cari compatrioti,
Il fracasso provocato dai mullah nella loro corsa allarma atomica, il sibilo stridente delle loro bombe che dilaniano lIraq e le urla di paura e di terrore che invadono il paese, non sono la vera voce dellIran.
La voce dellIran risuona attraverso gli slogan dei giovani mujahedin e dei militanti che durante le sollevazioni contro il razionamento della benzina gridano : morte al dittatore.
La voce dellIran sono le grida delle donne coraggiose, che, con il volto coperto di sangue,
sfidano i pasdaran (i guardiani della rivoluzione) in questi ultimi mesi che sconvolgono il
mondo.
La voce dellIran è la voce di Elham, la ragazzina di dieci anni presente al raggruppamento degli insegnanti che protestavano a Teheran, che parla del padre in prigione facendo piangere migliaia di insegnanti. Il grido dellIran è il grido degli operai che il primo maggio scandivano : non vogliamo il nucleare, vogliamo di che vivere e il lavoro e il futuro, è un nostro diritto inalienabile.
La voce dellIran, sono le pulsazioni dei cuori oppressi dei 71 adolescenti condannati a morte.
La voce dellIran sono i lamenti delle madri curde e baluche e delle donne arabe del Khouzistan che piangono la morte dei loro figli impiccati in questi ultimi mesi nelle strade di Sanandaj, Zahedan e Ahwaz.
La voce dellIran sono gli slogan degli studenti del politecnico e delle università di tutto il paese che gridano: morte al dittatore!
La voce dellIran sono le urla di dolore nelle stanze delle torture: sono ancora viva! La mia voce non si è spenta, ho rotto il silenzio di migliaia nella sezione 209
La voce dellIran è il boato dei Mujahedin della libertà che dalla città di Ashraf incitano gli iraniani a sollevarsi per a libertà.
E noi, oggi, ci uniamo agli iraniani insorti e con ununica voce gridiamo che bisogna rovesciare i mullah e riportare la libertà e la sovranità popolare.
Si, è questa la voce dellIran.
La sollevazione di giugno
Miei cari compatrioti,
Il sollevamento generale del 26 e del 27 giugno innescato dalla crisi della benzina, mostra il vero volto di una società esasperata sullorlo dellesplosione. Questo sollevamento è la testimonianza più oggettiva e più chiara delle ardenti rivendicazioni degli iraniani. Gli iraniani vogliono rovesciare il regime dei mullah.
Le grida di : morte ad Ahmadinejad che sono immediatamente risuonate per le strade di Teheran, le accuse coraggiose degli insorti contro i centri di potere e il panico che si è impossessato del regime, tutto dimostra che questo è molto di più di una crisi economica. Si tratta di una crisi che segna la fase finale del regime e la sua distruzione.
Coprifuoco, arresti di centinaia di persone, morti e feriti tra i giovani; questa è stata la risposta del regime. La guida suprema dei mullah ha ordinato di agire in maniera esemplare. Ma quello che è esemplare è la sconfitta cocente che la sollevazione popolare sta per infliggere ai mullah e ai loro alleati.
In unora, il voler spartire con la popolazione le rendite petrolifere ( pura demagogia !) si è dissolto. Tutti gli slogan di potere sul programma atomico, come : lenergia nucleare è un nostro diritto inalienabile si sono dissolti nelle fiamme della sollevazione.
Tutta la propaganda degli apologeti dellaccondiscendenza sulla stabilità e la puissance dei mullah , è scomparsa di colpo.
Il marchio di terroristi incollato ai resistenti è bruciato nel fuoco dellinsurrezione.
Ora è il turno del popolo iraniano. E il popolo che ora chiede come mai in 30 anni i mullah non sono stati capaci di costruire nemmeno una raffineria di petrolio. A cosa servono gli annunci sul progreso scientifico per giustificare il programma nucleare contrario agli interessi della nazione!
Perché tutto il danaro usato per costruire la bomba atomica non è stato utilizzato per produrre benzina? Perché imponendo questo razionamento della benzina avete distrutto in una sola notte la fonte di guadagno di una immensa parte della popolazione? Perché in un solo colpo avete ridotto alla disoccupazione e alla miseria milioni di persone?
I mullah non hanno risposte perchè sono al capolinea.! Non sanno fare altro che reprimere e esportare lintegralismo e il terrorismo. Sono in una critica impasse.
È per questo che tutto quello che in questi ultimi due anni gli stati partigiani dellaccondiscendenza hanno scommesso o supposto, si è rivelato falso.
Hanno detto che incoraggiandoli , i mullah cambieranno il loro comportamento. Ora invece di cambiare, i mullah hanno fatto sprofondare lIraq in un bagno di sangue, hanno trascinato il Libano nel caos, hanno diviso in due la Palestina e hanno riportato il terrorismo e gli spargimenti
di sangue in Afghanistan.
Gli Stati accondiscendenti sostengono che attraverso i negoziati si otterrà il consenso dei mullah ed
essi sospenderanno il loro programma atomico. Ora questi ultimi hanno potenziato le loro attività per produrre larma atomica e hanno ignorato tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dellONU. I mullah credevano che un embargo avesse spinto la popolazione a sostenere il regime ma ora il
sollevamento generale ha fatto aprire gli occhi ai mullah.
. Accade così che letichetta di terroristi attaccata alla resistenza iraniana permette ai mullah di domare gli effetti delle sanzioni. Iimmaginate cosa potrebbe accadere il giorno in cui questa etichetta sparirà!
Si, il problema è che i politici di fronte alla crisi iraniana sono incappati in un fallimento. Per lIran, lIraq e per tutta la regione mediorientale non cè che una soluzione: un cambiamento democratico realizzato dal popolo iraniano e dalla sua resistenza.
La scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia.
Continua…..
