mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Senato: Il messaggio di Maryam Rajavi al convegno sui diritti umani in Iran

Senatore Malan,  Onorevoli Senatori e Deputati,

Cari Amici,

Vi porgo i miei migliori auguri per il vostro summit e la mia sentita riconoscenza per la vostra preoccupazione per i  diritti umani in Iran e il vostro appoggio ai membri della Resistenza Iraniana a Liberty. 

Dal massacro del 29 Ottobre a Camp Liberty, questa catastrofe è al centro dei sentimenti angosciosi del popolo iraniano. Oltre alle 24 persone uccise, moltissimi residenti sono stati feriti o colpiti. Molti hanno subito la rottura della membrana del timpano in uno o in entrambi gli orecchi e necessitano di serie cure mediche.

Un terzo del numero totale dei containers del campo è stato distrutto, o bruciato o reso inutilizzabile. In più, larga parte delle infrastrutture del campo è stata distrutta.

Nonostante tutto questo, le forze irachene hanno inasprito l’assedio al campo.  Pur essendo passate due settimane dall’attacco, non hanno ancora autorizzato la sepoltura dei martiri. Non hanno permesso l’arrivo delle ruspe per ripulire il campo e normalizzare la situazione. Non hanno neanche permesso l’arrivo degli attrezzi necessari per la riparazione delle strutture danneggiate. Non permettono ai mezzi dell’autospurgo di entrare nel campo e quasi tutti i giorni negano l’accesso a quelli del cibo e del carburante.

L’obbiettivo del regime del velayat-e faqih era quello di distruggere completamente il campo e uccidere tutti i membri dei Mojahedin del popolo. I mullah hanno bisogno di un tale massacro per tre ragioni principali:

Primo: la loro ritirata forzata dal progetto sulla bomba atomica.

Secondo:  la sconfitta della strategia del regime in Siria.

Terzo: perché il regime teocratico cerca di sconfiggere l’alternativa democratica che ritiene una  minaccia esistenziale.

I mullah avevano bisogno della bomba atomica e dell’ingerenza in Siria per impedire la caduta del regime.

Il 1° Novembre Khamenei ha detto: “Se non fossimo intervenuti in Siria, avremmo subito un duro colpo in Iran”.

Ora che sono giunti ad un vicolo cieco, i mullah hanno anche più paura della Resistenza Iraniana organizzata.

Dall’altro lato, gli stessi che si sono arresi all’accordo sul nucleare per debolezza, vogliono mascherare questa loro debolezza con le esecuzioni e gli attacchi missilistici contro i loro oppositori.  

L’attacco missilistico su Camp Liberty è avvenuto la notte prima della partecipazione del regime alla conferenza di Vienna sulla Siria e due settimane prima della visita di Rouhani a Roma e Parigi.

La domanda che si pone il popolo iraniano è: perché  deve pagare il prezzo delle relazioni tra questo regime decadente e l’Occidente, con il sangue dei suoi figli più cari?

Quelli che chiamano Rouhani “moderato”, vogliono giustificare le loro relazioni con questo regime omicida. Le 2000 esecuzioni della presidenza Rouhani, sono un segnale di moderazione?

Per definizione, il massacro del 1° Settembre 2013 a Campo Ashraf e il mortale attacco del 29 Ottobre 2015 contro Camp Liberty sono crimini contro l’umanità e Rouhani è assolutamente responsabile di entrambi, in quanto presidente del regime e capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.

Lo scorso 31 Agosto, mentre definiva i Mojahedin del popolo “terroristi”,  ha ribadito: “Noi useremo tutto il nostro potere e le nostre capacità per combattere il terrorismo ovunque sia necessario”.

Quelli che pensano che l’accordo sul nucleare sia un segnale di moderazione del regime si sbagliano. Questo dietrofront è il risultato della debolezza del regime di fronte alla profonda disillusione del popolo iraniano. Il regime teme il ripetersi delle proteste del 2009.

E ora, proprio quando la dittatura religiosa subisce una sconfitta, perché i governi occidentali gli tendono la mano? Negli anni ’90 fecero lo stesso errore con Khatami. Diversi governi europei gli stesero il tappeto rosso. Ma a dispetto di questi appoggi e al posto di finti moderati, prese il potere Ahmadinejad.

Noi ribadiamo ai governi occidentali che non devono incoraggiare i mullah a massacrare i loro oppositori in Iran e i popoli della regione, stringendo la mano a Rouhani.

Quando i Mojahedin del popolo sono stati costretti a trasferirsi da Ashraf a Camp Liberty nel 2012, ONU, Stati Uniti e UE, della quale l’Italia è membro, avevano promesso di garantirgli la protezione. Da allora i Mojahedin sono stati bersaglio di cinque massacri ed attacchi missilistici. E ciò nonostante la Resistenza Iraniana avesse ripetutamente avvertito con largo anticipo l’ONU e i governi occidentali.

Oggi noi chiediamo al governo italiano e agli altri governi dell’UE, agli Stati Uniti e all’ONU di adottare misure immediate per mantenere la loro promessa di proteggere Camp Liberty. 

Il popolo iraniano vanta relazioni antiche e amichevoli con il popolo italiano. Noi siamo favorevoli all’espansione delle relazioni con l’Italia in ogni ambito scientifico, tecnologico, culturale ed economico. Ma nelle attuali circostanze, i mullah approfittano di queste relazioni per aumentare il loro dispotismo e limitare ulteriormente le libertà.

Noi chiediamo all’Italia e a tutti i governi occidentali di subordinare le relazioni con questo regime alla fine delle esecuzioni e degli attacchi contro Liberty.

Augurandovi il successo per la vostra conferenza, vorrei sinceramente esprimere la mia gratitudine per gli sforzi di queste illustri personalità italiane, in particolare  Amb. Giulio Terzi, presidente Manconi, senatrice Pezzopane, Senatori, Castaldi, Compagna, On. Zamparutti …, a sostegno di Camp Liberty ed in difesa dei diritti umani in Iran. La storia le giudicherà come un emblema  della difesa della libertà e della democrazia, in Italia e in tutta Europa.

Vi ringrazio tutti

 

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