mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Un memo confidenziale rivela la paura del regime iraniano dell’esplosione di proteste all’approssimarsi delle elezioni

CNRI – Il regime fondamentalista iraniano ha ordinato, con riluttanza, ad una grossa azienda para-statale di pagare gli arretrati ai suoi operai questo mese, per impedire il verificarsi di possibili proteste dei lavoratori nei giorni che precedono le elezioni per l’Assemblea degli Esperti e per il Majlis (il parlamento) del regime, rivela una direttiva confidenziale.

Un organo repressivo di governo all’interno dell’Azienda Nazionale del Gas Iraniana (NIGC) ha consigliato ai dirigenti dell’azienda di pagare agli operai tutti i salari arretrati prima delle elezioni del 26 Febbraio, secondo il testo della direttiva.

Questa direttiva, datata 20 Gennaio 2016, è stata emessa dall’ufficio Herasat, un organo repressivo che ha diramazioni in ogni istituto governativo iraniano e che spia e riferisce tutto degli impiegati pubblici. Nel memo si avvertono i managers di tutte le raffinerie, i direttori operativi e i direttori delle risorse umane dell’NIGC di pagare gli stipendi agli operai “per impedire qualunque eventuale manifestazione o sit-in e le loro relative conseguenze”.

La direttiva indica che qualunque mensilità non pagata deve essere corrisposta non oltre il 24 Febbraio 2016, due giorni prima delle elezioni-farsa del regime.

Ritardi di mesi nel pagamento degli stipendi, in particolare di quelli degli operai e degli impiegati pubblici, sono divenuti routine in Iran. In molti casi questo ha provocato proteste nelle città di tutto il paese.

Il lavoratori iraniani soffrono per la povertà, per la fame e la disoccupazione mentre le enormi ricchezze dell’Iran vengono spese per la repressione interna, per le politiche anti-nazionalistiche di esportazione del terrorismo, per le attività guerrafondaie nella regione, per le armi di distruzione di massa, oppure vengono saccheggiate dagli esponenti del regime.

Questa direttiva dell’ufficio Herasat rivela quanto il regime iraniano tema le proteste popolari, con l’approssimarsi delle cosiddette elezioni del regime.

“Lo scontro e la lotta di potere all’interno del regime iraniano, alla vigilia delle elezioni dell’Assemblea degli Esperti, si sono inaspriti ad un livello senza precedenti”, ha dichiarato il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) in un comunicato. “Ciò avviene sulla scia di innumerevoli crisi interne ed esterne che avviluppano il regime del velayat-e faqih dopo l’applicazione dell’accordo sul nucleare e le sue continue sconfitte in Siria”.

La direttiva è intitolata: “Questione: Pagamento dei salari dei lavoratori negli ultimi giorni dell’anno”.

Il testo recita:

“Salutandovi rispettosamente, vi informiamo che, data l’approssimarsi della fine dell’anno (nel calendario persiano) e considerando le istruzioni fornite dal ministero e dalle autorità competenti sul puntuale pagamento dei salari correnti e arretrati dei lavoratori, vi ordiniamo che tutti i salari, bonus, salari arretrati e straordinari, vengano pagati non oltre il 24 Febbraio 2016, allo scopo di impedire qualunque eventuale protesta o sit-in e le loro relative conseguenze negative.

“Si ricorda che, viste le prossime elezioni dell’Assemblea degli Esperti e dell’Assemblea Islamica (Parlamento), questa questione deve essere trattata con particolare attenzione e delicatezza, per impedire qualunque abuso di questa questione a scopi pubblicitari ed in particolare nell’ambito delle proteste dei lavoratori”.

Il testo è stato firmato da Ahmad Samali, dirigente dell’ufficio Herasat dell’Azienda Nazionale del Gas Iraniana.

 

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