domenica, Dicembre 4, 2022
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Un padre si da’ fuoco fuori dalla magistratura iraniana

CNRI –  Dopo i diversi casi recenti di auto-immolazione fuori dagli uffici del governo avvenuti in Iran, un quarantenne della città di Malekan, Iran nord-occidentale, si è dato fuoco fuori dagli uffici locali della magistratura del regime iraniano la  scorsa settimana.

L’uomo, identificato come Sirus Neek-khu, 45 anni, si è dato fuoco lunedì 28 Settembre, per protestare contro le autorità che non avevano risposto alle sue richieste. L’uomo aveva chiesto alle autorità di intraprendere un’indagine adeguata sul rapimento della figlia di 14 anni. Ma i funzionari della magistratura del regime a Malekan, situato nella provincia dell’Azerbaijan orientale, avevano ignorato la sua richiesta.

Secondo i suoi parenti, Neek-khu ha riportato ustioni sul 70% del corpo e poi è morto per le ferite. E’ stato sepolto sotto stretta sorveglianza sabato 3 Ottobre per impedire che si formassero grosse manifestazioni e proteste anti-regime.

Da sabato gli uffici della magistratura a Malekan sono chiusi e alla gente viene impedito di entrarvi.

Il capo della magistratura del regime della città ha convocato i parenti di Neek-khu e ha minacciato di arrestarli se avessero riferito l’accaduto ai media.

Numerosi casi di auto-immolazione in Iran nei mesi scorsi hanno suscitato un’attenzione particolare, come quelli di Omid Rashedi, 36 anni, della città sud-occidentale di Ahwaz, Mansour Keyhani, un insegnante in pensione di Sanghar, Iran occidentale; Ali Akbari, 45 anni, un operaio di Tehran; Hamid Farokhi, 43 anni, un venditore ambulante di Tabriz, Iran nord-occidentale e Youness Asakareh, 31 anni, un operaio di Khorramshahr, Iran sud-occidentale.

In tutti questi casi l’auto-immolazione è stata una forma di protesta contro il regime dei mullah al potere.

 

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